Genere: Commedia, romantico. Durata: . Dove l’abbiamo visto: su Netflix, in lingua originale.
Trama: Thea deve presentare alla sua famiglia il nuovo fidanzato, Jashan. Lei è norvegese, lui è di origini indiane e, soprattutto visto che siamo a Natale, lo scontro tra culture scatenerà il caos.
L’incontro/scontro fra culture è un tema piuttosto amato al cinema, si tratta infatti di uno spunto particolarmente attuale in una società come la nostra, in cui il “melting pot” è all’ordine del giorno. Una premessa piuttosto comune è quella in cui una coppia di innamorati, provenienti da paesi diversi, si trova a conoscere le rispettive famiglie, a volte così attaccate alle proprie tradizioni da opporsi alla nascente relazione tra i due: questo è il punto di partenza di Come sempre a Natale, in cui la norvegese Thea decide di presentare Jashan, il fidanzato di origini indiane, alla sua famiglia durante le festività natalizie. Come potrete immaginare l’arrivo di un elemento “estraneo” a scombinare il rigido cerimoniale natalizio norvegese farà scoppiare il caos, e il rapporto tra Thea e Jashan viene bien presto messo in pericolo.
Come vedremo in questa recensione di Come sempre a Natale, il film diretto da Petter Holmsen appena arrivato su Netflix (qui i migliori film natalizi da vedere sulla piattaforma streaming), mette in scena le realistiche conseguenze dello scontro tra cultura indiana e norvegese, facendo della tipica freddezza nordica il linguaggio con cui raccontare le difficoltà vissute dai protagonisti. Nei momenti che dovrebbero essere più divertenti si ride a denti stretti, nelle sequenze più toccanti ci si emoziona, sì, ma con moderazione: la storia di Thea e Jashan ha il pregio di essere in tutto e per tutto credibile, ma non è la commedia esilarante ed calorosa che ci aspettavamo di trovare viste queste premesse. Non si tratta necessariamente di un difetto, ma per i nostri film di Natale siamo alla ricerca di altro.
La trama: un Natale norvegese

Thea (Ida Ursin-Holm) e Jashan (Kanan Gill) si fidanzano proprio prima di Natale e lei decide di portarlo a conoscere la sua famiglia in Norvegia. Quello che lui non si aspetta è la rigidità delle tradizioni natalizie della famiglia della sua fidanzata, mantenute con reverenza dalla morte anni prima del capofamiglia. Le decorazioni vengono fatte in un certo modo, le cene si compongono esclusivamente di determinate pietanze e le attività di famiglia sono sempre quelle, da sempre: lo sci di fondo tutti insieme, le case di marzapane e il bagno nell’acqua di un lago ghiacciato. Addirittura la messa della vigilia, anche se nessuno dei membri della famiglia è cattolico, ma è comunque Natale.
Mamma Anne-Lise, il fratello di Thea (interpretato da Erik Follestad Johansen) e la sua giovane moglie accolgono Jashan con una certa difficoltà e freddezza, decisamente poco avvezzi all’idea di introdurre nel loro piccolo nucleo qualcuno che non conosce le loro collaudate tradizioni. Tutta la storia parte infatti da un semplice presupposto: “i norvegesi sono molto aperti mentalmente, ma non a Natale“, come dichiara Anne-Lise, è i nuovi sapori e colori portati da Jashan risultano decisamente troppo per i loro abitudinari palati. Jashan è pronto a tutto per farsi accettare, ma più passano i giorni più viene messo alla prova. Inoltre, l’entrata in scena di un ex ragazzo di Thea, vicino di casa e pastore locale, rimescolerà ancor di più le carte per i due innamorati. Che Thea e Jashan non siano fatti per stare insieme?
Una commedia sentimentale “nordica”

Come anticipavamo in apertura, Come sempre a Natale non è il film delle feste a cui siamo abituati: il suo interesse è più per il realismo che verso i colorati eccessi solitamente tipici di questo genere di commedie. Il freddo umorismo nordico crea situazioni che ci strappano risate a denti stretti, ma l’incontro del povero Jashan con le tradizioni norvegesi da anche vita a momenti di vero e proprio disagio, e come spettatori più che coinvolti in una toccante storia d’amore, che supera tutte le difficoltà anche grazie alla magia del Natale, ci troviamo a provare pena per il povero nuovo arrivato, la cui futura suocera continua a chiamare “Shazam”.
Sarà che da italiani – e scusateci un po’ per la banalità di questa affermazione – ci sentiamo decisamente più calorosi e accoglienti, l’algido distacco di Thea e della sua famiglia ci portano ad empatizzare moltissimo con Jashan, capace di farsi amare anche grazie alla sua goffaggine e alla sua innata dolcezza. Tutto questo per dire che, basandoci su quello che ci viene mostrato dal film, fatichiamo a “capire” il rapporto tra questi due innamorati. Che cosa avranno trovato l’una nell’altro? Sarà forse per questo che è difficile farci trascinare da questa storia, perchè lo snodo narrativo principale, ossia l’amore che lega i due protagonisti, non risulta poi così credibile.
Come sempre a Natale è comunque un film piacevole da seguire, ed è capace di ritrovare nel finale gli stilemi più tipici di questo genere di racconti: non aspettatevi dichiarazioni d’amore strappalacrime, ma la risoluzione del conflitto – il momento in cui i freddi norvegesi decidono di “scongelarsi” un po’ – scalda il cuore al punto giusto. A questo punto ci sarebbe piaciuto scoprire la prospettiva opposta: come andrà quando sarà la famiglia di lui a conoscere la nuova fidanzata? Sospettiamo che il “Natale in India” di Thea sarebbe una storia decisamente più nelle nostre corde.
La recensione in breve
Come sempre a Natale non è il film delle feste a cui siamo abituati: la storia è realistica ma non così calorosa ed esilarante come ci saremmo aspettate viste le premesse.
- Voto CinemaSerieTV
