Il testamento di Giorgio Armani non è solo un atto di successione, ma una vera dichiarazione d’intenti per il futuro della sua maison. Scomparso senza figli, lo stilista ha scelto di tutelare il Gruppo e i suoi valori affidando un ruolo centrale al compagno e braccio destro Leo Dell’Orco, che diventa il principale erede e guida della società. Al tempo stesso ha garantito un posto di primo piano alla famiglia – sorella e nipoti – e alla Fondazione che porta il suo nome, a cui spetta il compito di preservare l’identità del marchio e di aprire eventuali alleanze con i grandi player della moda. Nel dettaglio, il patrimonio viene suddiviso tra quote azionarie, beni immobili, ingenti disponibilità finanziarie e donazioni mirate a collaboratori di lunga data, con clausole che assicurano la continuità dello stile e della governance che Armani aveva immaginato.
Fondazione e principi guida

Armani ha voluto che la sua Fondazione resti il cuore della maison. Come scrive anche Il sole 24 ore, negli ultimi testamenti redatti la scorsa primavera, ha fissato i valori che dovranno orientarne le decisioni: gestione etica e corretta, stile essenziale e moderno, attenzione a innovazione, qualità e ricercatezza.
Quote azionarie e diritti di voto
Gruppo Armani: Leo Dell’Orco ottiene il 40 % dei diritti di voto, la Fondazione il 30 %, mentre il 15 % ciascuno spetta ai nipoti Silvana Armani e Andrea Camerana.
EssilorLuxottica: il 2 % posseduto da Armani (oltre 2,5 miliardi di euro) va per il 40 % a Dell’Orco e per il 60 % ai familiari, con alcune donazioni mirate a manager storici.
Armani chiede alla Fondazione, entro 18 mesi dall’apertura della successione, di cedere il 15 % del Gruppo a un partner di alto livello – Lvmh, EssilorLuxottica, L’Oréal o realtà analoghe – per consolidare il futuro della maison.
Patrimonio finanziario e donazioni

Il 40 % del denaro e delle gestioni finanziarie va a Dell’Orco; il restante 60 % è diviso tra sorella e nipoti (15 % ciascuno). Le pronipoti Margherita e Maria Vittoria Camerana riceveranno 1,5 milioni a testa tramite il Mamar Trust, indetto dalla sorella Rosanna (che è la loro nonna) Al fidato manager Michele Morselli spettano Btp per oltre 32 milioni e una polizza a favore della figlia Bianca. Tra l’altro Armani teneva molto alla piccola Bianca, che considerava come una figlia: ne aveva parlato tempo fa, a proposito del fatto di non aver avuto figli.
Immobili e usufrutto

Dell’Orco ottiene l’usufrutto a vita del palazzo di via Borgonuovo a Milano, con il diritto di abitarvi e di godere degli arredi, che dovranno restare al loro posto. Potrà quindi utilizzare il palazzo e abitarci o affittarlo per tutta la propria esistenza, mentre la proprietà formale resta agli eredi.
Lo stilista ha voluto che nel palazzo restassero intatti anche i pezzi d’arte, fatta eccezione per un quadro di Matisse e una fotografia di Rayman. Inoltre ha destinato espressamente a Leo il proprio ritratto firmato Andy Warhol, un dettaglio che racconta il legame personale e artistico tra i due. I grandi amori Armani sono stati due Leo Dell’Orco e prima ancora Sergio Galeotti. Quest’ultimo è morto di AIDS nel 1985.
La società L’Immobiliare Srl, che possiede case a Saint-Tropez, Antigua, Broni e Pantelleria, passa per il 75 % in piena proprietà a Rosanna Armani, Andrea Camerana e Silvana Armani, con il restante 25 % in nuda proprietà; l’usufrutto è di nuovo attribuito a Dell’Orco.
