Tra i dodici brani che compongono El Galactico, il nuovo album dei Baustelle in uscita il 4 aprile 2025, ce n’è uno che si intitola Filosofia di Moana ed è incentrato proprio sulla figura di Moana Pozzi, star del cinema per adulti morta nel 1994. Il titolo della canzone è lo stesso di un libro scritto e pubblicato da Moana pochi anni prima della sua scomparsa, nel quale parlava di sé, degli uomini celebri con cui era stata. Luca Bianconi dei Baustelle ha spiegato però, che il brano vuole essere un ritratto emozionale di Moana, più che una rievocazione del mito. L’attrice viene immaginata in punto di morte, mentre si rivolge a chi l’ha giudicata.
In un’intervista a Il Fatto Quotidiano infatti, Bianconi ha spiegato che ciò che li ha ispirati è lo sguardo “vagamente triste” di Moana nei suoi film a luci rosse.
“Ci ha colpito questa sorta di espressione triste, il lavoro legato allo sfruttamento del piacere sessuale che conduceva con un’espressione sempre vagamente triste. Per cui già questo è, come dire, un motore di storie possibili. La canzone è stata scritta pur non sapendo nulla della biografia di Moana, non ho letto libri, non ho visto il film né la serie. Mi è bastato essere stato spettatore da ragazzino dei di alcuni film hard che ha fatto”
“L’ho osservata, l’ho guardata, e vedevo questo la disconnessione dalla performance. C’era questa finzione nella performance che mi faceva intuire che dietro c’era un’altra realtà. Quindi la canzone è un po’ questo, immaginiamo una Moana che sta per morire, che si rivolge ad un mondo giudicante che la condanna. Quando il mondo giudicante forse è altrettanto a luci rosse e forse più ipocrita, nel senso che Moana almeno era dichiaratamente hard, non aveva bisogno di nascondersi e ci metteva la faccia… Non aveva bisogno, come invece facevano i suoi giudici, di nascondere il genere dei film che faceva sotto il tappeto”
Al Corriere della Sera Bianconi ha aggiunto:
“È una figura molto interessante. Sul suo volto ha sempre aleggiato una sorta di tristezza, anche dietro i sorrisi. Per me è una Monna Lisa, un simbolo”

In merito alla “disconnessione dalla performance” di Moana, come la definisce Bianconi, si è parlato in termini più pragmatici nella serie Netflix su Rocco Siffredi. In Supersex infatti, si espone una teoria secondo la quale a Moana il sesso non piacesse e detestasse girare film a luci rosse.
Moana Pozzi si è spenta nel 1994 a Lione a causa di un tumore al fegato, ma sulla sua morte si è detto di tutto e il contrario di tutto. Si è speculato sul fatto che ebbe un figlio segreto – che in realtà è un fratello – così come sul suo ruolo nei servizi segreti. Su Moana è stata realizzata una miniserie tv con Violante Placido, del 2009, ma non sono stati realizzati film che raccontino la sua storia. Tuttavia è uno dei tanti personaggi dell’imperdibile libro Diva Futura, scritto da Debora Attanasio, ex segretaria dell’agenzia, oggi giornalista. Dal libro, che ricostruisce l’ultimo decennio di successi e provocazioni dell’agenzia fondata da Riccardo Schicchi e Ilona Staller, è stato tratto un film con Pietro Castellitto e Denise Capezza.
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