Il film : Send Help, 2025. Diretto da: Sam Raimi. Cast: Edyll Ismail, Xavier Samuel, Chris Pang, Dennis Haysbert. Genere: Horror, Thriller. Durata: 1 ora e 54 minuti. Dove l’abbiamo visto: al cinema.
Trama: Dopo un incidente aereo, una dirigente aziendale e il suo capo si ritrovano bloccati su un’isola deserta. Quello che inizia come uno scontro di potere sul lavoro si trasforma in una lotta per la sopravvivenza, dove i ruoli si ribaltano rapidamente.
A chi è consigliato? A chi apprezza l’horror adulto di Sam Raimi, fatto di crudeltà, humour nero e situazioni estreme.
Anche quando firma dei progetti in apparenza “normali”, Sam Raimi rimane fondamentalmente un regista horror, arrivando persino a trasformare Stephen Strange in uno zombie nel film Marvel Doctor Strange nel Multiverso della follia. È quindi sempre un piacere quando l’autore de La casa annuncia che ha in cantiere qualcosa di più classicamente da brivido, come nel caso di questo nuovo lungometraggio che ha due caratteristiche peculiari nella filmografia di Raimi: è il suo primo film con soggetto originale (a firma di Damian Shannon e Mark Swift) dai tempi di Drag Me to Hell (datato 2009), e il primo a essere vietato ai minori negli Stati Uniti dopo The Gift, uscito nel 2000. In altre parole, ciò di cui andremo a parlare nella recensione di Send Help è un prodotto di Raimi allo stato brado.
Attenti a quei due

Linda Liddle lavora da anni nel reparto di pianificazione e strategia di una non precisata azienda, e la sua efficienza le era valsa la promessa di una promozione da parte dell’amministratore delegato, recentemente scomparso (un cameo fotografico di Bruce Campbell, l’attore-feticcio e migliore amico di Raimi). Peccato che il nuovo capo Bradley Preston, figlio del defunto, abbia idee un po’ retrograde in merito e decida di far salire di livello un collega di Linda, abbastanza incompetente ma amico di vecchia data del rampollo. Fingendosi disposto a cambiare idea, propone a Linda di accompagnarlo in Tailandia per una fusione, con l’intenzione di lasciarla nella sede locale una volta concluso l’affare. Il viaggio viene però interrotto da un incidente durante il volo, e così Linda e Bradley si ritrovano su un’isola deserta. E il capo sessista si rende conto che a questo punto la sua vita dipende interamente dalla persona che lui ha costantemente sottovalutato, poiché Linda, appassionata di programmi come Survivor, sa esattamente come cavarsela in questi casi. Come direbbe Giovanni Storti, si sta ribaltando la situazione…
Rachel vs. Dylan

Per il ruolo di Linda, Raimi ha scelto di rivolgersi a Rachel McAdams, essendo rimasto colpito da quanto l’attrice fosse disposta a mettersi in gioco fisicamente sul set di Doctor Strange nel Multiverso della follia. E qui, come da tradizione nelle opere più cruente del regista, la componente fisica è fondamentale, e un ingrediente di non poco conto dell’efficacia della performance dell’attrice canadese, spesso scritturata come protagonista in contesti comici e qui affidataria di un ruolo più simile a un personaggio come Annie Wilkes in Misery non deve morire, ma con un numero maggiore di momenti action. Come suo (quasi) unico interlocutore – poiché il cast di contorno esce di scena dopo un quarto d’ora – c’è Dylan O’Brien, che si muove abilmente sul confine tra carismatico e viscido e così alimenta per un’ora e mezza la suspense circa l’evoluzione del rapporto tra i due personaggi.
Nessun uomo è un’isola

C’è un che di particolarmente beffardo nella scelta dell’isola deserta come ambientazione di quello che è il primo film di Raimi con target propriamente adulto dopo oltre due decenni, come se dopo anni di progetti più o meno “aziendali” e adolescenziali, per quanto riusciti, Send Help fosse una sorta di tabula rasa, con il dirigente ignorante costretto a fidarsi della persona tecnicamente al suo servizio, ma in realtà infinitamente più qualificata di lui. Con fare quasi aristotelico – esclusa l’unità di tempo – Raimi ritrova la sua irriverenza horror e comica con suprema gioia, rinascendo su quella spiaggia cosparsa di sangue, vomito e altre sostanze. Un po’ come Linda, si dà al puro istinto, creando un crescendo inarrestabile di tensione e humour nero che travolge ogni inquadratura come le onde che si abbattono sui tentativi di fuga dei due protagonisti.
La recensione in breve
Sam Raimi torna al thriller-horror con il suo solito gusto per l'umorismo macabro, raccontando una storia di sopravvivenza ad alto tasso di contenuto beffardo.
Pro
- Rachel McAdams è fenomenale
- L'equilibrio tra brividi e risate è gestito ottimamente
- La colonna sonora di Danny Elfman è impeccabile
Contro
- Peccato che Bruce Campbell appaia solo in foto
- Voto CinemaSerieTV
