Carlo Verdone non nasconde l’amarezza per il modo in cui è stato coinvolto a firmare un appello pro Palestina che chiedeva alla Biennale l’esclusione di Gal Gadot e Gerard Butler dall’edizione della Mostra del Cinema 2025, perché considerati sostenitori delle politiche militari di Israele. In un’intervista al Corriere, Verdone ha spiegato che l’appello Venice 4 Palestine che gli era stato proposto inizialmente non includeva i nomi di Gadot e Butler, che a suo dire sono stati aggiunti successivamente. Verdone ha sottolineato che non sta facendo un passo indietro per paura: “Io sull’esclusione non ci sto. Meglio un confronto tra di noi”.

Al Corriere della Sera, Verdone ha raccontato:
“Mi ha chiamato Silvia Scola, la figlia di Ettore Scola, chiedendomi se volevo firmare un appello contro quello che sta accadendo a Gaza, che va condannato in tutti i modi, nell’ambito della Mostra, manifestando a una platea ampia la sensibilità del cinema, che non è chiuso nell’indifferenza. E ho firmato. In un secondo momento i promotori pro Palestina hanno aggiunto i nomi di quei due attori”.
L’attore e regista romano dice di non essere d’accordo nel censurare gli artisti e ha ricordato, all’inizio della guerra in Ucraina, il boicottaggio verso i tennisti russi. “Ma cosa c’entravano loro? Sono sportivi, non militari né politici, giocano a tennis”
Quando gli è stato riferito che il Presidente della Biennale, Pierangelo Buttafuoco, si era detto stupito del fatto che avesse firmato anche Verdone – “Non posso credere che Verdone abbia firmato la richiesta di escludere altri artisti immaginando di poter caricare sulle loro spalle la disumanità di una guerra infinita” – l’attore gli ha dato ragione e ha replicato:
“Gli attori non possono diventare il tribunale dell’Inquisizione. Un festival è un tavolo di confronto, di tolleranza e di libertà. Questo invece significa censurare. Poi certo non si possono chiudere gli occhi su ciò che sta accadendo a Gaza. So che Toni Servillo, anche lui tra i firmatari, si è ravveduto”.

Verdone ammette di aver preso l’appello con superficialità ma ribadisce che i nomi di Gal Gadot e Gerard Butler non erano presenti nel testo che aveva firmato, bensì aggiunti in un secondo momento.
“Quei due non sono gente che tira le bombe, sono attori come me. Gadot è israeliana, ha prestato il servizio militare, lo fanno tutti lì”.
Mai come quest’anno la questione su Gaza sta sollevando aspre polemiche alla Mostra del Cinema di Venezia. Oltre al dibattito sull’appello di Venice 4 Palestine, ha fatto discutere la scelta di Emanuela Fanelli che non ha voluto parlare di Gaza nel suo discorso durante la serata inaugurale. Una scelta che l’ha portata a scontrarsi con Selvaggia Lucarelli che l’ha accusata di pavidità. Qui potete leggere e vedere il discorso che ha fatto la Fanelli.
Riguardo Carlo Verdone, l’attore e regista dovrebbe tornare sul set per dirigere il suo nuovo film che si intitola Scuola di seduzione. Inoltre, l’attore e regista ha ultimato da poco le riprese della quarta stagione di Vita da Carlo e ha anticipato che nel cast ci sarà anche Alvaro Vitali nel suo ultimo ruolo.
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