Un’ondata di emozioni ha travolto Jamie Lee Curtis durante un’intervista nel podcast WTF di Marc Maron, mentre ricordava Charlie Kirk, il giovane attivista conservatore e co-fondatore di Turning Point USA, assassinato l’10 settembre 2025. L’attrice, visibilmente commossa, ha espresso un sentimento complesso, un mix di dolore e dissenso.
Nonostante le profonde divergenze ideologiche con Kirk, l’attrice ha voluto ricordare l’uomo dietro la figura pubblica:
“Non ero d’accordo con lui su quasi ogni punto che gli ho sentito esporre, ma credo che fosse un uomo di fede e spero che, nel momento della sua morte, abbia sentito un legame con la sua fede. Anche se le sue idee mi erano ripugnanti, continuo a credere che sia un padre, un marito e un uomo di fede. E spero che qualunque cosa significhi il legame con Dio lui l’abbia sentita.”

La Curtis ha poi sottolineato l’impatto traumatico della diffusione dei video dell’assassinio di Kirk sui social media. Paragonando l’evento alle immagini del crollo delle Torri Gemelle l’11 settembre, ha espresso preoccupazione per le conseguenze psicologiche a lungo termine dell’esposizione ripetuta a contenuti violenti.
“Ieri era l’11 settembre. So che esiste un video della sua esecuzione. Conosco persone che l’hanno visto. Ieri, nell’anniversario dell’11 settembre, abbiamo rivisto quelle immagini degli edifici che crollano. Oggi, come società, siamo bombardati da immagini. Quindi non sappiamo quali siano gli effetti a lungo termine del vedere quelle torri cadere ancora e ancora e ancora, o di guardare la sua esecuzione ancora e ancora e ancora. Non voglio mai vedere quel filmato di quest’uomo mentre viene ucciso“
Come riporta The Daily Beast, l’attrice è inciampata in un piccolo lapsus, chiamando l’attivista ucciso nello Utah “Charlie Crist”, probabilmente “a causa del suo profondo credo religioso”
La morte di Charlie Kirk ha suscitato reazioni contrastanti nel panorama politico e mediatico. Mentre alcuni hanno espresso sgomento e condanna per l’atto violento, altri hanno reagito con cinismo. In Italia, Roberto Saviano ha condiviso un post aspramente criticato da Selvaggia Lucarelli, mentre Fedez ha puntato l’indice contro “chi si considera antifascista”
Visualizza questo post su Instagram
