A quattro anni dal terzo capitolo della saga, The Conjuring – Il rito finale è finalmente uscito al cinema il 4 settembre ed essendo un horror, naturalmente, è un film che incuriosisce anche i giovanissimi. Vi diciamo subito che il film ha un divieto ufficiale ai minori di 14 anni e, a nostro avviso, l’età consigliata per vederlo è tra i 13 e i 14 anni, anche se tutto dipende dalla maturità e dalla sensibilità del minore. Di seguito vi spieghiamo brevemente i contenuti del film, per darvi modo di valutare con attenzione se farlo vedere ai vostri figli. Attenzione, seguono spoiler.

The Conjuring 4 racconta la storia – realmente accaduta – di una famiglia che negli anni ’80, in Pennsylvania, si ritrovò perseguitata da un demone tra le pareti della loro abitazione, tutto a causa di uno specchio maledetto che viene regalato a una delle figlie della coppia in un’occasione speciale. Ad indagare sul caso, dopo diverse vicissitudini, sono i coniugi Ed e Lorraine Warren, due demonologi realmente esistiti che nella vita si sono occupati di diversi casi soprannaturali, tra cui quello famosissimo della casa di Amityville.
Il film contiene alcune scene che possono risultare spaventose per i più piccoli o per i più sensibili e meno “abituati” al genere horror. Ci riferiamo alle apparizioni di spiriti dall’aspetto mostruoso, con un sorriso malvagio, entità manovrate dal demone in questione, come si scopre nel film. Non mancano poi alcune scene particolarmente forti ed esplicite, come quella in cui un lavello si riempie di sangue fino a tracimare e quella in cui una ragazzina vomita sangue e pezzi di vetro: probabilmente la scena più splatter del film. Il demone, nel film, si manifesta con brevi apparizioni o spostando oggetti, tra cui un bambolotto, ma appare anche la bambola Annabelle, in una versione ancora più inquietante. In una sequenza, addirittura, l’entità solleva il cane della famiglia e lo getta contro una parete. Anche il padre della famiglia viene sollevato dal letto, un po’ come accade ne L’Esorcista.

Altre scene che potrebbero risultare problematiche, a seconda delle diverse sensibilità o del proprio vissuto, sono due scene di suicidio per impiccagione. Per il resto, il film non presenta altri contenuti potenzialmente problematici; anzi, racconta l’unione di due famiglie di fronte ad eventi avversi. Inoltre, i due protagonisti del film – i coniugi Warren – fanno spesso affidamento a Dio e alla preghiera per sconfiggere il male.
Visualizza questo post su Instagram
