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Home » Streaming » Netflix » The Witcher 3, parte prima: la spiegazione del finale della serie Netflix

The Witcher 3, parte prima: la spiegazione del finale della serie Netflix

La spiegazione del finale di The Witcher 3 parte prima: parliamo di quanto accaduto alla luce del colpo di scena che conclude i primi cinque episodi della serie Netflix.
Paolo RiberiDi Paolo Riberi2 Luglio 2023Aggiornato:2 Luglio 2023
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Witcher
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Dopo una lunga attesa, quest’anno The Witcher fa ritorno sui nostri schermi in due tranche: nei giorni scorsi sono usciti su Netflix i primi cinque episodi della terza stagione (qui la nostra recensione), mentre gli ultimi tre approderanno in streaming soltanto a partire dal 27 luglio.
La scelta, spiega il produttore Steve Gaub, nasce da una precisa volontà di lasciare i fan in sospeso dopo il colpo di scena che conclude la quinta puntata, dedicata al banchetto inaugurale del Conclave dei Maghi ad Aretuza: “L’abbiamo deciso durante il montaggio. Non era scritto nella sceneggiatura; non lo sapevamo quando abbiamo girato.
Tuttavia, sapevamo che nel corso di questa stagione c’è un punto di svolta significativo. Mentre eravamo in produzione, era uscito Stranger Things 4, che aveva diviso la sua stagione in due. E ci siamo detti: ‘Beh, è intrigante’.

Nel mondo dello streaming, i cliffhanger non esistono perché si può vedere direttamente l’episodio successivo. Non c’è quella soddisfazione che risiede nell’attesa, nella discussione e nelle chiacchiere online. Quindi volevamo dare questa soddisfazione ai fan, e la storia lo ha fatto per noi“.
Seguendo l’invito di Gaub, proviamo allora a fare il punto della situazione e a capire in quale pasticcio si è cacciato stavolta il buon Geralt di Rivia, dipanando la fittissima matassa di complotti e intrighi che stanno sconvolgendo il Continente tramite la nostra spiegazione del finale della prima parte di The Witcher 3.

La minaccia nell’ombra non è Stregobor…

Una scena di The witcher 3
Stregobor

Seguendo una rete di briciole e indizi disseminati ad arte dal vero colpevole, Geralt e Yennefer si sono convinti che sia stato Stregobor ad aver assoldato il mago del fuoco Rience per dare la caccia a Ciri, nonché ad aver rubato il Libro dei Monoliti per viaggiare nel multiverso.
Come se non bastasse, il mago interpretato da Lars Mikkelsen avrebbe anche rapito le novizie di sangue elfico ad Aretuza per condurre su di loro sinistri esperimenti rivolti al controllo della mente della bionda principessa di Cintra.

A provarlo – apparentemente al di là di ogni dubbio – c’erano una scia di illusioni magiche, un gran numero di prove schiaccianti nelle sue stanze private e, soprattutto, il forte razzismo che da sempre ha contraddistinto il suo personaggio.
Proprio come Geralt, del resto, anche noi spettatori avevamo un conto in sospeso con Stregobor, che abbiamo imparato a odiare fin dal primo episodio della prima stagione, culminato nella morte della povera Renfri.
Eppure, le cose sono andate fin troppo lisce: durante il banchetto, Stregobor si è fatto cogliere alla sprovvista e arrestare dai nostri eroi. Stranamente nessun mago della Confraternita lo ha difeso, neppure il suo buon amico Artorius. Strano, vero?

…bensì Vilgefortz!

 Una scena di The witcher 3
Vilgefortz

Qualcosa, però, era evidentemente fuori posto: durante la scorsa stagione, noi spettatori abbiamo visto che a ingaggiare il mago del fuoco Rience è stata un’incantatrice senza mandibola, che comunicava con lui mediante la telepatia e agiva per conto di un mandante misterioso.
La piccola Teryn, unica novizia ad essere scampata agli oscuri esperimenti sulle novizie di Aretuza, lo ha confermato a Geralt: al fianco di Rience c’era sempre una “donna con la voce buffa“.
La donna in questione – che scopriamo essere la maga Lydia van Bredevoort – compare al banchetto, e ostenta due vistosi orecchini, realizzati a partire dallo stesso minerale di cui è fatto anche il braccialetto di Tissaia de Vries, rettrice dell’accademia.

Braccialetto che, come si è visto nelle puntate precedenti, le è stato donato dal suo compagno Vilgefortz, il quale, apparentemente, fino a quel momento ha spalleggiato con entusiasmo la causa di Yennefer e Geralt e la loro idea di organizzare un Conclave per unire i deboli regni del Nord contro la minaccia dell’impero di Nilfgaard, scongiurando una guerra.
Lydia ha di recente sofferto per la fine di un’importante relazione, ma qualcuno le ha donato gli orecchini facendola innamorare nuovamente.
I tasselli tornano: è stato proprio Vilgefortz a tradire Tissaia, sedurre Lydia e manipolarla, utilizzandola come pedina per ingaggiare Rience.
Analogamente, è stato Vilgefortz a rubare il Libro dei Monoliti – che gli consente di aprire i portali oscuri visti nel corso della stagione – e a condurre gli orribili esperimenti sulle novizie, convincendo Tissaia a non indagare oltre sulla loro scomparsa.

Vilgefortz lavora con l’impero di Nifgaard

Una scena di The witcher 3
Lydia van Bredevoort

Geralt ancora non lo sa, ma la maga Philippa Eilhart di Redania ha scoperto che chiunque abbia ingaggiato Rience è un alleato dell’impero di Nilfgaard e dell’imperatore Emhyr var Emreis, la Fiamma Bianca.
Nei giorni che hanno preceduto il Conclave, una donna telepate senza mandibola ha utilizzato un portale oscuro per intrufolarsi nel palazzo reale di Redania e convincere la regina Hedwig e lo stupido re Vizimir a stringere un accordo di pace con Nilfgaard.

Philippa e il capo dei servizi segreti redaniani Sigismund Dijkstra hanno ovviato al problema uccidendo la regina e facendo ricadere la colpa proprio su Nilfgaard, ma resta il fatto che la famigerata donna senza mandibola – ossia la nostra Lydia! – e il suo oscuro mandante sono chiaramente in combutta con l’imperatore.
Poco dopo, non a caso, vediamo il folle mago del fuoco Rience protestare animatamente contro Lydia, perché non sapeva di collaborare con qualcuno che è al servizio del fanatico imperatore di Nilfgaard.
“Rience – ribatte Lydia – non agitarti, diventi più brutto. Quanto al mio capo lavorare con Nilfgaard non è lo stesso che lavorare per Nilfgaard. La Fiamma bianca è un mezzo per un fine preciso: un piccolo pezzo di un puzzle molto più grande“.
Evidentemente, Vilgefortz ha molto da nascondere: se con una mano ha sostenuto la causa di Yennefer per organizzare il Conclave, con l’altra ha stretto un patto segreto con l’imperatore per consentirgli di mettere le mani su Ciri e sui regni del Nord tramite gli attacchi di Rience.
Ma se l’alleanza con l’imperatore Emhyr è solo un mezzo per un fine, qual è il “puzzle molto più grande“? A cosa punta davvero Vilgefortz? Lo scopriremo, con ogni probabilità, già entro la fine della stagione.

E Dijkstra da che parte sta?

Una scena di The witcher 3
Sigismund Dijkstra

Nell’ultima scena, Geralt esce dalla sua camera da letto per aiutare Yennefer ad andare da Tissaia a denunciare Vilgefortz, ma si accorge che qualcosa non va.
Nel cuore della notte, qualcuno sta dando la caccia a un gruppo di maghe, e dall’ombra sbuca Sigismund Dijkstra, il capo dei servizi segreti del potente regno settentrionale di Redania.
L’uomo punta un pugnale alla gola dello strigo, e gli ricorda come avrebbe dovuto accettare la sua offerta, anziché trincerarsi dietro la sua ostinata neutralità.
In effetti, nel corso della serata, Dijkstra ha tentato invano di convincere Geralt a consegnargli Ciri, così da farle sposare l’inetto re Vizimir e consentire alla Redania di rivendicare il trono di Cintra, attualmente invasa dall’impero di Nilfgaard e occupata dagli elfi.
La stessa mossa era stata tentata già a inizio stagione dalla maga Philippa Eilhart, alleata di Dijkstra, che aveva contattato Ranuncolo in compagnia del principe Radowid.

Il piano machiavellico di Dijkstra e Philippa assicurerebbe benessere e protezione a Ciri, e permetterebbe alla Redania di diventare il più potente tra i reami del Nord, scongiurando la minaccia di Nilfgaard e dell’imperatore Emhyr.
Geralt, però, sa bene che la ragazza non sarebbe affatto felice nelle vesti di una regina, condannata a vivere a palazzo e sfornare bambini.
Ma ora, che sta combinando Dijkstra? Possiamo intuirlo da quanto il capo dei servizi segreti ha rivelato a Geralt nel corso della serata: le sue spie hanno scoperto che molti maghi del Nord stanno già segretamente collaborando con l’impero di Nilfgaard contro i loro sovrani, con buona pace delle nobili ambizioni di unità del Conclave.
Per scongiurare la loro minaccia una volta per tutte, Dijkstra intende arrestarli con un colpo di mano nella notte…

Il piano di Dijkstra ha le ore contate?

the Witcher 3 una scena
Il messaggero di Dijkstra, Aplegatt

Nel quarto episodio abbiamo visto come Dijkstra stesse preparando da tempo questa mossa, e avesse inviato un messaggero a cavallo per ordinare alla marina di Redania di attaccare l’accademia di Aretuza all’alba, eliminando una volta per tutte i maghi che collaborano sottobanco con Nilfgaard.
Se Geralt e Yennefer intendono difendere il Nord dall’impero mediante la diplomazia del Conclave, Dijkstra intende raggiungere lo stesso obiettivo con mezzi assai meno raffinati e pacifici, e patrocinando la sola causa del regno di Redania.

Qualcosa, però, potrebbe non andare come previsto. Certo, Dijkstra ha rotto gli indugi e attaccato i maghi fedeli all’impero di Nilfgaard violando la pace del Conclave, ma i rinforzi non arriveranno, perché una freccia ha trafitto alla gola il povero messaggero mentre cavalcava alla volta della Redania.
Al sorgere del sole, il capo dei servizi segreti rischia di trovarsi da solo e senza altre truppe nell’accademia magica.
Chi ha lanciato la freccia, e ammazzato il messaggero? A tendere agguati nei boschi del Nord sono i nuovi alleati dell’imperatore, ossia gli elfi Scoia’tael di Francesca, che di recente si sono uniti al generale Cahir per una missione segreta.
Che si preparino ad attaccare Arethusa al posto delle truppe di Dijkstra, per mettere le mani su Ciri con il segreto sostegno di Vilgefortz? In quel caso Yennefer e Geralt sarebbero davvero in un mare di guai!

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