Il film : Dracula – L’amore perduto, 2024. Diretto da: Luc Besson. Cast: Caleb Landry Jones, Christoph Waltz, Zoë Bleu, Guillaume de Tonquédec.. Genere: Horror, sentimentale. Durata: 2 ore e 9 minuti. Dove l’abbiamo visto: in anteprima stampa.
Trama: Il principe Vlad Tepes, trasformato in vampiro dopo la morte dell’amata Elisabeta, attraversa i secoli alla sua ricerca. Nel 1889, a Parigi, crede di riconoscerla in Mina Murray, ma tra loro si frappongono il fidanzato di lei e un prete di un ordine segreto deciso a distruggere i vampiri.
A chi è consigliato? Consigliato a chi ama le atmosfere gotiche, le storie d’amore dannate e le rivisitazioni visivamente sontuose dei classici del cinema horror.
Dracula non muore mai, soprattutto al cinema dove il vampiro ideato da Bram Stoker continua a reincarnarsi in varie forme, che si tratti della versione ufficiale o di riletture come il Nosferatu di Robert Eggers, rifacimento del film di Murnau che nel 1922 rischiò di sparire dalla faccia della Terra in quanto trasposizione non autorizzata del romanzo che all’epoca non era ancora di dominio pubblico. Tra i registi che hanno deciso di metterci del proprio (più o meno, in questo caso) c’è Luc Besson, il più americano dei cineasti francesi, che malgrado le fortune alterne della sua casa di produzione EuropaCorp continua a puntare su progetti ambiziosi paragonabili ai blockbuster statunitensi, ma girati interamente in Europa (questa volta a Parigi e, per gli esterni in territorio rumeno, nei paesaggi innevati della Finlandia). È il caso di questo suo nuovo lungometraggio, di cui parliamo nella nostra recensione di Dracula – L’amore perduto.
Arrivederci, amore, ciao

Transilvania, 1480. Vlad Tepes, un nobile della zona, combatte per la Chiesa ma è devoto soprattutto alla moglie Elisabeta. Quando un agguato porta alla morte di lei, il principe, disperato, rinnega Dio e si trasforma in un vampiro, destinato a camminare sulla Terra in eterno. Quattrocento anni dopo, a Parigi nel 1889, uno dei suoi emissari identifica Mina Murray come possibile reincarnazione di Elisabeta, e Vlad, ora noto come il conte Dracula, potrebbe quindi ricongiungersi con l’amata. Due sono i principali ostacoli da superare: uno è Jonathan Harker, il fidanzato di Mina, che per pura coincidenza si è recato al castello di Dracula in Transilvania per lavoro; l’altro è un prete, membro di un’organizzazione segreta che da secoli indaga sulle attività dei vampiri, arrivato a Parigi proprio perché lì si trovano gli indizi che potrebbero portare all’identificazione e distruzione dell’origine dei mali che stanno affliggendo le città europee.
Il ritorno del Conte

Stando a Besson, il progetto è nato non da una volontà di rivisitare la figura di Dracula nello specifico, ma dal desiderio di lavorare nuovamente con l’attore americano Caleb Landry Jones dopo Dogman, cosa che ha portato alla scelta del vampiro – e nella fattispecie della componente romantica associata al personaggio – come ruolo ideale per la seconda collaborazione. Difatti Jones si presta all’operazione con la consueta intensità, rubando spudoratamente la scena a gran parte del cast, inclusa Zoë Bleu (figlia di Rosanna Arquette) che esordisce come protagonista nei panni di Mina/Elisabeta. A tenergli testa sono gli unici due interpreti che si sono avvicinati al progetto con uno spirito meno serioso: Christoph Waltz nel ruolo del prete e Matilda De Angelis in quello di Maria, personaggio nuovo che unisce alcune caratteristiche di Lucy Westenra (migliore amica di Mina) e Renfield (il servo pazzo di Dracula).
Elegante ma vacuo

Al netto della perplessità che il progetto ha suscitato sin dal primo trailer (dal quale si intuiva che, oltre al romanzo di Stoker, ci fosse qualche prestito di troppo dall’adattamento di Francis Ford Coppola, che ha sdoganato l’idea di Mina come reincarnazione della moglie di Vlad), l’operazione ha indubbiamente un certo fascino sul piano estetico, sottolineando la grandiosità della visione di Besson, un autore per il quale le mezze misure non esistono. Ma sotto quella scorza elegante e opulenta viene a mancare la passione, l’energia, lasciando un alone di vacuità che attraversa le due ore di pellicola quasi da subito. I tratti salienti ci sono tutti, ma senza quel vero guizzo che giustifichi l’esistenza di un prodotto certamente di bell’aspetto, ma in fin dei conti anche un lungo déjà vu, una reincarnazione che non si discosta particolarmente dalle versioni precedenti. È un vampiro che affonda i denti nelle vittime, ma senza la solita intensità.
La recensione in breve
Luc Besson si cimenta con la figura di Dracula, volendone sottolineare la componente romantica, con un film che però traballa proprio sul piano della passione.
Pro
- Caleb Landry Jones è abbastanza carismatico come Dracula
- Christoph Waltz e Matilda De Angelis sono strepitosi
- L'apparato scenografico è imponente
Contro
- Il film è sostanzialmente un lungo déjà vu privo di energia
- Voto CinemaSerieTV
