Abbiamo rischiato a lungo di non vedere proprio questo film: inizialmente previsto per luglio 2023 (nello slot poi affidato a Barbie di Greta Gerwig), è stato bloccato perché la Warner Bros., in preda a un delirio di irresponsabilità artistica, voleva cancellarlo definitivamente per motivi fiscali. Lamentele varie (anche da parte di chi la film ci ha lavorato) hanno portato, dopo tentennamenti in merito, alla vendita dei diritti di distribuzione a Ketchup Entertainment (in Italia l’uscita è a cura di Lucky Red), già artefice dell’arrivo in sala di Un’avventura spaziale – Un film dei Looney Tunes. Da lì è nata una campagna di marketing che ha attivamente menzionato e messo alla berlina quello che rischiava di essere il destino infausto del film di cui parliamo in questa recensione di Coyote vs. Acme, definendolo un prodotto “che la Acme non voleva farvi vedere”, con la trama del lungometraggio che si è effettivamente trasformata nella lotta dello stesso per la sua sopravvivenza.
Accadde ad Albuquerque

Nel deserto del New Mexico si consuma quotidianamente una routine che tutti conosciamo: Wile E. Coyote cerca di catturare il velocissimo Beep Beep, senza mai riuscirci. Dopo l’ennesimo tentativo andato a vuoto, vede uno spot in TV che gli fa venire un’idea: siccome la sua preda è ancora a piede libero per via del malfunzionamento dei vari aggeggi della Acme che Wile si è procurato, tanto vale portare in tribunale l’azienda.
Per tale scopo si rivolge allo studio legale Avery, Jones & Maltese (un nome che omaggia Tex Avery, storico animatore dei Looney Tunes, e i due creatori di Wile e Beep Beep, Chuck Jones e Michael Maltese), e così inizia una lotta impari davanti al giudice, una lotta che farà emergere verità scomode sulla Acme, il cui rapporto con i personaggi animati in generale è tutt’altro che roseo, e capire a Wile gli aspetti più profondi ed esistenziali della sua ossessione nei confronti del volatile che corre a gran velocità.
Mi è semblato di vedele i Looney Tunes

A chi ne ha la possibilità consigliamo la visione in lingua originale per apprezzare la duttilità vocale dell’attore Eric Bauza, chiamato a interpretare la maggior parte dei personaggi animati presenti nel film: Bugs Bunny, Daffy Duck, Titti, Foghorn Leghorn, Elmer Fudd, Gossamer, Porky Pig, Pepé Le Pew e altri (Candi Milo doppia i Looney Tunes femminili, mentre Jim Cummings è Taz, di cui è la voce principale da tre decenni). Al fianco di queste figure – e Wile, che come da tradizione è muto e comunica solo tramite appositi cartelli – c’è un cast umano molto forte. Will Forte, per l’esattezza, coinvolto in un duello giuridico con un formidabile John Cena, qui forse all’apice delle sue abilità recitative in un contesto volutamente istrionico (la sequenza in cui minaccia Titti è un piccolo capolavoro dell’assurdo). Come spesso capita in questi progetti, dove possibile è stato usato audio d’archivio di Mel Blanc, storica prima voce di quasi tutti i Looney Tunes, e di Paul Julian, l’animatore che diede a Beep Beep il suo verso caratteristico imitando un clacson negli uffici della Warner Bros. quando doveva consegnare dei disegni sovradimensionati.
Capire i personaggi

Il film, diretto da Dave Green e con James Gunn tra i produttori e soggettisti (e il suo contributo si percepisce soprattutto nella scena che riassume idealmente il rapporto tra Wile e Beep Beep), nasce da un amore profondo per i Looney Tunes, evidente già nella scelta di affidare un ruolo importante a uno dei personaggi che il pubblico di oggi riconoscerà di meno, il dottor Lorre (caricatura dell’attore Peter Lorre che all’epoca dell’omaggio originale era uno degli attori fissi della Warner), e in momenti come la spiegazione “scientifica” del comportamento folle di Daffy Duck o l’uso umoristico del classico difetto di dizione di Titti.
Ed è lì che si cela il principale grattacapo per la major, che oltre al contenuto che spara a zero contro le grandi aziende (ma lì c’è una fonte scritta, ossia un articolo satirico del New Yorker pubblicato negli anni Novanta) avrà verosimilmente apprezzato molto poco il fatto che il lungometraggio tratti queste figure come veri e propri personaggi, e non degli strumenti di marketing come abbiamo avuto modo di vedere nel dittico di Space Jam, quello sì pompatissimo e promosso a caratteri cubitali dallo studio, a prescindere da quanto poco c’entrasse con lo spirito anarchico del franchise.
Non sorprende, quindi, che dopo il sostegno scarsissimo nei confronti di Looney Tunes: Back in Action nel 2003 (anch’esso un atto di ribellione poiché il regista Joe Dante, nonostante la spinta per realizzare il film venisse dal reparto pubblicitario, voleva restituire personalità a Bugs e soci) e la vendita di Un’avventura spaziale a terzi, si fosse arrivati alla decisione di far sparire dalla faccia della Terra un prodotto che alla componente pubblicitaria preferisce quel misto di follia concettuale e tecnica sopraffina che per decenni hanno reso i Looney Tunes un’inarrestabile fabbrica di gag, l’alternativa irriverente ai sovente più moderati cortometraggi della rivale Disney.
La rivincita dei Looney Tunes

La Acme si fa specchio del cinismo di uno studio che, dopo la morte di Mel Blanc, non ha mai saputo valorizzare in maniera stabile quella che rimane la sua proprietà di punta (se andate a visitare lo studio a Burbank, all’ingresso ci sono le statue di Bugs e Daffy). Ed è poeticamente ineccepibile che le creazioni di Avery, Jones e compagnia bella si prendano la rivincita tramite il personaggio “sfigato” per antonomasia, Wile E. Coyote, che a questo giro oltre che far ridere arriva anche a commuovere. Con la speranza che, per il futuro dei Tunes, questo non sia davvero tutto, gente.
La recensione in breve
Wile E. Coyote è protagonista di un film che sfrutta appieno il potenziale caotico dei Looney Tunes inserendoli nel mondo reale con grandi intuizioni umoristiche.
PRO
- L'animazione è curata nei minimi dettagli
- L'amore per i Looney Tunes è palese dalla prima all'ultima inquadratura
- John Cena è un villain formidabile
- La canzone scelta per i titoli di coda è ineccepibile
CONTRO
- Chi si aspettava un ruolo maggiore per Bugs Bunny rimarrà deluso
- Voto CinemaSerieTV
