Con Black Panther: Wakanda Forever, da qualche giorno nelle sale, si chiude la Fase Quattro del Marvel Cinematic Universe (fatta eccezione per l’epilogo costituito dal Guardians of the Galaxy Holiday Special, in arrivo su Disney+ a fine novembre). Ed è una chiusura malinconica, dettata dalla morte di Chadwick Boseman prima dell’inizio delle riprese, che ha comportato un riassestamento radicale della sceneggiatura. Eppure, nonostante il tono elegiaco, non mancano i piccoli rimandi al resto del franchise, o altri dettagli curiosi provenienti da vari angoli della cultura popolare. Ecco la nostra consueta panoramica degli Easter Eggs in Black Panther: Wakanda Forever più interessanti.
N.B. L’articolo contiene spoiler!
1. Annuncio “da formica”

Sono abbastanza palesi i due rimandi principali al futuro del Marvel Cinematic Universe, tramite la presenza di Riri Williams (prossimamente protagonista di Ironheart su Disney+) e Valentina Allegra de Fontaine, che avrà un ruolo importante nel film Thunderbolts, in uscita nel 2024. Ma c’è un’allusione più sottile, durante uno dei notiziari di Anderson Cooper – vero giornalista della CNN – che appaiono periodicamente nel film: si vede di sfuggita un sottopancia che parla di Scott Lang, alias Ant-Man. A lui spetta il compito di inaugurare, tra qualche mese, la Fase Cinque del franchise, con il film Ant-Man and the Wasp: Quantumania, che entrerà nel vivo della Multiverse Saga con il debutto del villain Kang il Conquistatore.
2. Cameo materno

Quando Namor spiega la sua origine a Shuri, assistiamo alle scene della sua nascita e al ruolo che sua madre aveva nella mutazione del popolo di Talokan. La genitrice dell’antieroe è interpretata dall’attrice guatemalteca María Mercedes Coroy, uno dei volti più importanti del cinema mesoamericano contemporaneo. In particolare, è la seconda volta che lei ha un ruolo materno in una pellicola di genere che mescola mitologie del suo territorio con riflessioni su ingiustizie reali. Nel 2019, infatti, è stata la protagonista femminile de La Llorona di Jayro Bustamante, presentato alla Mostra di Venezia e incentrato sul vero massacro degli indigeni del Guatemala negli anni Ottanta, riletto in ottica horror tramite la leggenda della “donna piangente” che continua a cercare i figli defunti.
3. Comico “artificiale”

Il cast principale è composto essenzialmente da attori americani e inglesi di origine africana, ma non mancano veri interpreti della regione vagamente corrispondente all’ubicazione del Wakanda. Il più notevole, già presente nel primo film ma con un ruolo più sostanzioso nel sequel, è Trevor Noah, comico sudafricano che dal 2015 è il conduttore del Daily Show, noto programma satirico americano che prende di mira l’attualità e in particolare le mezze verità e castronerie dei notiziari statunitensi. È sua, in originale, la voce di Griot, l’intelligenza artificiale creata da Shuri.
4. Da un universo all’altro

Data la popolarità di entrambi i franchise supereroistici, è difficile che in un film Marvel non appaiano attori che hanno recitato in progetti DC, e viceversa. Era già accaduto nel primo Black Panther con Angela Bassett, che in precedenza era stata Amanda Waller in Green Lantern, e che qui torna nei panni della regina Ramonda. Nel secondo capitolo sono due le presenze aggiuntive già associate al mondo della concorrenza: il Segretario di Stato ha il volto di Richard Schiff, alias Emil Hamilton ne L’uomo d’acciaio, mentre la dottoressa Graham è Lake Bell, che nella serie animata Harley Quinn presta la voce a Poison Ivy.
5. Impegni “carcerari”

Quando Okoye viene espulsa dalle Dora Milaje, Ramonda cita come motivazione il sostegno (temporaneo) che lei diede a Killmonger nel primo film, insieme all’amato W’Kabi. Killmonger, defunto nel capostipite, ritorna come fantasma quando Shuri si trasforma in Black Panther, mentre W’Kabi, imprigionato dopo il suo tradimento, non appare fisicamente nel sequel. Questo perché Daniel Kaluuya, pur disposto a tornare se la sceneggiatura lo giustificasse, ha dovuto dare forfait perché impegnato sul set di Nope di Jordan Peele, dove appare anche un altro attore Marvel: Terry Notary, che negli ultimi due film degli Avengers era Cull Obsidian, uno degli scagnozzi di Thanos.
