Il film : Avatar – Fuoco e cenere, 2025. Diretto da: James Cameron. Cast: Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver, Stephen Lang. Genere: Fantascienza. Durata: 3 ore e 17 minuti. Dove l’abbiamo visto: al cinema.
Trama: Jake Sully e Neytiri affrontano una nuova fase del conflitto su Pandora, segnata dall’incontro con clan Na’vi finora sconosciuti e da una minaccia ancora più complessa. La guerra con gli umani non è più solo una questione di sopravvivenza, ma di equilibrio tra culture, vendetta e convivenza.
A chi è consigliato? È consigliato a chi ha seguito i precedenti capitoli e vuole immergersi ancora nell’universo di Pandora, ma anche a chi ama i grandi kolossal che uniscono spettacolo visivo e racconto epico.
Nel 2009 non si parlava d’altro: la rinascita del 3D al cinema, complice il primo Avatar di James Cameron (anche se in realtà ci furono dei precursori come Coraline e la porta magica di Henry Selick). In realtà un trend durato pochi anni, con pochi film al di fuori dell’epopea spaziale cameroniana capaci di giustificare il sovrapprezzo (lo stesso Sam Worthington, protagonista del film di Cameron, ammette di essere stato al centro di quello che forse è il nadir dell’intrattenimento tridimensionale di allora, cioè Scontro tra titani). Difatti al giorno d’oggi, nonostante alcuni blockbuster escano ancora con l’opzione della visione con occhialini, l’unico titolo in grado di attirare veramente le masse in tal senso è proprio l’Avatar di turno (o, due anni fa, la riedizione di un altro film di Cameron, Titanic). Ed eccoci quindi di nuovo su Pandora, per la terza volta, al cospetto di ciò che è l’oggetto della nostra recensione di Avatar – Fuoco e cenere.
La vendetta è un piatto da gustare rovente

È passato circa un anno dagli eventi di Avatar – La via dell’acqua, e Jake Sully e la sua famiglia sono pienamente integrati nel clan di Metkayina. O quasi: rimane la questione spinosa di Spider, che Neytiri non riesce ad accettare pienamente come suo figlio (adottivo) in quanto umano e progenie del colonnello Quaritch, quindi un ricordo di coloro che hanno ucciso il suo figlio biologico Neteyam. Quaritch, dal canto suo, tornato a fare danni tramite il suo clone-avatar, ha ancora un conto in sospeso con Jake, e scopre di avere un alleato inatteso nella persona di Varang, la leader del clan Na’vi di Mangkwan, residente in una regione vulcanica. Segnata da varie sofferenze, lei si oppone alla filosofia religiosa degli altri clan e vuole radere al suolo tutto con le fiamme. E Quaritch può fornirle le armi da fuoco…
L’aliena che giocava col fuoco

Sul cast storico non c’è molto da aggiungere (anche se Zoe Saldaña nel ruolo di una Neytiri affranta e più furibonda del solito continua a smentire chi sostiene a torto che la performance capture non sia recitazione), anche perché già dal marketing questo episodio è dominato dalla nuova formidabile presenza che è Oona Chaplin (nipote di Chaplin) nei panni di Varang. Una vera forza della natura, ma una forza distruttrice, assolutamente fenomenale e capace di rubare la scena a tutto il gruppo reclutato da Cameron nei due capitoli precedenti, tranne proprio Saldaña con cui si instaura un duello mozzafiato. L’altra new entry di rilievo sarebbe David Thewlis, ma il suo personaggio in questa sede risulta un po’ non pervenuto, perché l’intenzione sarebbe di approfondirlo ulteriormente nei prossimi due film, ammesso che si facciano…
L’ultima battaglia?

Una critica spesso mossa al franchise, sin dal primo film, è la semplicità dell’intreccio narrativo, come se la trama fosse indice di povertà artistica e il metro ultimo per giudicare un’operazione come questa. Chi ragiona in questo modo avrà molto pane per i propri denti perché rispetto a La via dell’acqua che apriva a mondi nuovi con le location acquatiche, Fuoco e cenere ripropone gli stessi luoghi e a volte anche le stesse situazioni, perché i due sequel nascono in realtà come copione singolo che è poi stato spezzato in due per far respirare meglio la storia, rendendo di fatto il secondo film la prova generale per il terzo, idealmente concepito come gran finale qualora Cameron non ricevesse il via libera per il quarto e quinto episodio (che sarebbero una storia a sé, con tanto di salto temporale legato alla crescita dei figli di Jake e Neytiri). E se così fosse, è un finale imponente, immersivo, che prende tutto ciò che sapevamo di Pandora e lo ripropone all’ennesima potenza, con un viaggio lungo ma mai faticoso dentro un universo che continua a stupire e sorprendere ad ogni visita, un effetto accentuato dagli occhialini (il film esce in varie versioni, quella ideale per l’esperienza più completa è IMAX 3D HFR, con un numero maggiore di fotogrammi al secondo).
E mentre Varang vuole bruciare tutto e fare tabula rasa, Cameron porta tutto al suo apice, salutando, forse, il mondo che l’ha tenuto occupato per più di due decenni con un vero e proprio inno al cinema d’intrattenimento spettacolare e intelligente (la componente ambientalista e anticolonialista rimane in bella evidenza). E dinanzi a tutto ciò è difficile reagire in altro modo se non con la frase principalmente associata alla cultura Na’vi: ti vedo.
La recensione in breve
James Cameron torna su Pandora e firma un terzo episodio coerente nella sua volontà di intrattenere in modo semplice ma intelligente, con un uso ammirevole delle tecnologie tridimensionali.
PRO
- Oona Chaplin è una villain formidabile
- La componente visiva è spettacolare come sempre
- Il 3D è usato ancora una volta in maniera sopraffina
CONTRO
- Chi si aspettava location inedite potrebbe rimanere deluso
- Voto CinemaSerieTV
