Checco Zalone in passato ha votato a sinistra, almeno stando alle sue ultime scelte fatta nel segreto dell’urna che, ad oggi, però sono state rese pubbliche dallo stesso comico durante diverse interviste. Stando alle sue dichiarazioni sul suo orientamento politico infatti, l’ultima volta ha votato PD e, già in precedenza, aveva espresso una sua preferenza per Matteo Renzi. Unica eccezione le politiche del 1996. In quel caso, infatti, ha votato Berlusconi. C’è un elemento, però, che unisce questa scelta alle altre: hanno tutti perso. In altre dichiarazioni, il comico ha detto che preferisce tenersi lontano dalla politica.
Da questa rivelazione, dunque, esce fuori l’immagine di un Checco Zalone democratico – confermata dal suo ex produttore Pietro Valsecchi in un’intervista al Corriere, nel 2025 – anche se a suo dire non è mai stato interessato ad affiancare la sua immagine a quella di nessun politico in particolare o ad un’appartenenza. Questo nonostante Valsecchi abbia riferito che con Tolo Tolo Checco volesse piacere all’intellighenzia di sinistra, dettaglio che l’attore ha respinto categoricamente.
A Valerio Cappelli, che in un’intervista al Corriere per l’uscita di Buen Camino al cinema, gli ha chiesto se vota ancora il PD, Zalone ha risposto:
“Le ho detto questo? Vorrà dire che la prossima volta voterò a destra. Le alterno. Le elezioni le perdo sempre. Nel 1996 votai Berlusconi secco, e perse. Nel 2013 votai Renzi, e perse. Ma in fondo Berlusconi e Renzi erano la stessa cosa…”
E sulle due principali antagoniste politiche attuali? “Su Elly Schlein non mi sono ancora interrogato” – ha detto l’attore, mentre su Giorgia Meloni ha scherzato che da quando si è lasciata con Giambruno non gli scrive più.
Nonostante questo, però ha ricordato più volte un incontro con l’attuale Premier Giorgia Meloni e la preparazione elaborata di un pranzo tipico.
“Ero in vacanza in Puglia, mi mandò un whatsapp chiedendo di incontrarmi. Io non incontro mai politici, però non volevo deludere i miei amici: tutti fascistoni, quindi suoi fan. Pensai a un caffè in gran segreto, ma loro si ribellarono: “La devi invitare a pranzo a Giorgia!”. Così le chiesi se aveva allergie e intolleranze, oltre a quelle che già conoscevamo. Rispose seria: sono allergica alle nocciole”
L’appuntamento, ha raccontato Zalone in precedenza, si è tenuto in “un villino anni ’80 condonato”, con una tavola imbandita di panzarotti, riso, patate e cozze, parmigiano e latticini.

L’incontro con la Meloni, però, avrebbe reso orgoglioso il nonno Pasquale. Capostazione per una vita, e fascista convinto, era solito ribadire che “quando c’era lui i treni arrivavano in orario”. Altro elemento importante della famiglia Zalone, però, è la zia Rachele, chiamata così per la moglie del Duce. Ovviamente di fede fascista, è sempre stata caratterizzata da una scarsa avvenenza e, soprattutto, da una propensione a vestire i panni della Buoncostume.
A ristabilire l’equilibrio politico familiare, però, è stata Antonietta, la mamma di Zalone che, nel paese, si è candidò con il Partito Comunista. In totale riuscì a prendere 17 voti e, considerando che nel piccolo centro la sua famiglia contava 18 membri, ci si chiede ancora chi abbia osato non votarla.
Zalone ha avuto una lunga relazione con Mariangela Eboli, che amministrava la sua società. Dal loro rapporto sono nate due figlie.
