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Home » Personaggi » Paolo Pizzo e il tumore al cervello, la storia dello schermidore

Paolo Pizzo e il tumore al cervello, la storia dello schermidore

La storia di Paolo Pizzo, che a 13 anni fu colpito da un tumore al cervello. I primi sintomi della malattia, l'operazione e il lieto fine.
Matteo MarescalcoDi Matteo Marescalco23 Settembre 2023
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Fotografia che ritrae Paolo Pizzo
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Lo schermidore Paolo Pizzo ha raccontato di essere sopravvissuto ad un tumore al cervello, nello specifico un ganglioma di primo grado di malignità che gli è stato diagnosticato durante la primavera del 1997, all’età di 13 anni, mentre si stava preparando per un campionato di scherma che si sarebbe dovuto svolgere a Rimini. La malattia iniziò a manifestarsi con degli attacchi epilettici e uno stato di malessere perpetuo che inizialmente lui aveva cercato di nascondere ai genitori. La sua storia, che raccontiamo di seguito,  per fortuna ha avuto un lieto fine.

A quei tempi Pizzo frequentava il secondo anno dell’Istituto Tecnico Aeronautico e si stava preparando per un campionato, ma gli attacchi epilettici aprirono la parentesi di una fase dolorosa della sua vita, che ha rischiato di interrompere bruscamente la sua carriera. Pizzo ha raccontato: “Gli attacchi sono arrivati all’improvviso, non sapevo neanche cosa fossero. La prima volta ero con mia sorella Marina e le ho chiesto di non dire niente, perché non volevo far preoccupare nessuno. Dopo ho capito che rifiutavo la sola idea di essere malato: ero giovanissimo, non poteva succedere a me, temevo di dovere saltare il campionato italiano di categoria. Ma la seconda volta, lei ha insistito: ‘Ora lo diciamo a mamma e papà'”.

Per il giovane atleta ha inizio un lungo calvario fatto da una serie di esami all’ospedale Garibaldi di Catania. Alla fine una risonanza rivela il problema: un ganglioma, un tumore al cervello di primo grado di malignità. L’operazione ha successo, ma la degenza post-operatoria è lunga e faticosa. A fine giugno del 1997 finalmente può uscire dall’ospedale e ricominciare ad allenarsi. Il 13 ottobre 2011, l’uomo vince la medaglia d’oro ai Mondiali di scherma di Catania.

“Dopo l’operazione ero convinto che il mio rapporto con lo sport e la scherma, che fino ad allora aveva riempito le mie giornate, fosse finito per sempre. Mi sbagliavo. Mia madre mi portò a vedere le gare della Universiade, e da lì mi si riaccese la fiamma della passione”

Paolo Pizzo, ha ricordato: “Da questa terribile esperienza una cosa l’ho imparata, quella di lottare sempre per le cose in cui credi e non arrendersi mai, neppure davanti a un tumore. C’è chi per curarsi va all’estero, o preferisce cliniche private, ma un ospedale pubblico, in Italia, a Catania, a me ha davvero regalato la vita. La mia esperienza dimostra che con la ricerca si può fare davvero tanto. E che un bambino di Catania, malato di tumore, può farcela, e addirittura diventare Campione del mondo”.

La stoccata vincente racconta la storia vera di Paolo Pizzo ed è interpretato da Alessio Vassallo e Flavio Insinna. Il film sull’uomo che è diventato schermidore del gruppo sportivo dell’Aeronautica Militare ed oggi è un ex membro della Nazionale italiana di spada, sarà trasmesso su Rai1 domenica 24 settembre 2023.
Riguardo la sua esperienza sul set, Paolo Pizzo ha detto al Corriere che è stata emozionante e gli ha fatto rivivere ricordi intensi di quel periodo: “Durante le riprese con Alessio Vassallo nei miei panni e Flavio Insinna in quelli di mio padre il stentavo a credere che il set fosse allestito per me, per la mia storia. Vedere mettere in scena momenti dolorosi della mia vita è stato impressionante. In particolare, l’attore Samuele Carrino, nel ruolo di me bambino, è stato impeccabile. La sua interpretazione mi ha riportato in vita tantissimi ricordi ed emozioni. Alla fine delle riprese ho pianto tanto e una volta a casa, ho faticato a concentrarmi su altro”

Lo schermidore Paolo Pizzo ha raccontato di essere sopravvissuto ad un tumore al cervello, nello specifico un ganglioma di primo grado di malignità che gli è stato diagnosticato durante la primavera del 1997, all’età di 13 anni, mentre si stava preparando per un campionato di scherma che si sarebbe dovuto svolgere a Rimini. La malattia iniziò a manifestarsi con degli attacchi epilettici e uno stato di malessere perpetuo che inizialmente lui aveva cercato di nascondere ai genitori. La sua storia, che raccontiamo di seguito,  per fortuna ha avuto un lieto fine.

A quei tempi Pizzo frequentava il secondo anno dell’Istituto Tecnico Aeronautico e si stava preparando per un campionato, ma gli attacchi epilettici aprirono la parentesi di una fase dolorosa della sua vita, che ha rischiato di interrompere bruscamente la sua carriera. Pizzo ha raccontato: “Gli attacchi sono arrivati all’improvviso, non sapevo neanche cosa fossero. La prima volta ero con mia sorella Marina e le ho chiesto di non dire niente, perché non volevo far preoccupare nessuno. Dopo ho capito che rifiutavo la sola idea di essere malato: ero giovanissimo, non poteva succedere a me, temevo di dovere saltare il campionato italiano di categoria. Ma la seconda volta, lei ha insistito: ‘Ora lo diciamo a mamma e papà'”.

Per il giovane atleta ha inizio un lungo calvario fatto da una serie di esami all’ospedale Garibaldi di Catania. Alla fine una risonanza rivela il problema: un ganglioma, un tumore al cervello di primo grado di malignità. L’operazione ha successo, ma la degenza post-operatoria è lunga e faticosa. A fine giugno del 1997 finalmente può uscire dall’ospedale e ricominciare ad allenarsi. Il 13 ottobre 2011, l’uomo vince la medaglia d’oro ai Mondiali di scherma di Catania.

“Dopo l’operazione ero convinto che il mio rapporto con lo sport e la scherma, che fino ad allora aveva riempito le mie giornate, fosse finito per sempre. Mi sbagliavo. Mia madre mi portò a vedere le gare della Universiade, e da lì mi si riaccese la fiamma della passione”

Paolo Pizzo, ha ricordato: “Da questa terribile esperienza una cosa l’ho imparata, quella di lottare sempre per le cose in cui credi e non arrendersi mai, neppure davanti a un tumore. C’è chi per curarsi va all’estero, o preferisce cliniche private, ma un ospedale pubblico, in Italia, a Catania, a me ha davvero regalato la vita. La mia esperienza dimostra che con la ricerca si può fare davvero tanto. E che un bambino di Catania, malato di tumore, può farcela, e addirittura diventare Campione del mondo”.

La stoccata vincente racconta la storia vera di Paolo Pizzo ed è interpretato da Alessio Vassallo e Flavio Insinna. Il film sull’uomo che è diventato schermidore del gruppo sportivo dell’Aeronautica Militare ed oggi è un ex membro della Nazionale italiana di spada, sarà trasmesso su Rai1 domenica 24 settembre 2023.
Riguardo la sua esperienza sul set, Paolo Pizzo ha detto al Corriere che è stata emozionante e gli ha fatto rivivere ricordi intensi di quel periodo: “Durante le riprese con Alessio Vassallo nei miei panni e Flavio Insinna in quelli di mio padre il stentavo a credere che il set fosse allestito per me, per la mia storia. Vedere mettere in scena momenti dolorosi della mia vita è stato impressionante. In particolare, l’attore Samuele Carrino, nel ruolo di me bambino, è stato impeccabile. La sua interpretazione mi ha riportato in vita tantissimi ricordi ed emozioni. Alla fine delle riprese ho pianto tanto e una volta a casa, ho faticato a concentrarmi su altro”

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