Angelo Izzo, uno dei tre responsabili del massacro del Circeo, oggi ha 70 anni e sta scontando due condanne all’ergastolo nel carcere di Velletri, vicino a Roma, per tre omicidi. Il primo, per la morte di Rosaria Lopez, una delle due ragazze, con Donatella Colasanti, torturate e stuprate nel 1975, assieme ad Andrea Ghira e Gianni Guido. Il secondo per il duplice omicidio nel 2005 di Maria Carmela Linciano e Valentina Majorano. Nel 2025 si è laureato in giurisprudenza con un punteggio di 92 su 110, una notizia che è stata molto discussa sui social, anche per le dichiarazioni a margine di Izzo, che si è rifiutato di scusarsi con le sue vittime.

Classe 1955, nato a Roma in una famiglia molto agiata, dopo la condanna all’ergastolo nel 1976 per il massacro del Circeo, Izzo provò a evadere di prigione almeno due volte. Nel 1993, complice un permesso premio, si allontanò dal carcere per lasciare l’Italia. Dopo qualche settimana di soggiorno a Parigi fu estradato e mandato in Italia.
Nel 2004, poi, sfruttò il regime di semilibertà, durante il quale, nell’aprile del 2005, a Ferrazzano, in provincia di Campobasso, uccise Maria Carmela Linciano e Valentina Maiorano, rispettivamente moglie e figlia di un suo ex compagno di cella, Giovanni Majorano, affiliato alla Sacra Corona Unita e pentito.
Izzo, inoltre, ha sposato nel marzo del 2010 la giornalista Donatella Papi, la quale lottò duramente affinché i processi fossero riaperti. I due però divorziarono, poco dopo. E Izzo intraprese per due anni una relazione epistolare con una giovane donna, anch’essa finita.
“Ci siamo scritti per un paio di anni e io me ne sono innamorato. Forse era tutta una fantasia visto che era un rapporto virtuale. Ma lei ha fatto breccia nel mio cuore. Poi la cosa è finita. E io sono stato malissimo, anche fisicamente”.
In un’intervista concessa nel 2023 al Corriere della Sera, Angelo Izzo ha affermato che uccidere donne per lui equivaleva a rubare. “Odio la società patriarcale. Chiunque mi conosce sa che non ho niente del misogino. Detto questo forse in un’età della mia vita sono stato un predatore”.
Nel 2025 infine, si è laureato in legge con una tesi su “Il lato oscuro dell’illuminismo giuridico”. In un’intervista ad Adnkronos ha respinto l’idea di pentirsi pubblicamente dei suoi crimini e di scusarsi con i parenti delle vittime, perché per lui sarebbe “una baracconata” per ottenere benefici.
“Il pentimento è una parola particolare che attiene più alla interiorità di un essere umano, e che pertanto io penso non vada esibito. Gli spogliarelli dell’anima sono uno spettacolo miserevole cui ho assistito troppe volte. Al contrario, considero una forma di pentimento vero e serio il fatto che io, da sempre amante del lusso e di una vita sopra le righe, devolva parte del denaro che mi passa fra le mani ad associazioni benefiche, facendo qualche modesto sacrificio”.
Izzo ha anche respinto l’etichetta di “Mostro” che gli è stata attribuita dalle cronache
“Non credo esistano i mostri, credo invece ogni uomo messo sotto pressione possa commettere atti mostruosi. Io, certamente, pur avendo commesso atti che oggi condanno, non sono mai stato un mostro. Semmai una nefasta sensibilità, una fedeltà incondizionata all’amicizia, una convinzione di dover rendere conto ad una “comunità fantasma”, hanno spinto me, una persona generosa e gentile, portata all’amore per il prossimo, a snaturarmi facendo cose sbagliate e orribili. I fatti di sangue sono irreparabili, inevitabilmente si prova a rimuovere; però, più che il singolo delitto, tendo, forse sbagliando, a rimuovere quello che sono stato, non in quella singola ora o in quella singola circostanza, ma in generale un Angelo in cui non mi riconosco più“
Angelo Izzo, dunque, è attualmente l’unico responsabile del massacro del Circeo a essere in carcere. Gianni Guido, infatti, è libero e lavora come traduttore, mentre Andrea Ghira, invece, è morto nel 1994.

Dall’inizio della detenzione, Izzo ha reso dichiarazioni su altri gravi fatti di cronaca italiana, spesso legati al terrorismo nero e alla criminalità organizzata. Raccontò di aver avuto notizie dirette su attentati e omicidi, come quelli di piazza Fontana, piazza della Loggia, la stazione Bologna, Mino Pecorelli, Fausto e Iaio e Piersanti Mattarella, fornendo versioni che in parte trovarono riscontri. Fu il primo a parlare della violenza subita da Franca Rame nel 1973, confermata anni dopo dall’attrice stessa, e sostenne che le armi usate nell’omicidio di Giorgiana Masi appartenessero al suo gruppo. Inoltre si è attribuito l’uccisione di Amilcare Di Benedetto, mai ritrovato. Nel 2021, davanti alla Commissione parlamentare antimafia, tornò a collegare la scomparsa di Rossella Corazzin a un presunto rituale esoterico della destra eversiva, una versione che la magistratura aveva già giudicato inattendibile.
Sulla vicenda di Angelo Izzo e degli altri due responsabili del massacro del Circeo, è stato tratto un film, La scuola cattolica (2021). Negli anni, Izzo è stato intervistato anche da Franca Leosini per Storie Maledette.
