La serie : Ecco a voi i Chippendales (Welcome to Chippendales), 2022. Creata da : Robert Siegel. Cast: Kumail Nanjiani, Murray Bartlett, Annaleigh Ashford, Juliette Lewis.
Genere: drammatico, thriller. Durata: 45 minuti ca./8 episodi. Dove l’abbiamo visto: su Disney+ (screener), in lingua originale.
Trama: La vera storia di Somen “Steve” Banerjee, il fondatore del celebre locale di spogliarello maschile Chippendales.
Complice la sezione Star, che ospita – tra le altre cose – molti dei contenuti originali della piattaforma americana Hulu a livello internazionale, Disney+ è in espansione da circa due anni con titoli dal target più adulto. Tra questi anche una nuova miniserie in salsa crime basata su eventi reali, di cui parliamo nella nostra recensione di Ecco a voi i Chippendales. Abbiamo visto in anteprima cinque episodi su otto, tutti disponibili in blocco.
La trama: balli letali

Los Angeles, anni Settanta. Somen “Steve” Banerjee, immigrato di origine indiana, sogna di diventare un imprenditore sulla falsariga del suo idolo Hugh Hefner, e per fare questo decide di lasciare il suo lavoro come impiegato di una stazione di servizio e di aprire un locale di backgammon. Fa la conoscenza di Paul Snider e di sua moglie, una modella di Playboy di nome Dorothy Stratten, e con loro ha l’idea di reinventare la propria attività, dando vita a Chippendales, il primo locale di spogliarello concepito per un pubblico femminile. Dopo la morte della coppia, Steve porta avanti l’iniziativa con l’aiuto del coreografo Nick De Noia, e successivamente si aggiungono altre due persone allo staff: la contabile Irene, con cui Steve intreccerà una relazione, e la costumista Denise, assunta dopo aver dato consigli su come migliorare gli indumenti degli spogliarellisti.
Il cast: quartetto d’eccezione

Steve ha il volto di Kumail Nanjiani, in un insolito ruolo tendente al negativo dopo anni di interpretazioni per lo più comiche e il recente ingresso nel Marvel Cinematic Universe nei panni del supereroe alieno Kingo. Gli altri tre membri del cast principale sono l’attore australiano Murray Bartlett, premiato con l’Emmy per il ruolo di Armond in The White Lotus e a breve in The Last of Us nei panni di Frank, che qui interpreta Nick De Noia; Annaleigh Ashford, attrice teatrale che ha anche recitato in Masters of Sex e due stagioni di American Crime Story, interpreta Irene; e Juliette Lewis, da una decina d’anni più attiva sul piccolo schermo, nei panni di Denise. Nel primo episodio appaiono come guest star Dan Stevens e Nicola Peltz (la figlia di Mark Wahlberg nei film dei Transformers), rispettivamente nei ruoli di Paul Snider e Dorothy Stratten.
(Semi)nudi alla meta

È la seconda volta che lo sceneggiatore Robert Siegel porta sul piccolo schermo, per Hulu, una storia vera con elementi di sesso, scandalo e crimine, dopo aver firmato nel 2021 la miniserie Pam & Tommy sulla vicenda del video porno di Pamela Anderson e Tommy Lee. Coadiuvato da Matt Shakman (WandaVision) come regista dei primi due episodi e creatore dell’identità visiva dello show, ci trasporta in un mondo seducente e al contempo grottesco, ben riassunto nella sequenza dei titoli di testa dove le due realtà sono sottilmente coesistenti (anche senza conoscere tutti i dettagli della storia vera, è facile intuire dove andrà a parare la miniserie). Le evoluzioni drammatiche sono sempre dietro l’angolo, come illustra benissimo il primo episodio con l’improvvisa uscita di scena di chi, in un contesto di finzione, sarebbe lecito includere tra i protagonisti fissi (ed è ammirevole il pudore con cui lo show tratta la storia di Snider e Stratton, quasi a voler indicare che la parte scabrosa non è ancora iniziata).
Un caso da divorare

Laddove la politica di distribuzione di Disney+ prevede, nella maggior parte dei casi, la cadenza settimanale, con gli episodi centellinati al fine di preservare i vari titoli nelle conversazioni culturali di giorno in giorno, per alcune produzioni, soprattutto documentarie o proveniente dal catalogo Hulu, rimane in vigore il principio del bingewatching, ormai abbastanza desueto al di fuori del contesto di Netflix (e, in parte, Amazon Prime Video). La storia dei Chippendales rientra nella seconda categoria, ma ciò non è indice di una cura inferiore sul piano strutturale come può accadere con serie concepite direttamente per la visione in blocco (anche perché su Hulu, dove lo show è arrivato con qualche mese di anticipo rispetto all’uscita europea, la distribuzione è stata settimanale). Anzi, ogni episodio mette a nudo un aspetto diverso del perverso legame a doppio filo tra divertimento goliardico e istinti criminali, con la progressiva evoluzione del business e del rapporto tossico tra i quattro protagonisti, regalando al pubblico quasi otto ore di torbido intrattenimento sul lato oscuro del mondo dello spettacolo.
La recensione in breve
La sordida vicenda della nascita di Chippendales è materia prima ottima per una miniserie coinvolgente sul lato oscuro dello show business negli anni Settanta e Ottanta.
- Voto CinemaSerieTV
