La figlia di Paul Newman, Susan Kendall Newman, attrice, produttrice televisiva e attivista, è morta all’età di 72 anni. La notizia del decesso, avvenuto lo scorso 2 agosto 2025 a causa di complicazioni legate a problemi di salute cronici, è stata resa pubblica dalla famiglia attraverso un necrologio pubblicato sul New York Times il 7 ottobre.
Figlia primogenita della star di Hollywood Paul Newman e della sua prima moglie Jackie Witte, Susan è nata a New York nel 1953 e ha costruito una carriera multiforme tra cinema, televisione e impegno filantropico. La sua vita professionale ha attraversato diverse fasi, dalla recitazione teatrale e cinematografica alla produzione televisiva, fino a diventare una figura di riferimento nazionale nella prevenzione delle tossicodipendenze.

Come scrive Independent, Susan ha iniziato la sua carriera nel teatro, debuttando a Broadway nel 1975 con lo spettacolo We Interrupt This Program. La sua transizione al cinema l’ha vista collaborare con il padre nel film Colpo secco, del 1977, ma è stata la sua interpretazione in 1964 – Allarme a N.Y. arrivano i Beatles! di Robert Zemeckis, nel 1978, a farla conoscere. In questo film dedicato alla Beatlemania, Susan interpretava Peggy Sue, una delle adolescenti che tentano disperatamente di incontrare i Beatles durante la loro prima apparizione nel programma The Ed Sullivan Show nel 1964.
Nello stesso anno è apparsa anche in Un matrimonio di Robert Altman, consolidando la sua presenza nel panorama cinematografico americano della fine degli anni Settanta. Tuttavia, la sua carriera ha preso una svolta significativa quando ha scelto di dedicarsi alla produzione televisiva.
Come produttrice, Susan Newman ha ottenuto riconoscimenti prestigiosi lavorando all’adattamento televisivo del 1980 di The Shadow Box, opera teatrale di Michael Cristopher diretta da suo padre Paul e interpretata dalla matrigna Joanne Woodward insieme a Christopher Plummer. Questo progetto le è valso un Golden Globe, un Humanitas Award e nomination agli Emmy, ai Peabody Awards e ai Grammy, dimostrando la sua capacità di produrre contenuti di alta qualità artistica e sociale.
Ha anche prodotto una serie di audiolibri di classici della letteratura per Simon & Schuster, pensati per un pubblico di bambini, ricevendo una nomination ai Grammy nella categoria Best Spoken Word Album for Children. I proventi di questa iniziativa sono stati destinati a programmi di alfabetizzazione familiare.

La svolta più significativa nella vita di Susan è arrivata nel 1980, quando è entrata a far parte della Scott Newman Foundation, organizzazione fondata da suo padre dopo la morte per overdose del fratello Scott, avvenuta nel novembre 1978. Scott Newman era anch’egli attore, apparso in film come L’inferno di cristallo e Io non credo a nessuno, ma la sua vita è stata stroncata dalla dipendenza dalla droga all’età di soli 28 anni.
Questo tragico evento familiare ha trasformato Susan in una delle voci più autorevoli negli Stati Uniti sul tema della prevenzione dell’abuso di sostanze stupefacenti. Come direttrice esecutiva della fondazione, ha testimoniato davanti al Congresso e ad agenzie federali, ha tenuto conferenze in università, ospedali e gruppi comunitari negli Stati Uniti, in Canada, Australia e Messico.
Susan ha collaborato con il Dipartimento dell’Educazione della California per sviluppare programmi che affrontassero l’influenza dei media sul consumo di sostanze e ha supervisionato la creazione di risorse educative, tra cui Drug-Free Kids: A Parent’s Guide. Ha inoltre guidato un programma pionieristico in cui studenti del decimo anno producevano i propri spot pubblicitari anti-droga, con i migliori lavori trasmessi a livello nazionale.

Successivamente ha fondato la Newman Consulting Company, offrendo consulenza ad agenzie governative, aziende e organizzazioni non profit su iniziative di prevenzione, campagne di sensibilizzazione e strategie di raccolta fondi. Con il tempo, il suo impegno filantropico si è esteso ad altri ambiti: educazione, giustizia minorile, conservazione ambientale, assistenza sanitaria, protezione elettorale, preservazione ambientale nella regione di Big Sur e ricerca su melanoma e leucemia.
La vita di Susan è stata segnata anche da controversie familiari legate all’eredità del padre. In un’intervista del 2015 a Vanity Fair, Susan ha espresso pubblicamente le sue preoccupazioni riguardo alla gestione di Newman’s Own, l’azienda alimentare fondata dal padre che dona tutti i profitti al netto delle tasse in beneficenza. Secondo Susan, dopo la morte di Paul Newman nel 2008, molte delle promesse e dei piani che suo padre aveva fatto per le figlie sarebbero stati abbandonati dall’amministratore delegato Robert Forrester.
Nel 2022, Susan e la sorellastra Nell hanno intentato una causa contro la fondazione, chiedendo 1,6 milioni di dollari di risarcimento a beneficio di cause benefiche. Le due sorelle sostenevano che i fondi fossero stati dirottati dalle cause di beneficenza a cui Paul teneva e che le donazioni annuali che ricevevano fossero diminuite da 400.000 a 200.000 dollari. La causa è ancora in corso.
Susan lascia la sorella Stephanie, 71 anni, e tre sorellastre dal matrimonio del padre con Joanne Woodward: Nell, Melissa e Clea. Nel necrologio, la famiglia l’ha ricordata con queste parole:
“Susan Kendall Newman sarà ricordata per la sua intelligenza acuta e tagliente, la generosità e l’amore, e la sua devozione alla famiglia e agli amici. Mancherà moltissimo.”
A proposito di Paul Newman, conoscete la storia dello scherzo che gli fece Robert Redford e che andò avanti per mesi?
