Il film: Una notte a New York (Daddio), 2023. Regia: Christy Hall. Cast: Dakota Johnson, Sean Penn. Genere: drammatico. Durata: 101 minuti. Dove l’abbiamo visto: al cinema, in anteprima stampa, in lingua originale.
Trama: Una giovane donna conversa con il tassista che la porta a casa dall’aeroporto.
A chi è consigliato? Agli ammiratori dei due attori protagonisti.
Christy Hall è meglio nota come sceneggiatrice, avendo co-creato per Netflix la serie I Am Not Okay With This e poi firmato il copione di It Ends With Us – Siamo noi a dire basta (di cui trovate la nostra recensione), film il cui successo – e annesso scandalo sui disaccordi sul set – rischia di oscurare il percorso di un lungometraggio che è stato girato prima (e presentato ai festival di Telluride e Toronto nel settembre del 2023) ma per una serie di strategie distributive esce in sala dopo, per lo meno fuori dagli Stati Uniti: parliamo dell’esordio registico di Hall, un lavoro ammirevolmente minimalista, oggetto di questa recensione di Una notte a New York.
La strada verso casa

Aeroporto JFK, New York. Una giovane donna tornata nella Grande Mela dopo aver visitato dei parenti prende un taxi per tornare a Manhattan. Nel corso del viaggio, quando non è al telefono per leggere i messaggi di uno spasimante, si ritrova a conversare con il tassista, Clark, e il tragitto dall’aeroporto all’appartamento della donna si trasforma in luogo privilegiato per una conversazione onesta e umana sulle vite dei due interlocutori, legati dalla solitudine nella notte newyorkese.
Storia a due

Escluso il terzo incomodo telefonico, presente solo tramite il testo dei messaggi che invia alla protagonista femminile, l’intero film gioca sull’interazione fra due attori: Dakota Johnson e Sean Penn. La prima, anche produttrice, coglie l’occasione per dimostrare che le sue doti recitative sono molto più efficaci quando sono al servizio di un progetto più piccolo, intimo, ben scritto e non dominato da mentalità da franchise e/o effetti speciali di vario genere (vedi, per esempio, alla voce Madame Web); il secondo, più misurato del solito, si concede un ritorno a un ruolo vulnerabile, lontano dalle figure eccentriche che ha più volte incarnato negli anni, quasi una sorta di tabula rasa dopo l’egocentrismo debordante di progetti come Superpower (documentario dove lui si pone al centro di quello che doveva essere un ritratto dell’Ucraina di Zelenskyy prima dell’invasione da parte della Russia nel 2022).
Una notte tranquilla

È un film verosimile e artefatto al tempo stesso, con gli esterni girati in loco e tutto il resto in un teatro di posa, dove gli attori erano seduti dentro il taxi e intorno a esso il tragitto da JFK a Hell’s Kitchen – geograficamente corretto, sostiene la regista quando intervistata sull’argomento – veniva proiettato su appositi schermi LED in tempo reale, la stessa tecnologia solitamente applicata per produzioni di fantascienza come The Mandalorian.
Una scelta dettata da esigenze produttive (il budget rendeva difficile girare per due settimane in mezzo alle vere strade della Grande Mela), che però cattura anche una certa essenza del cinema, con una storia intima raccontata tramite mezzi tipici di progetti con ambizioni ben più epiche. Non uscendo quasi mai dal veicolo, di cui cattura perfettamente il paradosso (lui si muove ma noi abbiamo l’impressione di stare fermi), Hall si affida alla scorrevolezza e naturalezza dei propri dialoghi (non sorprenderà sapere che il copione nasce in un contesto teatrale), che in bocca a due attori che sono vecchi amici nella vita acquisiscono quel sapore di chiacchiera apparentemente frivola sotto la quale si cela un nesso umano molto avvincente.
La recensione in breve
Dakota Johnson e Sean Penn elevano un copione simpatico ma elementare, aggiungendo brandelli di vita a un racconto volutamente semplice.
Pro
- Dakota Johnson e Sean Penn sono perfetti insieme
- I dialoghi scorrono con grande naturalezza
Contro
- La semplicità estrema della trama potrebbe deludere chi preferisce atmosfere più dense
- Voto CinemaSerieTV
