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Home » Film » Recensioni film » Abigail, la recensione: bambina che balla non morde?

Abigail, la recensione: bambina che balla non morde?

La recensione di Abigail, commedia horror che si rifà molto liberamente ai classici Universal degli anni Trenta.
Max BorgDi Max Borg16 Maggio 2024
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Una scena di Abigail
Una scena di Abigail (Universal Pictures Italy)
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Il film: Abigail, 2024. Regia: Matt Bettinelli-Olpin, Tyler Gillett. Cast: Melissa Barrera, Dan Stevens, Alisha Weir, Will Catlett, Kathryn Newton, Kevin Durand, Angus Cloud, Giancarlo Esposito.

Genere: horror, commedia. Durata: 109 minuti. Dove l’abbiamo visto: al cinema, in anteprima stampa, in lingua originale.

Trama: Sei criminali rimangono chiusi in una casa con la bambina che hanno rapito, ignorando che lei è molto pericolosa…

A chi è consigliato? Agli appassionati di horror sanguinolenti, e ai fan delle produzioni del team Radio Silence.


C’era una volta il Dark Universe, fantomatico franchise della Universal che doveva riunire sullo schermo i vari mostri classici della major e fu accantonato dopo il flop de La mummia. Fu quindi reimpostato l’approccio a queste creature, con la decisione di fare film autoconclusivi dove ciascun regista poteva metterci del suo (come accaduto, per esempio, lo scorso anno con Renfield e Demeter – Il risveglio di Dracula, due riletture molto diverse della celebre figura del vampiro).

Ed ecco che ci ritroviamo con quello che doveva essere un remake de La figlia di Dracula e strada facendo si è trasformato in un soggetto originale, senza legami espliciti con il famigerato conte della Transilvania. Un soggetto che, tra le altre cose, permette ai registi Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, parte del gruppo produttivo noto come Radio Silence, di cambiare un po’ aria dopo due capitoli consecutivi di Scream. Ed è di questo cambio d’aria che parliamo nella nostra recensione di Abigail.

Occhio per occhio, dente per dente

Una scena di Abigail
Una scena di Abigail (Universal Pictures Italy)

Sei criminali sono stati reclutati per un incarico potenzialmente molto lucrativo: rapire la figlia di un pezzo grosso che dovrà sborsare un riscatto non indifferente per riavere indietro la bambina. I sei sequestratori portano la prigioniera in una lussuosa dimora fuori città, dove il loro reclutatore spiega che devono rimanere nascosti, chiusi dentro la casa, per 24 ore. Divieto assoluto di comunicare con il mondo esterno (vengono confiscati tutti i cellulari) e di usare i nomi veri, al fine di evitare che qualcuno del gruppo possa spifferare i loro segreti in caso di arresto. Dopo qualche ora, però, emerge una verità che i nostri poco onesti protagonisti ignoravano: Abigail non è solo una brava ballerina, ma anche – anzi, soprattutto – una temibile vampira, e non ha intenzione di lasciarli uscire vivi dalla villa…

Criminali da strapazzo

Una scena di Abigail
Una scena di Abigail (fonte: Project X Entertainment, Vinson Films, Radio Silence Productions)

I due registi tornano a collaborare con l’attrice Melissa Barrera, anima umana di un cast corale di talento e molto divertente, composto principalmente da veterani di genere come Dan Stevens, Kathryn Newton e Kevin Durand (quest’ultimo da ascoltare in originale per l’intuizione geniale di usare il suo vero accento del Québec per accentuare la natura umoristica del personaggio). Menzione doverosa per la vera rivelazione del film, la giovane ed emergente interprete irlandese Alisha Weir che abbraccia con gioia la componente mostruosa del progetto nei panni di Abigail. Da segnalare anche Angus Cloud, per il quale questa è un’uscita postuma perché è scomparso poco dopo aver completato le proprie scene, nella prima fase delle riprese (interrotte dallo sciopero degli attori dell’estate 2023).

L come Lago di sangue

Una scena di Abigail
Una scena di Abigail (fonte: Project X Entertainment, Vinson Films, Radio Silence Productions)

Prima di cimentarsi con Ghostface, il gruppo di Radio Silence ha conquistato critica e pubblico con Finché morte non ci separi, altro racconto in truculenti inseguimenti dentro una dimora ancestrale. Quasi una prova generale per Abigail, che parte da un canovaccio simile ma punta ancora di più sul grand guignol, affondando i canini nella giugulare del genere e facendo sprizzare il sangue in ogni angolo dello schermo (i registi affermano di essersi addirittura scusati con il cast per averli sostanzialmente sommersi sul set, con un quantitativo parossistico di liquido ematico posticcio). È un costante gioco di aspettative, sorprese ed eccessi, all’insegna della pura gioia dell’horror più schietto dopo l’autoironia dei due Scream (anche se non mancano alcuni ammiccamenti, poiché i protagonisti sono della generazione che ha visto film di vampiri prima di imbattersi in una vera creatura della notte). Una danza macabra – letteralmente – il cui ritmo travolge tutto e tutti con varie sfumature di rosso.

La recensione in breve

7.5 Sanguinolento

Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett rileggono la figura del vampiro con una divertente commedia piena di sangue, con una strepitosa Alisha Weir nei panni della giovane succhiasangue.

Pro
  1. Alisha Weir è una grande scoperta
  2. Gli effetti legati al sangue sono fenomenali
  3. Il cast è affiatato e divertente
Contro
  1. Finisce sul più bello
  • Voto CinemaSerieTV 7.5
  • Voto utenti (0 voti) 0
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