Francesco Giambrone, oggi Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, ricorda i giorni sul set de Il Postino, accanto a Massimo Troisi gravemente malato. Ha raccontato la sua assistenza h24, le battute di Troisi anche nei momenti critici e l’organizzazione per far fronte alle esigenze dell’attore, che dopo le riprese si sarebbe dovuto sottoporre ad un trapianto, ma non fece in tempo.
All’inizio degli anni ’90, Giambrone, allora cardiologo, prestò servizio come medico sul set dell’isola di Salina. Troisi soffriva di un grave problema cardiaco, e la sua salute fragile rendeva indispensabile un’assistenza continua durante le riprese. Basta vedere le immagini del film per farsi un’idea delle condizioni dell’attore: era dimagrito e sofferente.
“Aveva un serio deficit cardiaco” – ha raccontato Giambrone al Corriere – “Siccome doveva girare per tre settimane Il Postino sull’isola di Salina, aveva bisogno di un’assistenza che lo seguisse h24. La produzione del film organizzò l’unità di rianimazione, con tutta l’attrezzatura necessaria.”

Nonostante le difficoltà, ricorda Giambrone, Troisi rimase sempre un paziente “sofferente ma dolcissimo”, dotato della stessa ironia che caratterizzava i suoi personaggi al cinema. Giambrone ricorda come fosse sempre disponibile a collaborare e come, anche nei momenti più critici, mantenesse la sua leggerezza:
“Stavo sempre con lui, tranne nel suo riposino del pomeriggio. Gli dissi che poteva chiamarmi a qualunque ora della notte. Una volta ebbe l’affanno, erano le tre del mattino, mi disse che era mortificato. Ma ero sveglio, lo rassicurai. Troisi disse la stessa cosa all’infermiere, che gli rispose come me: “tranquillo, ero sveglio”. E Massimo commentò con una battuta che sembra uscita da uno dei suoi film: “ma siete tutti svegli, in quest’isola!”
Giambrone ha anche ricordato dettagli intimi della malattia di Troisi, come “il ticchettio della valvola meccanica sul cuore” e le precauzioni sul set: “le controfigure nelle scene in cui, di spalle, pedalava, l’ambulanza fuori del set, l’elicottero pronto a decollare che poi lo portò a Roma, dove morì pochi giorni dopo. Era un paziente meraviglioso”
Massimo Troisi, che era affetto da una malattia che gli era stata diagnosticata da piccolo, morì pochi giorni dopo le riprese de Il Postino, il 4 giugno 1994, mentre si trovava a casa di sua sorella a Ostia. Aveva 41 anni e si sarebbe dovuto sottoporre ad un trapianto cardiaco, ma non fece in tempo.
A proposito di Troisi, sapete che la sua ex compagna ha raccontato che la loro era una coppia aperta e che Massimo non volle figli?
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