Durante la cerimonia di chiusura della Mostra del Cinema di Venezia 2025 Toni Servillo, premiato con la Coppa Volpi come miglior attore per La Grazia di Paolo Sorrentino, ha dedicato poche parole significative alla missione umanitaria Global Sumud Flotilla, la flottiglia umanitaria partita dall’Europa con l’obiettivo di rompere il blocco navale e consegnare aiuti a Gaza.
Toni Servillo vincitore coppa Volpi a Venezia “consentitemi di esprimere tutta la mia ammirazione per coloro che hanno deciso di mettersi in mare per raggiungere la Palestina e di portare un segno di umanità dove quotidianamente l’umanità è vilipesa”#Venezia82 #Gaza #7settembre pic.twitter.com/H23kIdumhn
— Sirio 🏀 (@siriomerenda) September 6, 2025
Salendo sul palco per ritirare il premio, Servillo ha dichiarato:
“E sento anche – consentitemi a nome di un sentimento che tutto il cinema italiano prova in questo momento – di esprimere tutta la mia ammirazione, l’ammirazione del cinema italiano per coloro che in questo momento hanno deciso di mettersi in mare, con coraggio, di raggiungere la Palestina e di portare un segno di umanità in una terra dove quotidianamente e in maniera crudele la dignità umana è vilipesa.”
Durante la cerimonia, anche Benedetta Porcaroli, protagonista del film Il rapimento di Arabella di Carolina Cavalli e vincitrice del Premio Orizzonti per la miglior interpretazione femminile, ha dichiarato nel suo discorso:
“Dedico questo premio ai miei colleghi che sono sulla Global Sumud Flotilla che ci ricordano che non è tutto finito e che c’è un motivo valido per alzarsi la mattina che si chiama umanità.”
Sul fronte di Servillo, tuttavia, non sono mancate polemiche. Sui social in molti hanno fatto notare come il suo appello stride con alcune dichiarazioni rilasciate nei giorni precedenti al festival. L’attore aveva infatti ricordato di essere stato tra i firmatari di un documento per “accendere una luce più forte su una tragedia immane a cui stiamo assistendo”, ma allo stesso tempo aveva espresso chiaramente la sua contrarietà al boicottaggio degli artisti israeliani invocato dal movimento Venice4Palestine.
“Non condivido per nulla il boicottaggio di artisti israeliani o di qualsiasi altro Paese a manifestazioni come la Mostra del Cinema o come la Biennale Arte, perché credo che questi luoghi siano luoghi di accoglienza in cui si invita tutti e poi ci si confronta e si stabilisce civilmente su che posizione si sta, ma non sono luoghi di esclusione.”
Una posizione che lo accomuna ad altre personalità del cinema italiano come Paolo Sorrentino e Carlo Verdone. Quest’ultimo in particolare, aveva firmato l’appello ma poi se ne era pentito. La serata di premiazione a Venezia è stata segnata da polemiche aspre per la scelta di non premiare con il Leone d’Oro il film The Voice of Hind Rajab, il film sulla bambina di Gaza.
