Woody Allen, a 89 anni, non si tira indietro dalle polemiche. In una recente intervista al Wall Street Journal per promuovere il suo primo romanzo, What’s With Baum, il regista ha affrontato il tema della cancel culture, definendola “stupida”. Allen, da anni al centro di accuse di abuso sessuale da parte della figlia adottiva Dylan Farrow, è stato ostracizzato da parte di Hollywood. Le accuse, che risalgono al 1992 e che Allen ha sempre negato, sono tornate prepotentemente alla ribalta negli ultimi anni, portando molti attori a prendere le distanze dal regista.
Nell’intervista, rilanciata da Variety, Allen ha dichiarato:
“Se un attore dice ‘Non lavorerò con lui’, in sostanza pensa ‘Sto facendo una buona cosa’, dal suo punto di vista, ‘Sto dando un contributo, sto prendendo una posizione’. Ma sta commettendo un errore. Un giorno se ne renderà conto”.
Parole che suonano come una sfida a coloro che lo hanno abbandonato, tra cui nomi del calibro di Michael Caine, Drew Barrymore, Colin Firth e Kate Winslet, i quali hanno pubblicamente espresso rammarico per aver collaborato con lui in passato. Il regista di Manhattan però dice che non se l’è presa per questi voltafaccia ma si è detto sorpreso dal modo in cui gli attori hanno rapidamente preso le distanze da lui e dalla loro collaborazione senza informarsi sui fatti. Tra i tanti che hanno rinnegato il regista, c’è anche chi lo sostiene senza esitazione, come ha fatto Sean Penn – che si è detto anche disponibile a collaborare con lui.
Dylan Farrow, in una dichiarazione al Wall Street Journal, ha risposto all’intervista di Allen e ribadito le sue accuse:
“Sono stanca della narrativa misogina e antiscientifica secondo cui sarei stata manipolata o plagiata. Lungi da ciò, questa è una verità che ho denunciato da bambina e che ho continuato a raccontare in modo coerente da allora. Sono una donna di 40 anni. Sono stata aggredita sessualmente da Woody Allen”.
Il nuovo romanzo di Allen, What’s With Baum, sembra riflettere alcuni aspetti della sua vita. Il protagonista, Asher Baum, è un giornalista ebreo di mezza età, diventato un drammaturgo fallito e poi un romanziere mediocre. Il libro affronta temi come un terzo matrimonio difficile, giovani donne seducenti e errori che mettono fine alla carriera. Anche il personaggio di Connie, la moglie di Baum nel romanzo, presenta somiglianze con Mia Farrow, così come il suo rapporto eccessivamente stretto con il figlio Thane, che ricorda le descrizioni di Allen dei rapporti di Farrow con i suoi figli Fletcher e Ronan Farrow, quest’ultimo particolarmente agguerrito nei confronti del regista. Come l’autobiografia di Allen, anche il romanzo di Baum è stato rifiutato dal suo editore originale.
La vicenda Allen continua a dividere l’opinione pubblica, tra chi crede alle accuse e chi sostiene l’innocenza del regista. Di recente è riemersa una lettera scherzosa che Allen aveva scritto su Epstein, nella quale lo paragonava a Dracula.
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