La terza stagione di Monster – La storia di Ed Gein, creata da Ryan Murphy, non si limita a ricostruire la vicenda del famigerato assassino del Wisconsin, ma intreccia la realtà con la finzione cinematografica, rendendo omaggio ad alcuni capisaldi del genere horror e thriller. Nei suoi otto episodi, la serie dissemina riferimenti più o meno evidenti a film che da Gein trassero ispirazione o che ne condividono l’immaginario: da Il silenzio degli innocenti a Psycho. Tuttavia vi sono anche citazioni ad altri film come Halloween e La signora ammazzatutti di John Waters. Un mosaico di citazioni – non solo metacinematografiche – che trasforma la serie in un viaggio dentro la storia del cinema dell’orrore, tra echi visivi, battute e rimandi metacinematografici.
Il silenzio degli innocenti

Il silenzio degli innocenti, thriller del 1991 premiato con cinque Oscar, viene citato più volte nel corso di Monster – La storia di Ed Gein, in maniera esplicita ma anche con rimandi più sottili. Come spiegato in precedenza, uno dei personaggi del film di Jonathan Demme, Buffalo Bill, è ispirato in parte a Ed Gein e ad altri serial killer. Nella serie, il personaggio appare in una scena metacinematografica del settimo episodio, mentre gira la sequenza in cui si trucca e indossa parrucca e kimono.
A nostro avviso, i riferimenti al film con Jodie Foster e Anthony Hopkins si trovano anche nelle falene che svolazzano nella casa di Gein, che ricordano le “sfingi testa di morto” che Buffalo Bill inserisce nella bocca delle sue vittime. Un insetto dal disegno inconfondibile sul dorso, che compariva anche nel poster e nel materiale promozionale del film. Altri richiami più sottili a Il silenzio degli innocenti si notano in alcune inquadrature di Gein, che richiamano quelle di Hopkins, con lo stesso sguardo fisso in camera.
Psycho

Le riprese di Psycho e le vicissitudini del suo protagonista, Anthony Perkins, sono parte integrante della narrazione di questa terza stagione di Monster. Il capolavoro di Alfred Hitchcock del 1960 è infatti ispirato in parte a Ed Gein, almeno per quanto riguarda il personaggio di Norman Bates. Come Gein, Bates tiene un cadavere mummificato in casa ed è dominato dall’influenza ossessiva della madre, una donna dispotica e bigotta, tanto da arrivare ad assumere la sua personalità.
Come spiegato anche nel nostro approfondimento su cosa c’è di vero in Monster 3, la serie mette a confronto la sessualità di Perkins e quella di Gein in un gioco di specchi continuo. Le citazioni di Psycho sono numerose: una su tutte è la celebre battuta “Lei non farebbe male neppure a una mosca”, pronunciata nel finale del film e ripetuta più volte nella serie, anche dal personaggio di Ilse Koch.
Nel terzo episodio, la scena in cui la fidanzata di Gein, Adeline, entra nella stanza della madre e la chiama “Signora Gein?” – senza sapere che quello seduto di spalle è in realtà un cadavere – cita direttamente la sequenza conclusiva di Psycho, quando Lila (Vera Miles) scopre la mummia della signora Bates. Una delle scene più iconiche del film di Hitchcock, seconda solo a quella della doccia.
A proposito di Psycho, la serie rielabora in modo fantasioso anche la realizzazione del film: il Motel Bates, per esempio, non fu mai costruito a somiglianza della casa di Ed Gein, con le teste rimpicciolite e gli oggetti macabri rinvenuti nella sua fattoria.
Halloween – La notte delle streghe

Halloween – La notte delle streghe, capostipite della saga horror con il serial killer mascherato Michael Myers, viene citato più volte. In particolare, nel terzo episodio c’è una scena in cui una babysitter guarda dalla finestra e vede Ed Gein che la osserva dal giardino: un chiaro rimando alla sequenza di Halloween in cui Laurie Strode (Jamie Lee Curtis) nota Michael Myers che la fissa dall’esterno, mentre lei è in camera sua.
La citazione non sorprende, perché il film di John Carpenter è legato a doppio filo con Psycho: la protagonista è infatti la figlia di Janet Leigh, l’attrice che Hitchcock rese immortale nella scena della doccia.
A proposito, Jamie Lee Curtis è stata una babysitter solo per finzione, ma il vero Ed Gein si occupò effettivamente dei figli dei suoi vicini di casa.
La signora ammazzatutti

Nella scena in cui Ed Gein, ormai anziano e internato in un istituto psichiatrico, riceve una lettera da Richard Speck con allegate alcune foto audaci (Speck aveva seni femminili dovuti a una terapia ormonale), Monster richiama un momento analogo di La signora ammazzatutti di John Waters. Nel film, il marito del personaggio di Kathleen Turner scopre una foto autografata di Speck nascosta sotto il letto: in quel caso, però, l’immagine mostra il fisico scolpito del killer, non i seni.
Non aprite quella porta

Come è noto, anche Non aprite quella porta di Tobe Hooper trae ispirazione da Ed Gein, soprattutto per la figura di Leatherface, il serial killer che indossa una maschera di pelle umana. Nella terza stagione di Monster, il film viene citato più volte, non solo a livello metacinematografico ma anche nelle situazioni: in alcune scene, come quelle ambientate nel manicomio o al cimitero, Gein impugna una sega elettrica, proprio come farebbe Leatherface. In generale, il richiamo alle seghe elettriche è frequente: si vedono anche all’entrata del negozio della Worden, una delle vittime di Gein.
A proposito di Monster, al link che segue vi sveliamo tante curiosità sulla seconda stagione incentrata sui fratelli Menendez.
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