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Home » Film » Recensioni film » Fair Play, la recensione del nuovo thriller Netflix con Phoebe Dynevor

Fair Play, la recensione del nuovo thriller Netflix con Phoebe Dynevor

La recensione di Fair Play, il film diretto da Chloe Domont e interpretato da Phoebe Dynevor e Alden Ehrenreich.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana6 Ottobre 2023
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Fair Play, una scena
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Il film: Fair Play, 2023. Regia: Chloe Domont. Cast: Phoebe Dynevor, Alden Ehrenreich. Genere: Thriller, erotico. Durata: 113 minuti. Dove l’abbiamo visto: in anteprima stampa su Netflix, in lingua originale.

Trama: L’inaspettata promozione di Emily al posto del compagno Luke rovina l’equilibrio della giovane coppia: lui, in particolare, non riesce a gestire la pressione e subisce un forte crollo psicologico ed emotivo.


Com’è la vita di una donna giovane, bella, estremamente brillante che si trova a lavorare nel supercompetitivo (e “supermaschile”) mondo della finanza? Non è una strada per niente facile, costellata di piccoli (e grandi) abusi e dell’obbligo a mettere da parte la propria femminilità per assomigliare agli squali che spadroneggiano nell’ambiente. Il film di Chloe Demont, presentato al Sundance Film Festival, è un thriller erotico ben riuscito, che esplora che cosa significa essere donna in un contesto di quel tipo, estremizzando situazioni che sono purtroppo assimilabili a tanti altri ambiti lavorativi.

Come vedremo in questa recensione di Fair Play, Demont parte da un rapporto di coppia, esplorandone le dinamiche e scombussolando i rapporti di potere: in questo modo ci parla con snervante chiarezza dell’esperienza femminile al giorno d’oggi. Ad un certo punto della visione torna in mente – anche se ovviamente si parla di tutt’altra opera, stilisticamente agli opposti di questa – il monologo del personaggio di America Ferrera in Barbie: “Devi essere una donna in carriera ma anche prenderti cura delle altre persone. Devi rispondere dei cattivi comportamenti degli uomini, il che è allucinante, ma se lo fai notare vieni accusata di lamentarti… È troppo difficile, è troppo contraddittorio e nessuno ti da una medaglia o ti dice “grazie!”, anzi alla fine viene fuori che non solo sbagli totalmente ma che è anche tutta colpa tua.”
Come la prende il tuo fidanzato se all’improvviso sei tu quella a fare carriera? Se sei tu quella che guadagna molto più di lui? La protagonista – interpretata da una splendida Phoebe Dynevor – sarà costretta a fare i conti con una dura realtà: l’amore, anche quello apparentemente più forte, a volte dura solo fino a quando l’ego del proprio partner non viene sminuito.

La trama: La parabola di una “power couple”

Fair Play, una scena
Emily (Phoebe Dynevor) e Luke (Alden Ehrenreich) sono due giovani ed ambiziosi analisti finanziari, entrambi lavorano nella stessa società e tutti i giorni combattono con le unghie e con i denti per essere notati dai loro superiori. Quello che a lavoro nessuno sa, però, è che i due si sono innamorati, e vivono insieme: la loro relazione deve rimanere segreta, perché entrambi rischierebbero di perdere il posto. Anche il loro improvviso fidanzamento deve rimanere nascosto, e Emily è costretta, ogni mattina, a togliersi l’anello e a lasciarlo a casa. Emily e Luke però non si fanno scoraggiare dalle difficoltà della vita di tutti i giorni: sono giovani, innamorati e bruciano di passione tanto l’uno per l’altra quanto per il loro lavoro.

Questo, almeno, fino a quando Emily non riceve un’ambitissima promozione, e nel giro di poche ore si ritrova ad essere il diretto superiore del fidanzato. Come se non bastasse, Luke si era convinto di essere lui il destinatario di tale promozione. Quali saranno le dirette conseguenze sulla coppia di questo inaspettato cambio di posizione? Più Emily farà carriera, più Luke si sentirà schiacciato dal suo successo, e da brillante e sicuro di sé si trasformerà in un uomo rancoroso e costantemente amareggiato. Le parabole dei due prenderanno direzioni opposte: ascendete per lei e discendente e autodistruttiva per lui. Peccato che nel suo impulsivo risentimento Luke potrebbe tirare Emily con sé, e rovinare la carriera di entrambi…

Essere donne circondate da uomini

Fair Play, una scena
Come anticipavamo Fair Play fa un ottimo lavoro nel raccontare che cosa significa essere donna nella società di oggi, puntando la lente di ingrandimento su un ambiente ipercompetitivo come quello dell’alta finanza, da sempre ad appannaggio quasi esclusivamente maschile. La protagonista di questa storia è indubbiamente Emily, ma la sua condizione – quello che prova nel cercare di sopravvivere, giorno dopo giorno, in un contesto così difficile – risuona in maniera ancor più evidenti attraverso il cambiamento di Luke, che progressivamente perde il controllo e la mette sempre più in difficoltà, costringendola a fare i salti mortali per bilanciare vita professionale e domestica, a coccolarne l’ego ferito e obbligandosi, per lui, a “non brillare troppo”. A rendere il tutto ancor più complesso, un ambiente lavorativo in cui la pressione è sempre maggiore e le microagressioni nei suoi confronti sono costanti: con chi sarà andata a letto per ottenere la promozione? Si dimostrerà troppo emotiva per un lavoro del genere? Quando farà il primo errore?

Il cast: Phoebe Dynevor e Alden Ehrenreich davvero convincenti

Fair Play, una scena
Phoebe Dynevor si dimostra davvero perfetta nel ruolo, convincente con la sua recitazione posata e trattenuta, che va bilanciare i progressivi eccessi del fidanzato. La Emily di Dynevor è un’equilibrista: deve dimostrare quanto vale nel suo lavoro ma al contempo deve cercare di non sminuire troppo Luke con la sua bravura, deve appoggiare le sue intuizioni anche se non ne è convinta, solo per dimostrargli che crede in lui, mettendo però così a rischio la carriera di entrambi. Deve uscire a festeggiare con i colleghi per essere accettata, ma al tempo stesso non può trascurare il compagno, che si sta velocemente trasformando in qualcuno che lei non riconosce più. Se inizialmente il Luke di Alden Ehrenreich era disinvolto, spontaneo, sicuro di sé, con il tempo diventa sempre più oscuro, sempre più meschino e rancoroso; l’attore sa rendere questa trasformazione in maniera molto convincente, colpendoci per gli estremi a cui è capace di arrivare.

Il ritmo si mantiene alto per tutto il film e la sceneggiatura è ben costruita, procedendo in maniera fluida e veloce. Un’appunto va fatto ad alcune derive prese dalla trama, come quella sulle lezioni con un guru del self help prese da Luke, che non vengono esplorate al punto da risultare funzionali per la narrazione nel suo complesso. Il finale è però decisamente ben riuscito (anche se il momento subito precedente dobbiamo ammettere ci ha lasciato un po’ perplessi) e fa arrivare lo spettatore ai titoli di coda con una certa soddisfazione: il film di Chloe Domont cattura e coinvolge, trascinandoci nella storia di autodeterminazione di una protagonista che, pur nella sua estrema femminilità e delicatezza, non ha nulla da invidiare alle eroine più toste.

La recensione in breve

8.0 Inaspettato

Fair Play è un ottimo thriller, che cattura lo spettatore con una storia che racconta che cosa significa essere donne, oggi, nel mondo del lavoro. Ottime le interpretazioni di Phoebe Dynevor e Alden Ehrenreich.

  • Voto CinemaSerieTV 8.0
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