Close Menu
  • Home
  • Cinema
    • News
    • Recensioni
    • Ultime uscite al cinema
    • Prossimamente al cinema
  • Serie
    • News
    • Recensioni
    • Serie TV in uscita
  • TV
    • News
    • Recensioni
  • Streaming
    • Apple TV+
      • Ultime uscite su Apple TV+
      • Prossime uscite su Apple TV+
    • Disney+
      • Ultime uscite su Disney+
      • Prossime uscite su Disney+
    • Netflix
      • Ultime uscite su Netflix
      • Prossime uscite su Netflix
    • NOW
      • Ultime uscite su NOW
      • Prossime uscite su NOW
    • Prime Video
      • Ultime uscite su Prime Video
      • Prossime uscite su Prime Video
  • Personaggi
CinemaSerieTV.it
Facebook Instagram YouTube TikTok X (Twitter) Twitch
  • Home
  • Cinema
    • News
    • Recensioni
    • Ultime uscite al cinema
    • Prossimamente al cinema
  • Serie
    • News
    • Recensioni
    • Serie TV in uscita
  • TV
    • News
    • Recensioni
  • Streaming
    • Apple TV+
      • Ultime uscite su Apple TV+
      • Prossime uscite su Apple TV+
    • Disney+
      • Ultime uscite su Disney+
      • Prossime uscite su Disney+
    • Netflix
      • Ultime uscite su Netflix
      • Prossime uscite su Netflix
    • NOW
      • Ultime uscite su NOW
      • Prossime uscite su NOW
    • Prime Video
      • Ultime uscite su Prime Video
      • Prossime uscite su Prime Video
  • Personaggi
CinemaSerieTV.it
Home » Personaggi » Tim Curry racconta l’ictus del 2012: “Mi hanno distrutto il cranio per salvarmi la vita”

Tim Curry racconta l’ictus del 2012: “Mi hanno distrutto il cranio per salvarmi la vita”

L'attore di IT e di Rocky Horror Picture Show, racconta come fu colpito da un ictus, nel 2012, e del massaggiatore che si accorse che stava male. Curry subì un intervento davvero invasivo.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco16 Ottobre 2025Aggiornato:16 Ottobre 2025
Facebook Twitter WhatsApp Telegram
Tim Curry
Tim Curry
Condividi
Facebook Twitter WhatsApp Email LinkedIn Telegram Pinterest

Tim Curry, l’indimenticabile protagonista di Rocky Horror Picture Show e l’inquietante clown Pennywise di IT, ha raccontato i dettagli più impressionanti dell’ictus che nel luglio 2012 ha cambiato per sempre la sua vita. Nel suo libro di memorie Vagabond, l’attore oggi 79enne rivela cosa accadde realmente durante quell’intervento d’emergenza che gli salvò la vita e le conseguenze che ancora oggi lo accompagnano. Ma soprattutto ha spiegato che se non fosse stato per un massaggiatore, avrebbe sottovalutato i sintomi dell’ictus.

La vicenda inizia in modo inaspettato, durante una seduta di massaggio. Curry ricorda di essersi sentito “un po’ fuori fase”, ma nulla che gli sembrasse preoccupante. Non avvertiva dolore, non pensava di aver bisogno di cure mediche. Il massaggiatore, però, notò cambiamenti nel corpo dell’attore che indicavano un’emergenza e propose di chiamare il 911. Curry si oppose, convinto che fosse un’esagerazione.

“Probabilmente devo la mia vita al fatto che lui mi ignorò, seguì il suo istinto e chiamò un’ambulanza. Anche mentre mi caricavano in ambulanza, pensavo ancora che il mio massaggiatore avesse reagito in modo esagerato”.

Una volta in ospedale, i paramedici si allarmarono dopo aver controllato i suoi parametri vitali. Curry fu sedato e sottoposto a una craniectomia d’emergenza eseguita da quello che lui stesso definisce “un chirurgo cerebrale incredibile”. Solo dopo l’intervento l’attore scoprì la gravità della sua condizione.

“Si è scoperto che il mio cervello era così infiammato, o pieno di così tanto sangue, che parte dell’osso del cranio dovette essere rimosso e impiantato nel mio addome per mantenere il mio cervello, e me, in vita. Per fortuna l’operazione ebbe successo, il che non era affatto garantito”.

L’impianto di parte del cranio in una tasca sottocutanea dell’addome addome è una procedura temporanea che serve a mantenere vitale la teca cranica (evitando che si deteriori o si infetti in laboratorio) in attesa di poterla reimpiantare dopo che il cervello si è sgonfiato e la pressione è tornata normale.

Il dettaglio più scioccante riguarda le settimane successive all’intervento. Quando lasciò l’ospedale, Curry dovette indossare un casco protettivo perché il suo cervello era letteralmente esposto agli elementi. “Non era esattamente il mio look migliore, ma almeno non c’era una moltitudine di persone a guardarmi o giudicarmi”, scherza l’attore.

Dopo l’operazione gli fu comunicato che aveva subito un grave ictus e che erano stati rimossi due coaguli di sangue dal cervello.

“Se c’era qualcosa che mi colpì nel post-operatorio, fu quanto fosse straordinario che fossi ancora vivo. Tutto ciò che riesco davvero a ricordare di aver pensato è: ‘Ma non ho sentito niente…”

L’ictus colpì l’emisfero destro del cervello di Curry, l’area responsabile del controllo motorio del lato opposto del corpo, causando la paralisi del lato sinistro. “Non so quando la paralisi si manifestò; inizialmente sembrava solo molto strano che il lato sinistro del mio corpo fosse diventato insensibile”, spiega l’attore.

Tim Curry dopo l'ictus
Tim Curry dopo l’ictus

Due giorni dopo fu trasferito al Cedars-Sinai Hospital di Los Angeles, dove la sua assistente personale e addetta stampa di lunga data, Marcia Hurwitz, lo fece ricoverare sotto pseudonimo per proteggere la sua identità. Curry trascorse mesi in ospedale prima di entrare in un centro di riabilitazione dove iniziarono i veri esercizi: “recuperare la mia capacità di parlare chiaramente, lavorare sul sorriso e sulle espressioni facciali, e provare a usare la mano e ad adattarmi alla mia nuova normalità”.

“Vivevo in una nebbia. Avevo un aspetto spaventoso e non riuscivo a parlare chiaramente per molto tempo. Quella parte fu eccezionalmente frustrante, perché i pensieri si stavano formando di nuovo, ma articolarli era uno sforzo monumentale. Sentivo che c’era un enorme divario tra la mia mente e ciò che usciva dalla mia bocca”

L’ictus di Curry fu reso pubblico solo nel maggio 2013, quasi un anno dopo che si era verificato. La Hurwitz riuscì nell’impresa non semplice di mantenere il segreto per dodici mesi, dando all’attore il tempo e lo spazio necessari per concentrarsi sulla riabilitazione lontano dai riflettori. “Marcia riuscì a tenere il mio ictus lontano dalla stampa, non un’impresa facile in nessun luogo, ma specialmente non a Los Angeles, dove le celebrità sono così attentamente osservate e monitorate“, scrive Curry con gratitudine.

Nel memoir, l’attore affronta anche con ironia le voci sulla sua morte che periodicamente circolano e sulle conseguenze che l’ictus gli ha lasciato.

“Contrariamente ai pettegolezzi del villaggio, sono ancora molto vivo. Mentre scrivo questo sono confinato in una sedia a rotelle, non essendo mai riuscito a camminare di nuovo”.

Nonostante le limitazioni fisiche, Curry mantiene il suo spirito combattivo e il suo senso dell’umorismo.

“Cerco di evitare di lamentarmi troppo. Preferisco farlo quanto basta. Ma ho il materiale per farlo. Lamentarsi è dannatamente noioso per tutti i coinvolti ed è altamente improduttivo. Preferisco passare il mio tempo concentrandomi su altre cose”.

L’attore riflette su come l’umorismo sia diventato il suo meccanismo di sopravvivenza:

“Non considero un atto di tremendo coraggio o audacia il fatto che ricorra all’umorismo in momenti di grande disagio. È semplicemente la mia reazione automatica. Sono sicuro che sia in parte un’abilità di sopravvivenza che ho sviluppato molto tempo fa”

Tim Curry fuma una sigaretta sul set di It
Tim Curry durante una pausa sigaretta sul set di It, con due protagonisti

Da quando ha subito l’ictus, la carriera di Curry si è necessariamente trasformata. “La mia vita è cambiata in quasi ogni modo, specialmente vista dall’esterno. Dopo un periodo estremamente fortunato di decenni senza mai essere rimasto senza lavoro per più di tre o quattro mesi alla volta, i ruoli che posso accettare ora sono quasi esclusivamente doppiaggio”. Tra questi, l’interpretazione dell’Imperatore Palpatine nella serie animata Star Wars Clone Wars e Terrence il Tucano nel film d’animazione Ribbit.

Curry riconosce di essere stato grato che non sia stato un ictus che colpisce il linguaggio, “poiché perdere la capacità di essere verbale e usare le parole sarebbe stato devastante per me”. Nonostante tutto, l’attore mantiene una prospettiva lucida sulla sua esperienza: “Posso dirlo ora, perché sono passati oltre dodici anni, che è una quantità di tempo sufficiente per poter riflettere con calma, e forse con una sana dose di dissociazione”

Come Curry, molti altri artisti hanno avuto un ictus e alcuni hanno condiviso la loro esperienza: parliamo di Athina Cenci, che ha ripreso a parlare dopo molti anni, anche Giorgio Faletti, qualche anno prima di morire, fu colpito da un ictus e la sua compagna dovette prendere una decisione difficile.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da @cinemaserietv.it

Facebook Instagram YouTube TikTok X (Twitter) Twitch
  • Home
  • Chi siamo
  • Staff e redazione
  • Contattaci
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
© 2025 CinemaSerieTV.it proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - [email protected] | Foto credits: DepositPhotos

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Digita qui sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.