Per decenni Glenn Close ha interpretato personaggi intensi, inquieti, spesso segnati da ferite profonde. Ma solo di recente, a 78 anni, l’attrice ha raccontato fino in fondo le origini più oscure del suo talento: un’infanzia trascorsa all’interno di un movimento religioso che lei stessa ha definito una setta. Dai 7 ai 22 anni, infatti, Close è vissuta nel Moral Re-Armament, gruppo fondato in Svizzera dal pastore Frank Buchman e basato su dottrine rigide che imponevano regole ferree su abbigliamento, comportamento, emozioni e relazioni. “Lottavamo per sopravvivere alle pressioni di una cultura che dettava ogni nostra mossa”, racconta oggi l’attrice, ricordando un periodo che definisce “un abuso psicologico mascherato da moralità”.
Il trasferimento in Svizzera, negli anni ’50, arrivò quando suo padre decise di aderire al movimento portando con sé l’intera famiglia. Per quindici anni, Close visse in collegi gestiti da membri permanenti del gruppo, insieme a decine di altri bambini. Era un sistema chiuso, protetto dall’ideologia dei “quattro assoluti” – onestà, purezza, altruismo e amore – che però, nei fatti, si declinavano in forme severe di controllo e disciplina. L’attrice ricorda di essersi sentita “una perfetta soldatina”, pronta a negare i propri sentimenti pur di compiacere la comunità, convinta che obbedire fosse l’unico modo per essere accettata.
Nelle interviste più recenti, tra cui quella pubblicata dal Guardian, Close spiega come quel passato continui a riflettersi sulla sua vita adulta. “È incredibile come ciò che ti accade in un certo momento della tua infanzia resti inciso qui”, dice toccandosi il petto. Non si tratta di una memoria astratta, ma di un’eredità emotiva che ha influenzato le sue relazioni, la fiducia negli altri e la costruzione della propria identità. Quando a 22 anni riuscì a lasciare il gruppo e a rientrare negli Stati Uniti, si rese conto di non sapere nulla del mondo reale.
“Mi sono detta: non sono stata picchiata, non mi hanno fatto morire di fame… ma quella manipolazione mentale ti distrugge”
Seguì un lungo percorso di terapia, necessario per elaborare un passato che lei definisce “una terribile fonte di trauma”.
Eppure proprio quell’infanzia complessa, racconta Close, ha avuto un ruolo decisivo nella sua vocazione artistica. Il bisogno di reinventarsi, di costruire un’identità alternativa, l’ha indirizzata verso la recitazione, che definisce “la mia salvezza”. Dopo essersi trasferita a New York, iniziò la carriera teatrale e cinematografica, trovando in ogni personaggio un modo per “rimettere insieme i pezzi”. Non a caso i suoi ruoli più iconici – dalla Alex Forrest di Attrazione fatale alla La carica dei 101, fino alla più recente e inquietante Drusilla Sickle di Hunger Games: l’alba sulla mietitura – sembrano tutti attingere a un’intensità interiore che lei stessa riconosce come eredità della sua storia personale.
Visualizza questo post su Instagram
Quella stessa esperienza è tornata utile anche nell’ultimo progetto, Wake Up Dead Man: A Knives Out Mystery. Qui interpreta Martha Delacroix, devota figura religiosa e braccio destro di un predicatore carismatico. Un ruolo che – come l’attrice ha raccontato – ha risvegliato ricordi molto vividi. “Da bambina venivamo portati nella stanza di ‘zio Frank’ e avevamo la sensazione di incontrare Dio”, afferma. È questa memoria di devozione cieca, gerarchia rigida e disciplina totale che Close ha portato nel personaggio: “Capisco la parte di Martha che ha cercato tutta la vita di essere una brava soldatina. Ha sacrificato tutto per compiacere qualcun altro”.
Oggi Close vive tra il Montana e il Greenwich Village, circondata dalla sua famiglia e da una comunità che descrive come “la vera stabilità della mia vita”. Continua a lavorare con energia sorprendente, alternando red carpet, serie di successo e progetti cinematografici d’autore. Ma il filo rosso che unisce la sua carriera è sempre lo stesso: la capacità di trasformare un passato doloroso in una forma profonda di empatia interpretativa. “Non mi ha mai lasciata”, dice riferendosi alla setta. “Ma ho imparato a farci qualcosa. A usarlo. A salire sul palco e… rialzarmi”.
A proposito di movimenti religiosi alternativi, sapete che Michelle Hunziker qualche anno fa fu plagiata da una setta? E sapete che Angela Lansbury, la celebre Signora in Giallo salvò sua figlia dalla setta di Charles Manson?
