Alla Mostra del Cinema di Venezia 2025 Dwayne Johnson, Emily Blunt e il regista Benny Safdie hanno presentato The Smashing Machine, il biopic dedicato a Mark Kerr, leggenda delle MMA negli anni ’90. Una conferenza stampa in cui il trio ha spiegato perché la storia non è semplicemente “un film di combattimenti”, ma una parabola di amore, cadute e rinascite. Nel corso dell’incontro The Rock ha anche parlato delle sue recenti scelte professionali che rispecchiano una profonda riflessione sulla sua carriera.
Safdie, co-autore con suo fratello del film Diamanti grezzi, ha chiarito subito il cuore del progetto:
“Niente di tutto questo esisterebbe senza Mark. Ci ha cambiato la vita permettendoci di sentire la sua, le sue emozioni. Il film non è su vittorie e sconfitte: è sulla pressione di vincere e su cosa accade quando vincere diventa il nemico.”

Emily Blunt interpreta Dawn, la compagna di Kerr. L’attrice ha raccontato di aver trovato affascinante poter rappresentare la vita di una donna in un ambiente dominato dall’iper-maschilità.
“Dietro le porte chiuse c’era il meteo completo di cosa significa vivere con un fighter: rimpianti, eruzioni, pericoli, ma anche amore profondo. Non è una relazione ‘curata per il cinema’: è lo spettro completo di come cambia l’umore di una coppia nell’arco di un’ora.”
Sul lavoro con Safdie, Blunt ha parlato di un approccio viscerale e libero:
“Con il modo di girare di Benny sembrava che le barriere quotidiane sparissero. Ogni giorno i binari venivano tolti.”
L’attenzione si è poi concentrata sulla metamorfosi di Dwayne Johnson, che ha sorpreso pubblico e colleghi per la sua capacità di scomparire dietro al personaggio. Blunt ha raccontato:
“È stato spaventoso vederlo scomparire (nel ruolo) La prima volta che è entrato come Mark, l’aria è cambiata, la stanza si è fatta silenziosa.”
Johnson ha spiegato quanto desiderasse una trasformazione del genere:
“Avevo fame di questa esperienza. Una vocina diceva: e se potessi fare di più? Emily mi ha spinto a mettere nella recitazione tutto quello che ho vissuto. Benny era lì a dire: ‘Andiamo, ci sono io’. Senza di loro non sarebbe successo.”
Un’altra trasformazione invece, è avvenuta nella realtà, perché a Venezia Johnson è apparso più magro e molto meno muscoloso, rispetto al passato.
Per lui, il film è soprattutto una storia d’amore:
“È una storia d’amore tra Mark e Dawn, e tra Mark e ciò che ama fare. Un uomo che è stato il più forte del pianeta, poi si perde, cade due volte, è fortunato ad essere vivo. E capisce che puoi perdere tutto… e va bene. La vita va avanti.”

Il regista e la sua protagonista hanno poi riflettuto sul contesto storico. Blunt ha sottolineato come gli anni ’90 celebrassero un machismo invincibile, amplificato dall’MMA.
“Il nostro film non racconta il tizio col pugno alzato: è il dopo, le crepe di chi deve mantenere un’immagine impossibile. Come empatizzare con l’invincibile quando dentro è tenero e ferito.”
Safdie ha ricordato il coraggio dei pionieri delle arti marziali miste:
“Quei fighter hanno messo il corpo in gioco. Oggi è un’industria gigantesca, ma all’inizio era un ecosistema fragile e complesso.”
Il regista ha spiegato di aver usato la musica a livello narrativo, inserendo canzoni di Springsteen e Sinatra direttamente in sceneggiatura.
“La musica è il mio modo di interpretare le emozioni. Le riascolto all’infinito perché riflettono ciò che sento: volevo che quello sentimento arrivasse al pubblico.”
Anche le scene di combattimento sono state pensate in modo diverso dal solito:
“Regola numero uno: non entriamo nel ring. Restiamo fuori, quasi con pass da terza fila. Quello che accade dentro è per i fighter; noi osserviamo. Così i match risultano reali e fisici.”
Alla domanda se punti a dimostrare la sua statura d’attore a Hollywood, Johnson ha risposto con fermezza:
“Non è per Hollywood, è per me. Per anni insegui il box office e finisci in un angolo: ‘Questo è ciò che fai, ciò che vogliono da te’. A un certo punto ti chiedi: sto vivendo il mio sogno o quello degli altri? Ho deciso di vivere il mio.”
Ha infine evocato l’influenza del padre, anche lui wrestler:
“Non era un uomo tenero, la vita l’aveva indurito. Quello che mi ha ispirato è la fame: credere in qualcosa, lavorare con le proprie mani. È ciò che ha fatto lui ed è ciò che fa Mark Kerr.”
Il film, di cui abbiamo parlato nella recensione di The Smashing Machine, esce in Italia il 19 novembre 2025.
Dwayne Johnson says he felt “pigeonholed” by the industry before making Benny Safdie’s “The Smashing Machine”:
“You chase the box office and the box office can be very loud and it can push you into a category … I’ve been scared to go deep and intense and raw until now.”… pic.twitter.com/Xq25zb8zHo
— Variety (@Variety) September 1, 2025
