Nicole Kidman ha rivelato di essersi avvicinata a un percorso formativo per diventare “doula della morte”, una figura professionale non medica che accompagna e sostiene le persone in fase terminale. L’annuncio è arrivato durante un incontro pubblico alla University of San Francisco, nell’ambito della Silk Speaker Series.
La scelta, apparentemente eccentrica, non è casuale ma nasce da un’esperienza personale dolorosa: la perdita della madre, Janelle Ann Kidman, scomparsa nel 2024 all’età di 84 anni. Durante gli ultimi giorni di vita della donna, l’attrice e sua sorella si sono trovate in difficoltà nel riuscire a garantirle una presenza costante, divise tra lavoro, famiglia e responsabilità quotidiane.
Nel corso dell’incontro, Kidman ha raccontato quanto sia stato doloroso non riuscire a essere sempre accanto alla madre nei suoi ultimi momenti. Proprio da questa esperienza è nata la riflessione sull’importanza di una figura capace di offrire supporto umano, continuo e imparziale nelle fasi finali della vita.
Questo l’ha portata a informarsi sul ruolo della doula della morte, una figura che fornisce accompagnamento emotivo, psicologico e spirituale a chi si avvicina alla fine, senza svolgere funzioni mediche. Si tratta di un supporto sempre più diffuso nei paesi anglosassoni, pensato per garantire presenza e conforto in un momento particolarmente delicato. Anche in Italia, tuttavia, esiste un’associazione dedicata alle doula, con iniziative e corsi.
L’attrice ha spiegato che questo percorso rappresenta per lei una forma di crescita personale e un modo per trasformare il dolore della perdita in qualcosa di utile per gli altri. Ha anche riconosciuto che si tratta di una scelta che può apparire insolita, ma che per lei ha un significato profondo.

La morte della madre di Nicole fu stata annunciata nel settembre 2024, mentre l’attrice si trovava alla Mostra del Cinema di Venezia. In quell’occasione, la regista Halina Reijn lesse un suo messaggio spiegando l’impossibilità di partecipare alla cerimonia e il desiderio di raggiungere immediatamente la famiglia. Come riporta Il San Francisco Chronicle, Nicole ha spiegato:
“Quando mia madre stava per morire si sentiva sola, e la famiglia poteva fare solo fino a un certo punto. Tra me e mia sorella abbiamo figli, le nostre carriere, il lavoro, e volevamo prenderci cura di lei perché nostro padre non c’era più. Ed è stato allora che ho pensato: “Vorrei che esistessero persone capaci di stare lì, in modo imparziale, semplicemente per dare conforto e assistenza.” Questa è una parte della mia crescita personale e una delle cose che sto imparando.”
Per l’attrice si tratta della seconda grande perdita familiare: nel 2014 aveva perso anche il padre, Antony Kidman. Esperienze che hanno contribuito a rafforzare la sua riflessione sul fine vita e sul bisogno di una presenza umana significativa in quei momenti.
Nicole Kidman non è l’unica figura del mondo del cinema ad aver intrapreso questo percorso. Anche la sorella di River Phoenix così come la regista Chloé Zhao ha completato una formazione come doula della morte, raccontando di averlo fatto per affrontare il proprio rapporto con la paura della morte e vivere con maggiore consapevolezza.
Il tema è emerso anche nella cultura pop recente, comparendo ad esempio nella serie The Pitt, segno di una crescente attenzione verso questo tipo di accompagnamento.
Nonostante questo nuovo interesse personale, Nicole Kidman continua a essere molto attiva sul piano professionale. Di recente è apparsa in diverse produzioni televisive e cinematografiche, tra cui la serie Scarpetta, tratta dai romanzi di Patricia Cornwell, mentre è attesa per il 2026 con Amori e incantesimi 2, sequel del film cult del 1998.
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