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Home » Film » 4 film preferiti da Papa Francesco e dove vederli

4 film preferiti da Papa Francesco e dove vederli

Ecco quali sono i film più amati da Papa Francesco, quelli dei quali secondo lui, tutti possono trarre degli insegnamenti.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco1 Marzo 2025
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Papa Francesco
Papa Francesco
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Papa Francesco non ha mai nascosto il suo amore per il cinema, in particolare per alcuni grandi classici italiani che considera vere e proprie guide di vita. In più occasioni ha citato film che lo hanno colpito profondamente, opere che, secondo lui, sanno trasmettere valori universali e insegnamenti preziosi. Nell’articolo che segue, vi presentiamo quattro dei film preferiti di Jorge Mario Bergoglio, spiegando il motivo per cui lo hanno segnato così tanto. Inoltre, per chi volesse recuperarli, vi indichiamo dove trovarli in streaming, se disponibili, con una scheda alla fine di ogni paragrafo.

La strada (1954)

Giulietta Masina e Anthony Quinn ne La strada
Giulietta Masina e Anthony Quinn ne La strada

La strada, film diretto da Federico Fellini nel 1954 e premiato con l’Oscar al miglior film straniero nel ’57 racconta la storia di Gelsomina (Giulietta Masina) una ragazza fragile e ingenua, viene venduta dalla madre al brutale saltimbanco Zampanò (Anthony Quinn) che la costringe a seguirlo nei suoi spettacoli itineranti. Nonostante i maltrattamenti, Gelsomina resta con lui, trovando conforto solo nell’incontro con il Matto, un acrobata dal cuore gentile. Il rapporto tra i tre si fa teso fino a un tragico evento che segnerà profondamente Gelsomina e spingerà Zampanò a una decisione crudele.

Papa Francesco ha detto in più occasioni che La strada è uno dei suoi film preferiti. Come riporta il sito della Parrocchia Santa Maria del Rosario, nel 2014 in un breve intervento nel convegno La strada di Federico Fellini 70 anni dopo disse:

“Io da ragazzo ho visto tanti film di Fellini ma La strada mi è rimasta nel cuore. Quel film incomincia con le lacrime e finisce con le lacrime; incomincia alla riva del mare e finisce alla riva del mare. Ma soprattutto mi è rimasta nel cuore la scena del Pazzo con la pietrina, che dà il senso della vita a quella ragazza.”

Papa Francesco si riferiva alla sequenza che potete vedere qui sotto, quella di Gelsomina e il Matto che si confrontano sul ruolo di un piccolo ciottolo, che ha un suo ruolo nel mondo come tutte le cose volute da Dio.

Inoltre, come scrive Agensir in un’altra occasione Papa Francesco disse, a proposito de La strada:

“La strada di Fellini è forse il film che ho amato di più. Mi identifico con quel film, nel quale c’è un implicito riferimento a San Francesco”

Roma città aperta (1945)

Anna Magnani in Roma Città Aperta
Anna Magnani in Roma Città Aperta

Roma, città aperta, film diretto da Roberto Rossellini è ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, nel marzo 1944, mentre gli Alleati avanzano verso Nord e la Resistenza è già attiva nella Capitale. Giorgio Manfredi (Marcello Pagliero) militante comunista, sfugge alla Gestapo e si rifugia da Francesco (Francesco Grandjaquet) tipografo antifascista, che sta per sposare Pina (Anna Magnani). Don Pietro (Aldo Fabrizi) parroco impegnato nella lotta clandestina, aiuta i perseguitati politici e funge da staffetta per i partigiani. Intanto Marina (Maria Michi) ex amante di Manfredi, lo tradisce in cambio di droga, consegnandolo alla Gestapo. Il film fu candidato all’Oscar 1947 per la miglior sceneggiatura e oggi è considerato uno dei capisaldi del cinema neorealista italiano. Fu in quel periodo che Rossellini e Magnani si conobbero e iniziarono una relazione che terminò pochi anni dopo. Lei aveva un figlio, Luca Magnani, nato da una precedente relazione, lui aveva due figli nati dal matrimonio con Marcella De Marchis. Il regista però resto accanto alla Magnani durante la malattia che la portò alla morte.

Nel libro Lo sguardo: porta del cuore di Dario Edoardo Viganò, Bergoglio spiega di aver visto tutti i film con Anna Magnani e Aldo Fabrizi, da bambino.

“Tra i dieci e i dodici anni credo di aver visto tutti i film con Anna Magnani e Aldo Fabrizi, tra cui Roma città aperta di Roberto Rossellini che ho amato molto. Per noi bambini in Argentina, quei film sono stati molto importanti, perchè ci hanno fatto capire in profondità la grande tragedia della guerra mondiale (…), un dramma che non conoscevamo direttamente, ma è anche grazie al cinema che abbiamo acquisito una coscienza profonda dei suoi effetti”

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I bambini ci guardano (1943)

Una scena del film I bambini ci guardano
Una scena del film I bambini ci guardano

Un altro dei film preferiti di Papa Francesco è I bambini ci guardano, diretto da Vittorio De Sica nel 1943. Il protagonista della storia è Pricò (Luciano De Ambrosis) un bambino di cinque anni, che assiste impotente alla crisi del matrimonio dei suoi genitori, Andrea e Nina (Emilio Cigoli e Isa Pola) in un quartiere popolare di Roma. La madre intreccia una relazione con un altro uomo e abbandona la famiglia. Il padre cerca di proteggere il bambino affidandolo prima ad una zia e poi a sua madre, ma nessuno vuole occuparsene e Pricò si ammala. Quando Nina sembra pentita, Andrea tenta di ricostruire l’unità familiare portando la famiglia al mare. Tuttavia, il tradimento si ripete e Pricò, smarrito e solo, deve affrontare un destino segnato dall’indifferenza degli adulti e dalla crudeltà della società che lo circonda.

Come scrive Famiglia Cristiana, nel 2017, durante una visita a Milano, Bergoglio parlò del film di De Sica

“I bambini ci guardano, come dice il film di Vittorio De Sica, e non immaginate quanto soffrono quando i genitori litigano. Se si separano il conto lo pagano loro. I bambini, se litigate, soffrono… Riescono a captare tutto, si accorgono di tutto e dato che sono molto intuitivi, sono furbissimi, ricavano i loro insegnamenti. Abbiate cura della loro gioia della loro speranza. I loro occhietti capiscono se li ingannate. E vedono se la fede vi aiuta ad andare avanti. Quei film italiani del dopoguerra sono stati una vera catechesi di umanità. Cercateli!”

A commento di quell’articolo, lo stesso Luciano De Ambrosis, che nel film interpretava Pricò, disse:

“Quel bambino sono io e aver sentito il Santo Padre ricordarsi di me e di quel film, mi ha procurato un’indicibile emozione, mi ha profondamente sorpreso la sua conoscenza di quei film. Ma da Francesco ci si aspetta di tutto.”

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Il pranzo di Babette (1987)

Una scena de Il pranzo di Babette
Una scena de Il pranzo di Babette

Nella seconda metà dell’Ottocento, in un piccolo villaggio danese, due anziane sorelle, figlie di un pastore protestante, conducono una vita semplice e devota. Un giorno accolgono Babette, una rifugiata francese, che diventa la loro governante. Dopo quattordici anni, Babette vince una grossa somma di denaro e decide di cucinare un sontuoso pranzo francese per la comunità locale. Gli abitanti, inizialmente diffidenti, si ritrovano trasformati dall’esperienza conviviale. Il banchetto si rivela un’occasione di riconciliazione e gioia, portando con sé un significato più profondo sull’arte e la generosità.

“Sento, Babette, che questa non è la fine. In Paradiso sarete la grande artista che Dio ha inteso che foste! Come delizierai gli angeli!”

Come scrive Famiglia Cristiana, Francesco ha amato molto Il pranzo di Babette, film di Gabriel Axel premiato con l’Oscar al miglior film straniero, nel 1988, tanto da averlo citato nell’enciclica Amoris Laetitia:

“Le gioie più intense della vita nascono quando si può procurare la felicità degli altri, in un anticipo del Cielo. Va ricordata la felice scena del film Il pranzo di Babette, dove la generosa cuoca riceve un abbraccio riconoscente e un elogio: “Come delizierai gli angeli!”. È dolce e consolante la gioia che deriva dal procurare diletto agli altri, di vederli godere. Tale gioia, effetto dell’amore fraterno, non è quella della vanità di chi guarda sé stesso, ma quella di chi ama e si compiace del bene dell’amato, che si riversa nell’altro e diventa fecondo in lui”

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Fabio Fusco
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Nato a Napoli, classe 1976, Fabio Fusco è Responsabile news su ScreenWorld.it e su CinemaSerieTv.it e Coordinatore editoriale su CultWeb.it. Fa parte della redazione de IlMegliodiTutto.it. Dal 2008 al 2022 è stato Responsabile news, social media manager e redattore presso Movieplayer.it. Un lungo percorso al quale è approdato dopo le esperienze nelle redazioni del portale Castlerock.it e del sito Cinemazone.it agli inizi degli anni 2000, e prima ancora con l'e-zine Inside View. Ha preso parte, come redattore e fotoreporter ad alcuni festival di cinema internazionali, tra cui Berlino, Roma e Venezia e ha coordinato le news di due edizioni di UltraPop Festival nel 2020 e 2021. È co-autore del libro satirico La bibbia degli spoiler. Prima di dedicarsi esclusivamente al mondo del cinema e dell'entertainment audiovisivo, ha mosso i suoi primi passi alcune agenzie pubblicitarie e di comunicazione.

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