La storia d’amore tra Roberto Rossellini e Anna Magnani fu intensa, burrascosa, e si consumò in un periodo di tempo relativamente ristretto. I due, dopo essersi conosciuti e innamorati nel 1945, sul set di Roma, città aperta, sarebbero stati insieme fino al 1950, anno in cui Rossellini lasciò Magnani per iniziare una relazione con un’altra diva del cinema, la svedese Ingrid Bergman. Anni dopo la loro rottura, i due vecchi amanti si sarebbero riconciliati e Rossellini avrebbe accompagnato Anna negli ultimi momenti prima della morte, occupandosi poi personalmente delle incombenze relative alle esequie. Su Rossellini e Magnani resta celebre l’aneddoto in cui lei, infuriata, gli rovesciò una zuppiera di pasta sulla testa.
Dopo i primi anni, passati collezionando ruoli da caratterista, la giovane Anna Magnani ha l’occasione di sfondare già nel 1942, quando viene scelta per interpretare il ruolo della protagonista in Ossessione di Luchino Visconti. Tuttavia, l’occasione sarebbe presto sfumata, a causa della gravidanza dell’attrice, che di lì a poco avrebbe dato alla luce il suo primo e unico figlio, Luca Magnani, nato da una relazione estemporanea con Massimo Serato. Pochi anni dopo, però, Anna Magnani avrebbe incontrato il successo, e l’amore. Il ruolo di Pina in Roma città aperta, infatti, la consacrò come una delle interpreti più gettonate del momento, e dietro le quinte, l’incontro con il regista Roberto Rossellini rivoluzionò la sua vita privata. I due iniziarono una relazione molto importante per entrambi; Rossellini divenne per Luca una sorta di secondo padre (Serato, alla notizia della gravidanza, si era immediatamente allontanato).
A rovinare, in parte, l’idillio di quei primi tempi le continue furiose liti tra i due, causate dalla forte gelosia della Magnani: Rossellini, uomo affascinante e noto tombeur de femmes, era già sposato, con la costumista Marcella De Marchis, ma il rapporto si era di fatto ormai concluso da tempo. Nel 1948, Rossellini scrive e dirige L’amore, film in due episodi, dedicato ad Anna Magnani, che ne è anche la protagonista. Il sodalizio, umano e professionale tra i due, sembra inscalfibile, e Rossellini ha già in mente il successivo ambizioso progetto, Stromboli, terra di Dio, un film neorealista ambientato sull’omonima isola. Protagonista, naturalmente, sarà Anna Magnani.
Le cose, però, sarebbero presto cambiate, grazie a una breve lettera che l’attrice svedese Ingrid Bergman, nel 1948, inviò a Rossellini per proporsi come interprete per un suo film, stregata dalle sue opere precedenti, come Paisà o Roma città Aperta:
“Caro Signor Rossellini,
ho visto i suoi film Roma città aperta e Paisà e li ho apprezzati moltissimo. Se ha bisogno di un’attrice svedese che parla inglese molto bene, che non ha dimenticato il suo tedesco, non si fa quasi capire in francese, e in italiano sa dire solo ‘ti amo’, sono pronta a venire in Italia per lavorare con lei”
Di nascosto da Anna, Rossellini decide allora di organizzare un incontro di lavoro a Parigi con Ingrid, per discutere di un possibile ruolo. In quei giorni, il regista attendeva con impazienza il telegramma con cui la Bergman gli avrebbe comunicato luogo e data dell’incontro. In quello stesso periodo, però, nel corso di un soggiorno ad Amalfi, Magnani avrebbe scoperto questa bugia, in circostanze particolari, secondo quanto racconta il figlio di Rossellini, Renzo: “Mio padre aveva chiesto al portiere dell’albergo dove lui alloggiava con Anna, di fargli sapere quando fosse arrivato quel telegramma, ma di restare vago e non dire nulla davanti a lei. A un certo punto, il portiere arriva e dice “Dottore, quella cosa che mi ha detto di non dire, è arrivata”. Leggenda vuole che Anna stesse preparando gli spaghetti; capì tutto al volo e infuriata, rovesciò in testa a mio padre il pentolone pieno di pasta“.
Una storia che di volta in volta, viene narrata con elementi e circostanze diverse c’è chi dice che gli versò della pastina addosso, altri la pasta al sugo.
Presto, però, i toni della vicenda, da grotteschi sarebbero volti al drammatico; Rossellini, dopo aver incontrato Bergman a Parigi, abbandonò Magnani di punto in bianco. “Scendo a portare a spasso i cani”. Non sarebbe più tornato. Al danno, si sarebbe poi aggiunta la beffa, quando tempo dopo, Magnani venne a sapere che la protagonista di Stromboli, terra di Dio sarebbe stata proprio Ingrid Bergman. Ferita nell’orgoglio, Anna lanciò il metaforico guanto di sfida per scatenare quella che è passata alla storia come la “guerra dei vulcani“; mentre Rossellini be Bergman girano Stromboli, infatti, Magnani accetta l’offerta del regista William Dieterle, per girare Vulcano, ambientato sull’omonima isola adiacente a quella del capolavoro neorealista. Una leggenda, corroborata dal co-protagonista del film, Rossano Brazzi, vuole che Anna Magnani ogni sera, al termine delle riprese, si voltasse, binocolo in mano, in direzione di Stromboliper “spiare” quello che accadeva a pochi chilometri di distanza, il tutto condito da irripetibili improperi. La frustrazione, però, non si trasformò mai del tutto in rabbia, e pur tra mille dffiicoltà, il film venne completato. Nessuna delle due produzioni, però, per motivi diversi, avrebbe ottenuto il successo sperato.
Dopo molti anni di freddezza, Magnani e Rossellini avrebbero ricostruito un rapporto d’amicizia che, come racconta il figlio Luca, sarebbe sfociato, da parte di Rossellini, in una devozione incondizionata nei confronti della madre, ormai sul letto di morte a causa di un tumore
“Quando è stata male, l’unico che ha chiamato è stato Roberto, e lui è stato lì, 24 ore al giorno, per giorni e giorni.. dormiva accanto a lei su una sedia in clinica, e la sua presenza la calmava, le dava fiducia, le dava speranza”
Anna Magnani è morta a causa di una grave malattia il 26 settembre 1973, mentre Rossellini sarebbe deceduto per un infarto nel 1977.
