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Home » TV » TV News » Dopo le frasi su Charlie Kirk e Trump, sospeso lo show di Jimmy Kimmel: “commenti offensivi”

Dopo le frasi su Charlie Kirk e Trump, sospeso lo show di Jimmy Kimmel: “commenti offensivi”

La decisione è arrivata dopo la pressione di Nexstar, uno dei più grandi proprietari di stazioni affiliate ad ABC, che ha minacciato il boicottaggio del programma.
Simone FrigerioDi Simone Frigerio18 Settembre 2025
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Jimmy Kimmel e Charlie Kirk
Jimmy Kimmel e Charlie Kirk
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Terremoto nella seconda serata della tv americana dei talk show: ABC ha annunciato, mercoledì 17 settembre la sospensione “a tempo indeterminato” del popolare Jimmy Kimmel Live!, dopo che i commenti in diretta del conduttore sul recente omicidio di Charlie Kirk avevano scatenato una vera rivolta tra le stazioni affiliate. (Ricordiamo infatti che i canali nazionali USA vengono diffusi su tutto il continente attraverso contratti di licenza con emittenti regionali o statali).

Nexstar, colosso che possiede decine di stazioni locali legate ad ABC, ha deciso di interrompere immediatamente la messa in onda del programma, sostenendo che le parole di Kimmel sono da ritenersi “offensive e insensibili” in un momento delicato per il dibattito politico. Ciò ha forzato Disney, proprietaria di ABC, network su cui va in onda la trasmissione, a fermare Kimmel.

Il monologo incriminato risale a lunedì sera, quando Kimmel aveva accusato la “MAGA gang” di voler strumentalizzare l’assassinio di Kirk per fini politici, ironizzando anche sulla reazione di Donald Trump che, interpellato sulla vicenda, aveva divagato parlando della costruzione di una nuova sala da ballo alla Casa Bianca.

«Abbiamo toccato ancora di più il fondo lo scorso fine settimana, con la gang MAGA che cercava disperatamente di dipingere questo ragazzo che ha ucciso Charlie Kirk come qualcosa di assolutamente diverso da uno di loro, facendo di tutto per ricavarne vantaggi politici. […] Trump parla della nuova sala da ballo? Sembra un bambino di quattro anni a cui è appena morto un pesciolino rosso!”»

L’intervento ha generato forti polemiche: Brendan Carr, presidente della Federal Communications Commission, intervistato da FOX News, ha minacciato di prendere provvedimenti contro le emittenti che avessero continuato a trasmettere il programma, parlando di “possibile revoca delle licenze” per chi diffonde contenuti percepiti come distorsioni dell’informazione.

«I late show..,. qualcosa è andato davvero storto nei late show. Sono passati dal cercare l’applauso, dalle battute che facevano ridere a quelle che servono solo a ottenere consensi. Sono passati dall’essere giullari di corte, che prendevano in giro chiunque fosse al potere, a diventare chierici di corte che impongono un’ideologia politica molto ristretta.»

A pesare sulla scelta di Nexstar non c’è però solo la pressione politica: il gruppo è infatti nel pieno di una maxi-operazione da 6,2 miliardi di dollari per acquisire Tegna, altra grande società di stazioni televisive, un affare che richiede il via libera proprio della FCC. Non sorprende quindi che Nexstar abbia scelto di evitare scontri con l’Authority, ribadendo che “lasciare spazio a Kimmel non serve in questo momento all’interesse pubblico”. Citiamo da THR

«I commenti del signor Kimmel sulla morte del signor Kirk sono offensivi e insensibili in un momento critico per il nostro dibattito politico nazionale, e non crediamo che riflettano lo spettro di opinioni, punti di vista o valori delle comunità locali in cui operiamo. Continuare a dare al signor Kimmel una piattaforma televisiva nelle comunità che serviamo non è semplicemente nell’interesse pubblico in questo momento, e abbiamo preso la difficile decisione di sospendere la messa in onda del suo show, nel tentativo di lasciare che gli animi si raffreddino mentre ci avviamo verso la ripresa di un dialogo rispettoso e costruttivo.»
Andrew Alford, presidente della divisione broadcasting di Nexstar

Kimmel, dal canto suo, non ha comunque mai avuto intenzione di fare marcia indietro: secondo fonti vicine al programma, riportate da Deadline, il comico era pronto a spiegare meglio le sue parole, ma non a presentare delle scuse, convinto che le sue frasi fossero state estrapolate dal contesto. Intanto, la sospensione dello show, avvenuta a seguito di una telefonata della dirigente Dana Walden su mandato di Bob Iger, rischia di avere conseguenze economiche notevoli: nel 2024, Jimmy Kimmel Live! aveva generato circa 76,6 milioni di dollari in pubblicità per ABC.

Jimmy Kimmel con la felpa di Ken
Jimmy Kimmel con la felpa di Ken (fonte: Instagram Jimmy Kimmel)

La mossa di Disney-ABC non è un caso isolato: nel passato altre figure televisive hanno pagato caro il prezzo di dichiarazioni controverse. Bill Maher, ad esempio, nel 2002 perse il suo programma Politically Incorrect dopo aver definito “codarda” la politica estera americana all’indomani dell’11 settembre. In questo clima di tensione, con le aziende televisive sempre più caute e il governo pronto a intervenire, il futuro della satira politica in prima serata appare più incerto che mai.

La morte di Kirk continua a suscitare reazioni contrastanti. L’attrice Jamie Lee Curtis, ad esempio, pur commossa dalla tragedia, ha ribadito il suo disaccordo con Kirk. Michael Keaton ha sottolineato l’ironia per la quale l’attivista di destra sia stato ucciso con una pistola. In Italia il dibattito ha coinvolto Selvaggia Lucarelli e Roberto Saviano in critiche a distanza e Fedez, con un commento controverso.

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