Francesca Scopelliti, nata a Nicotera (Vibo Valentia) nel 1951, è stata l’ultima compagna di Enzo Tortora, e oggi è presidente della Fondazione Internazionale per la Giustizia Enzo Tortora. Dopo la morte del compagno, scomparso nel 1988 e vittima di uno dei più noti errori giudiziari della storia italiana, ha lasciato il giornalismo per iniziare una carriera politica prima tra le file dei Radicali di Marco Pannella e poi quelle di Italia Viva. Ha anche curato un libro, Enzo Tortora – Lettere a Francesca, edito da Pacini nel 2016.
Scopelliti conobbe Enzo Tortora giovane cronista. Quando il popolare presentatore fu arrestato la notte del 17 giugno del 1983, era da poco separato dalla moglie, Miranda Fantacci, madre delle figlie Silvia e Gaia. E aveva iniziato da circa sette mesi una relazione con la giornalista, conosciuta durante un’intervista.
In pochissimi sapevano di quel rapporto che divenne di pubblico dominio nel gennaio del 1984 per opera di una donna di servizio che, forse imbeccata e pagata da qualche giornale, rubò delle lettere destinate alla Scopelliti, per farle pubblicare. Tortora si innamorò all’istante di quella ragazza, lei fu tuttavia più cauta, poiché non voleva fosse solo un flirt. Paura subito fugata dal conduttore che la corteggiò con modi d’altri tempi. Il loro amore però dovette subire il devastante impatto del caso giudiziario, nato per un’accusa infondata di traffico di droga da parte di alcuni camorristi.
“Enzo fu arrestato senza uno straccio di prove, con accuse infamanti. Ed è questo il motivo della mia battaglia per legalità. Abbiamo un triste primato di errori giudiziari nel nostro Paese, tre al giorno. Ma l’errore giudiziario non si ripristina, bisogna prevenirlo, non si può recuperare. Enzo non ha mai fatto una battaglia contro la giustizia ma per la legalità”, ha detto lo scorso giugno dal palco del Festival del giallo di Cattolica. Scopelliti ancora oggi conserva un’arancia che Tortora le inviò dal carcere. Sulla buccia del frutto – che non si è deteriorato, ma solo seccato – il conduttore aveva scritto con un pennarello “Non dimentico”
Per Enzo Tortora quello fu un calvario che si concluse solo nel 1986 con un’assoluzione con formula piena e un breve ritorno in televisione. Ma il suo fisico risentì della tragedia. Enzo Tortora infatti morì infatti, due anni più tardi.
Francesca Scopelliti, allora, si unisce al Partito radicale di Marco Pannella come il compagno, continuandone le battaglie sul garantismo. Eletta al Senato nel 1994 con la Lista Pannella-Riformatori, prosegue la carriera politica con Forza Italia nel 1996 e lì rimane fino al 2001.
Nel luglio 2010 aderisce alla formazione politica di Generazione Italia. Dopo vari passaggi nelle amministrazioni locali, a Magliano e Grosseto, in Toscana, nel 2018 approda al Partito Democratico. Qui sostiene l’ex radicale Roberto Giachetti nelle primarie del partito. Ha da poco lasciato Italia Viva, partito fondato da Matteo Renzi, in aperta opposizione a un movimento politico che non prende posizione netta sui problemi della giustizia.
Francesca Scopelliti, nata a Nicotera (Vibo Valentia) nel 1951, è stata l’ultima compagna di Enzo Tortora, e oggi è presidente della Fondazione Internazionale per la Giustizia Enzo Tortora. Dopo la morte del compagno, scomparso nel 1988 e vittima di uno dei più noti errori giudiziari della storia italiana, ha lasciato il giornalismo per iniziare una carriera politica prima tra le file dei Radicali di Marco Pannella e poi quelle di Italia Viva. Ha anche curato un libro, Enzo Tortora – Lettere a Francesca, edito da Pacini nel 2016.
Scopelliti conobbe Enzo Tortora giovane cronista. Quando il popolare presentatore fu arrestato la notte del 17 giugno del 1983, era da poco separato dalla moglie, Miranda Fantacci, madre delle figlie Silvia e Gaia. E aveva iniziato da circa sette mesi una relazione con la giornalista, conosciuta durante un’intervista.
In pochissimi sapevano di quel rapporto che divenne di pubblico dominio nel gennaio del 1984 per opera di una donna di servizio che, forse imbeccata e pagata da qualche giornale, rubò delle lettere destinate alla Scopelliti, per farle pubblicare. Tortora si innamorò all’istante di quella ragazza, lei fu tuttavia più cauta, poiché non voleva fosse solo un flirt. Paura subito fugata dal conduttore che la corteggiò con modi d’altri tempi. Il loro amore però dovette subire il devastante impatto del caso giudiziario, nato per un’accusa infondata di traffico di droga da parte di alcuni camorristi.
“Enzo fu arrestato senza uno straccio di prove, con accuse infamanti. Ed è questo il motivo della mia battaglia per legalità. Abbiamo un triste primato di errori giudiziari nel nostro Paese, tre al giorno. Ma l’errore giudiziario non si ripristina, bisogna prevenirlo, non si può recuperare. Enzo non ha mai fatto una battaglia contro la giustizia ma per la legalità”, ha detto lo scorso giugno dal palco del Festival del giallo di Cattolica. Scopelliti ancora oggi conserva un’arancia che Tortora le inviò dal carcere. Sulla buccia del frutto – che non si è deteriorato, ma solo seccato – il conduttore aveva scritto con un pennarello “Non dimentico”
Per Enzo Tortora quello fu un calvario che si concluse solo nel 1986 con un’assoluzione con formula piena e un breve ritorno in televisione. Ma il suo fisico risentì della tragedia. Enzo Tortora infatti morì infatti, due anni più tardi.
Francesca Scopelliti, allora, si unisce al Partito radicale di Marco Pannella come il compagno, continuandone le battaglie sul garantismo. Eletta al Senato nel 1994 con la Lista Pannella-Riformatori, prosegue la carriera politica con Forza Italia nel 1996 e lì rimane fino al 2001.
Nel luglio 2010 aderisce alla formazione politica di Generazione Italia. Dopo vari passaggi nelle amministrazioni locali, a Magliano e Grosseto, in Toscana, nel 2018 approda al Partito Democratico. Qui sostiene l’ex radicale Roberto Giachetti nelle primarie del partito. Ha da poco lasciato Italia Viva, partito fondato da Matteo Renzi, in aperta opposizione a un movimento politico che non prende posizione netta sui problemi della giustizia.
