Uno scontro verbale senza precedenti ha acceso il dibattito pubblico americano, vedendo protagonisti due figure agli antipodi: Robert De Niro, leggenda del cinema e vincitore di due premi Oscar, e Stephen Miller, vice capo di gabinetto per le politiche e consigliere per la sicurezza nazionale dell’amministrazione Donald Trump. Le parole pesanti volano da entrambe le parti, trasformando quello che potrebbe sembrare un normale scambio politico in una battaglia personale dai toni durissimi.

Tutto è iniziato qualche giorno fa, quando De Niro è apparso su MSNBC, rilasciando dichiarazioni incendiarie sull’amministrazione Trump. In quell’occasione l’attore non ha usato mezzi termini nel descrivere Stephen Miller, paragonandolo a Joseph Goebbels, il ministro della propaganda di Hitler. “È il Goebbels del governo”, ha dichiarato De Niro, aggiungendo senza esitazione: “Miller è un nazista. Sì, lo è, ed è ebreo. Dovrebbe vergognarsi di se stesso”. Le parole dell’attore sono arrivate nel contesto delle recenti proteste No Kings contro l’amministrazione Trump, durante le quali De Niro ha esortato gli americani a non abbassare la guardia.
Miller: Robert De Niro is a sad, broken old man who is mostly enraged because he hasn’t made anything worth watching in at least 30 years. Probably the longest string of flops, failures, embarrassments. This man has been degrading himself on camera with one horrific film after… pic.twitter.com/n5VDf1DEu7
— Acyn (@Acyn) October 23, 2025
La risposta di Miller non si è fatta attendere. Durante un’intervista al programma Hannity di Fox News, il consigliere di Trump ha contrattaccato con parole altrettanto taglienti, spostando però il focus dalle accuse politiche alla carriera cinematografica e al privato di De Niro.
“Robert De Niro è un vecchio triste e distrutto, arrabbiato principalmente perché non ha fatto nulla che valga la pena guardare negli ultimi 30 anni. Probabilmente la più lunga serie di flop, fallimenti, imbarazzi”
Il vice capo di gabinetto ha poi rincarato la dose:
“Quest’uomo si è degradato davanti alle macchine da presa con un film orribile dopo l’altro per tutta la mia vita adulta, e nessuno lo prende sul serio. Né la sua famiglia, né gli amici, né la comunità. È il guscio vuoto di un uomo, e tutti ignorano tutto ciò che dice”
In realtà negli ultimi trent’anni, l’attore ha alternato film d’autore e successi di critica a film meno impegnati e di cassetta come l’italiano Manuale d’Amore 3. Ha recitato nei film della saga Ti presento i miei e Machete, venendo contestato dalla critica che lo ha rimproverato per partecipazioni a film di livello minore. Ma ha anche recitato in Heat, ha ricevuto una nomination agli Oscar 2013 come miglior attore non protagonista per Il lato positivo. Più recentemente, De Niro ha ricevuto altre due candidature per i suoi ruoli in The Irishman e Killers of the Flower Moon di Scorsese.
Da diversi anni De Niro è uno dei detrattori più fervidi di Donald Trump. A maggio, a Cannes lo aveva definito “un fascista” senza mezzi termini. A settembre invece aveva preso parte ad uno sketch in cui interpretava un politico al soldo di Trump, con le mani in pasta in affari illeciti.
