Alla vigilia di un possibile ritorno in televisione dopo le controversie che avevano portato alla fine della sua relazione con Giorgia Meloni e all’esilio mediatico, Andrea Giambruno si racconta a tutto campo nel sesto episodio di Red Box. L’intervista, online da oggi, tocca numerosi temi personali e professionali, ma uno degli snodi centrali è la sua dichiarata guerra al politicamente corretto. “Pessimo, ho un rapporto pessimo con il politicamente corretto” afferma senza mezzi termini. “Penso di essere la persona che da sempre ci va contro, e penso anche di averne pagato le conseguenze.”

Secondo Giambruno, la società contemporanea sta affrontando una “involuzione socioculturale”
“Secondo me non ci stiamo rendendo conto del processo che stiamo affrontando e dell’involuzione socioculturale che stiamo producendo, cioè noi abbiamo persone che ragionano in un unico modo e questa roba è raccapricciante, siamo tutti i cloni degli altri ed è una cosa che non ha senso”
L’ex conduttore attacca l’ipocrisia di chi celebra la diversità salvo poi punire chi esprime opinioni fuori dal coro:
“Sono proprio quelli che predicano l’inclusione i primi a puntarti il dito contro quando dici qualcosa che in fondo pensiamo tutti.”
Un’affermazione che sembra riflettere la sua esperienza personale, due anni dopo che Striscia la notizia divulgò un suo fuorionda nel programma Il Diario del Giorno, seguito da un ulteriore fuorionda ancora più scottante in cui parlava di threesome e di aperturismo con una collega. Di lì a poco, Giorgia Meloni annunciò la loro separazione.
Nell’intervista, Giambruno si definisce aperto alle critiche costruttive, ma rigetta con forza quelle superficiali, come quelle sul suo aspetto fisico: “Se fossi stata una donna, sarebbe stato un attacco sessista. Invece se si parla dei miei capelli, tutto va bene.” E ribadisce la necessità di poter sbagliare, ma “con la propria testa”.
Nella stessa intervista, che sembra preparare il terreno ad un suo ritorno sugli schermi – preannunciato da Piersilvio Berlusconi nei giorni scorsi – si racconta con un tono più intimo, tra confessioni da padre e riflessioni esistenziali. Rivendica l’importanza della filosofia nella sua formazione (“mi ha dato coordinate per non perdermi”), e si commuove parlando della crescita della figlia Ginevra, che descrive come “solare e sveglia, con un sesto senso spiccato”. Il rapporto con lei è descritto come totalizzante: “Nessun contratto al mondo potrebbe ripagarmi la gioia di vederla svegliarsi al mio fianco.”
Le dichiarazioni su sua figlia sono quelle che più hanno emozionato i suoi sostenitori, che hanno commentato il video dell’intervista. In tanti chiedono a Giambruno e Meloni di fare pace, come se la vita fosse una soap turca. Altri invece gioiscono per la chiusura di Striscia la Notizia – anche se il programma in realtà tornerà a novembre. “Felicissima per la chiusura di Striscia, il pubblico l’ha punita per il basso colpo alla Meloni. Calo degli ascolti e chiusura”
C’è spazio anche per scelte e gusti personali. Giambruno rivela di aver fatto tanti lavori, prima di affermarsi come giornalista, di non avere profili social – “non frega a nessuno se vado a mangiare la pizza” – e di tifare intensamente per la Juve, una squadra che gli dà gioia. A livello musicale, si scopre fan sia di Achille Lauro, scoperto grazie alla figlia, sia dei più classici Queen e Coldplay (ma gli consigliamo di non andare a vederli in concerto, considerati i suoi trascorsi e quel che è successo ai due amanti a Boston) Infine, cita le sue fonti di ispirazione, nel giornalismo: Vittorio Feltri, definito il suo maestro per eccellenza, e Paolo Del Debbio, elogiato per la coerenza e la libertà di pensiero.
Riguardo il suo futuro in tv, rivela che gli piacerebbe condurre un programma nello stile di “Luttazzi prima maniera”, qualcosa che esca dagli schemi. “Una cosa che poi probabilmente capiremmo in due o in tre, quindi mi chiuderebbero dopo due puntate”
