HBO ha chiarificato ulteriormente, dopo le speculazioni delle ultime settimane, il livello di coinvolgimento di J.K. Rowling all’interno della serie reboot di Harry Potter, in arrivo sulla rete via cavo nei primi mesi del 2027. In un recente comunicato diffuso da Variety all’interno di un lungo editoriale sulla questione, i vertici Warner reiterano la volontà di non limitare la libertà d’espressione della scrittrice, al centro da anni di una damnatio memoriae social a causa delle sue rigide opinioni anti-trans.
Ecco il testo integrale del comunicato di HBO, citato da TheWrap: in precedenza, Casey Bloys, dirigente del caenale, aveva specificato come le opinioni di Rowling non abbiano influenzato le scelte di casting
“J.K. Rowling ha il diritto di esprimere le proprie opinioni, e la serie non potrà che beneficiare del suo coinvolgimento: Collaboriamo con J.K. Rowling e ci occupiamo del mondo di Harry Potter da oltre 20 anni, Il suo apporto è stato inestimabile, e lei rimane una figura centrale per il successo di questo universo straordinario. A fronte di milioni di fan che continuano ad appassionarsi ai film, ai giochi e ai prodotti legati a questa saga, siamo oltremodo entusiasti di raccontare nuovamente la storia di Harry Potter, una serie di libri che ha saputo celebrare in modo unico il potere dell’amicizia, della determinazione e dell’accettazione”.
Rowling, come detto, è da anni sugli scudi per riaffermare i diritti delle donne cisgender, a suo dire minacciati dalla sempre maggiore importanza assunta pubblicamente da figure che non nascondono una identità di genere diversa. Emblematico in questo senso il polverone causato dalla partecipazione alle Olimpiadi della pugile algerina Imane Khelif, accusata a più riprese da Rowling di aver combattuto nel torneo femminile pur avendo cromosomi maschili.
La serie reboot di Harry Potter, di cui Rowling è produttrice, riadatterà in maniera ovviamente più estesa rispetto ai film, i sette libri della saga, uno per stagione: nel Regno Unito sono aperti i casting per i tre protagonisti bambini, mentre l’iconico Silente sembra destinato a Mark Rylance.
