Dopo il successo travolgente di The Last of Us, il genere post-apocalittico è tornato a dominare le conversazioni tra spettatori e appassionati. Se la storia di Joel ed Ellie vi ha lasciati con la voglia di altri mondi devastati, scenari desolati e umanità costretta a sopravvivere tra dilemmi morali e minacce costanti, c’è una vasta selezione di serie che possono colmare questo vuoto. Dalle distopie più filosofiche ai thriller d’azione più frenetici, queste sono le serie post-apocalittiche da recuperare.
The Walking Dead

Impossibile non citare The Walking Dead tra le serie da vedere dopo The Last of Us. La serie, creata da Frank Darabont e tratta dai fumetti di Robert Kirkman, ha ridefinito l’epica zombie per oltre un decennio, con undici stagioni dense di tensione, colpi di scena e riflessioni sul degrado della civiltà.
Seguendo le vicende di Rick Grimes e del suo gruppo di sopravvissuti, lo show mette al centro i rapporti umani, le scelte morali estreme e la sottile linea che separa la sopravvivenza dalla disumanizzazione. Più che i morti viventi, sono i vivi a rappresentare il vero pericolo.
The Handmaid’s Tale

Sebbene non sia tecnicamente post-apocalittica, The Handmaid’s Tale descrive una società totalitaria nata dopo una catastrofe ecologica. In questo nuovo ordine teocratico, le donne fertili vengono ridotte in schiavitù riproduttiva.
L’opprimente repubblica di Gilead mostra un futuro prossimo credibile e terrificante, in cui ogni libertà è stata abolita. La protagonista June, interpretata da Elisabeth Moss, incarna la resistenza contro un sistema brutale. La serie, pluripremiata, è arrivata alla sesta stagione (qui trovate la nostra recensione).
See

See, serie AppleTV+ con Jason Momoa, immagina un futuro remoto in cui l’umanità ha perso il senso della vista. In questa realtà primitiva e violenta, due gemelli nascono con la capacità di vedere, diventando il simbolo di una possibile rinascita.
La serie mescola epica fantasy, tensione drammatica e una regia di forte impatto visivo. Le battaglie coreografate e i paesaggi mozzafiato rendono See un’avventura potente e originale sul senso della percezione e della conoscenza.
La Valla

Nella Spagna del 2045, un virus e la scarsità di risorse hanno portato alla creazione di una società divisa da una barriera fisica: i ricchi vivono in un’area protetta, i poveri in condizioni precarie. La Valla, serie spagnola disponibile su Netflix, racconta la lotta di una famiglia per riunirsi, superando censura, abusi di potere e controllo militare.
Con molti paralleli alla pandemia reale, la serie è diventata un cult proprio per la sua capacità di intercettare le paure contemporanee e dare loro una dimensione distopica.
Al seguente link, vi sveliamo le altre migliori serie tv spagnole da non perdervi assolutamente.
Kingdom

In Kingdom, la minaccia zombie si fonde con il dramma di corte nella Corea feudale. La morte del re, una misteriosa epidemia e le tensioni tra fazioni aristocratiche danno vita a un intrigante mix di horror e thriller politico.
La serie coreana di Netflix è visivamente sontuosa, con costumi, scenografie e battaglie che ricordano Game of Thrones, ma con un’identità culturale ben definita. Il ritmo serrato e le creature inquietanti completano un racconto ricco di suspense e tradimenti.
The 100

Dopo un disastro nucleare, l’umanità sopravvive nello spazio. Un secolo dopo, cento giovani delinquenti vengono inviati sulla Terra per testare la sua abitabilità. The 100 inizia come teen drama ma evolve presto in una saga epica di sopravvivenza, leadership e dilemmi morali.
Con sette stagioni, la serie esplora come il potere possa corrompere, come le civiltà si ricostruiscano e distruggano ciclicamente, e quanto le scelte individuali possano cambiare il destino collettivo. Una serie imperfetta ma ambiziosa, perfetta per i fan delle sfide post-apocalittiche complesse.
Tribes of Europa

Dai produttori di Dark arriva Tribes of Europa, serie tedesca ambientata in un’Europa frammentata in micro-stati tribali dopo un blackout globale. Tre fratelli si ritrovano coinvolti in una guerra per il controllo di un misterioso cubo tecnologico.
Visivamente accattivante, la serie Netflix mescola fantascienza, fantasy e geopolitica, affrontando il tema dell’identità e della speranza in un futuro diviso. Nonostante una sola stagione all’attivo, resta un progetto ambizioso e suggestivo.
Fallout

Ambientata due secoli dopo un’apocalisse nucleare, Fallout è la serie Amazon Prime Video ispirata all’omonima saga videoludica. In un mondo retrofuturista devastato dalle radiazioni, Lucy, una giovane abitante dei bunker sotterranei, si avventura in superficie per affrontare una realtà più crudele del previsto. Ironia, violenza e critica sociale si fondono in una delle produzioni più sorprendenti del 2024.
La serie riesce a rendere omaggio al materiale originale senza esserne schiava, trovando un tono unico tra satira, action e horror. L’estetica anni ’50, l’umorismo nero e la riflessione sul potere e la decadenza rendono Fallout una delle serie più ambiziose e riuscite dell’anno.
The Leftovers

Cosa accadrebbe se il 2% della popolazione mondiale sparisse improvvisamente? The Leftovers indaga le conseguenze psicologiche e spirituali di un evento inspiegabile. Con un tono malinconico e un cast eccezionale, la serie creata da Damon Lindelof è un’indagine profonda sul lutto, la fede e il bisogno di trovare un senso nel caos.
Ogni stagione evolve in modo sorprendente, cambiando ambientazione e tono pur mantenendo intatta la sua potenza emotiva. La serie non dà risposte, ma scava nelle domande che più temiamo di porci. Una visione essenziale per chi cerca storie profonde e fuori dagli schemi.
The Rain

Una pioggia infetta che trasmette un virus mortale è l’evento che segna l’inizio dell’apocalisse in The Rain, prima produzione originale danese di Netflix. Due fratelli sopravvivono rifugiandosi in un bunker per anni e, usciti allo scoperto, cercano altri sopravvissuti e una nuova forma di normalità. Una visione europea e intima del disastro globale, tra paesaggi desolati e dilemmi morali.
La serie alterna momenti di grande tensione a riflessioni sui legami familiari, sull’identità e sul bisogno di appartenenza. Nonostante qualche calo nelle stagioni successive, resta un’esperienza diversa rispetto alle produzioni statunitensi.
From

Tra mistero e orrore, From segue un gruppo di persone intrappolate in un villaggio maledetto, costrette a difendersi da creature mostruose che escono di notte. Tra amuleti, regole rigide e segreti indicibili, la serie di Max unisce tensione costante e atmosfere alla Stephen King. Ogni episodio solleva nuove domande, amplificando il senso di prigionia e smarrimento.
Consigliata da Stephen King stesso, From ha conquistato i fan del mistery horror grazie a un universo narrativo coerente e inquietante, dove l’ignoto è più spaventoso di qualsiasi mostro.
Sweet Tooth: Il bambino cervo

In un mondo sconvolto da una misteriosa pandemia, i bambini nati con tratti animali sono perseguitati. Tra loro c’è Gus, un piccolo “bambino cervo” in cerca di salvezza. Sweet Tooth, serie fiabesca targata Netflix tratta dai fumetti di Jeff Lemire, bilancia tenerezza e crudeltà in un racconto di formazione ambientato tra le rovine dell’umanità.
La forza della serie sta nell’equilibrio tra tono favolistico e tensione reale. L’universo di Sweet Tooth è poetico ma violento, capace di toccare corde profonde grazie a una regia ispirata e un giovane protagonista memorabile.
Della terza e ultima stagione di Sweet Tooth vi abbiamo parlato nella nostra recensione.
Into the Night

Un volo notturno si trasforma in una corsa disperata contro l’alba: in Into the Night, i raggi del sole diventano letali, costringendo passeggeri e equipaggio a volare costantemente verso ovest. La serie belga, disponibile su Netflix, unisce thriller e catastrofe in un formato serrato e avvincente, perfetto per una maratona ad alta tensione.
Il concept semplice ma efficace si sviluppa attraverso una coralità ben scritta e colpi di scena continui. L’angoscia cresce episodio dopo episodio, lasciando lo spettatore con il fiato sospeso fino alla fine.
3%

La società è divisa tra una massa povera e un’élite che vive in un paradiso tecnologico chiamato Mar Alto. Solo il 3% della popolazione potrà accedervi, superando un processo di selezione brutale. La prima serie originale brasiliana di Netflix è una potente metafora delle disuguaglianze sociali e dell’eugenetica, con una narrazione distopica ricca di colpi di scena.
Ogni prova che i protagonisti affrontano è uno specchio delle nostre ingiustizie sistemiche. 3% fonde tensione, politica e filosofia in modo accessibile e appassionante, dimostrando quanto la fantascienza possa essere attuale.
Black Summer

Prequel della serie Z Nation, Black Summer mostra l’inizio crudo e caotico dell’apocalisse zombie. Senza umorismo né tregua, la serie Netflix segue vari personaggi in fuga in uno scenario urbano dove il panico regna sovrano. Il ritmo è serrato, la regia spietata, e il senso di minaccia costante.
Molto più cupa e realistica del suo predecessore, Black Summer è un’esperienza intensa e a tratti angosciante, che restituisce l’imprevedibilità e la confusione dei primi giorni di un’epidemia globale.
Per altre serie tv horror da vedere, potete consultare il nostro articolo dedicato alle migliori del genere.
Station Eleven

Cosa resta dell’umanità dopo una pandemia globale? Station Eleven, miniserie tratta dal romanzo di Emily St. John Mandel, riflette sul potere salvifico dell’arte e della memoria. Segue un gruppo di attori itineranti che portano Shakespeare in un mondo distrutto, offrendo speranza e bellezza dove tutto sembra perduto. Un racconto poetico e profondo, visibile su Max.
Più che una serie apocalittica, Station Eleven è una riflessione esistenziale sull’identità e la resilienza. Il suo ritmo pacato e il tono malinconico potrebbero non piacere a tutti, ma chi saprà immergersi troverà una delle opere più delicate e significative del genere.
