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Home » Film » Recensioni film » Il teorema di Margherita, la recensione: la rivincita calcolata

Il teorema di Margherita, la recensione: la rivincita calcolata

La recensione de Il teorema di Margherita, l’opera terza della regista franco-svedese Anna Novion, con Ella Rumpf.
Max BorgDi Max Borg29 Marzo 2024Aggiornato:29 Marzo 2024
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Una scena de Il teorema di Margherita
Ella Rumpf ne Il teorema di Margherita (Wanted Cinema)
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Il film: Il teorema di Margherita (Le Théorème de Marguerite), 2023. Regia: Anna Novion. Cast: Ella Rumpf, Jean-Pierre Darroussin, Clotilde Courau, Julien Frison.
Genere: drammatico. Durata: 112 minuti. Dove l’abbiamo visto: al cinema, in lingua originale.
Trama: Marguerite, giovane matematica di talento, va incontro a una crisi esistenziale quando il lavoro fatto per la tesi viene messo in discussione.


Dopo due film incentrati sulle sue radici nordiche (ha la doppia cittadinanza francese e svedese), la regista Anna Novion ha cambiato approccio per il suo terzo lungometraggio, presentato al Festival di Cannes nella sezione non competitiva Séances Spéciales e poi accolto positivamente in sala e durante la stagione dei premi, con riconoscimenti importanti in Francia e nell’altro paese di produzione, la Svizzera (le riprese si sono parzialmente svolte all’Università di Losanna). Ed è di questo terzo film, ambientato nel contesto accademico, che parliamo nella nostra recensione de Il teorema di Margherita.

Le cifre sbagliate

Una scena de Il teorema di Margherita
Ella Rumpf e Julien Frison ne Il teorema di Margherita (Wanted Cinema)

La giovane Marguerite è l’unica femmina in una classe universitaria interamente al maschile all’École Normale Supérieure (ENS), una delle più prestigiose istituzioni francesi. Appassionata di matematica, materia per cui è molto portata, sta lavorando alla sua tesi di dottorato, sulla congettura di Goldbach (uno dei più vecchi e noti problemi irrisolti nella teoria dei numeri), sotto la direzione del professore Laurent Werner. Questi ha accettato di supervisionare un altro dottorando, Lucas Savelli, arrivato a Parigi dall’Università di Oxford.

Quando Marguerite presenta i suoi ragionamenti in pubblico, Lucas fa notare un errore che rende nullo tutto il lavoro. A quel punto, Werner suggerisce alla ragazza di cambiare argomento per la tesi, e di lavorarci senza di lui. Marguerite decide invece di abbandonare per sempre il mondo della matematica, ma il desiderio di rivalsa nei confronti della congettura e del professore è troppo forte, soprattutto quando i calcoli continuano a far parte della sua vita, anche in maniera non strettamente legale (per pagare l’affitto partecipa a tornei clandestini di mahjong)…

Ella è arrivata

Una scena de Il teorema di Margherita
Jean-Pierre Darroussin ed Ella Rumpf ne Il teorema di Margherita (Wanted Cinema)

Sin dal debutto a Cannes il film si è fatto notare per la prestazione dell’attrice principale Ella Rumpf, giovane talento franco-elvetico che dal 2013 (quando aveva appena diciotto anni) si fa notare in produzioni di lingua francese e tedesca (tra le sue interpretazioni più note quella nei panni della cannibale Alexia in Raw – Una cruda verità di Julia Ducournau). Lei conferisce a Marguerite umanità e spirito ossessivo, con un’intensità che le è valso prima il César come miglior attrice emergente in Francia e successivamente il Quartz come migliore attrice protagonista in Svizzera. Alla sua ambizione giovanile si contrappone la freddezza accademica del sempre ottimo Jean-Pierre Darroussin, compagno di Anna Novion nella vita e uno dei migliori caratteristi del cinema transalpino. Lucas ha il volto di un altro attore in ascesa, il belga Julien Frison, recentemente apparso nel dittico dei tre moschettieri (D’Artagnan e Milady) nel ruolo di Gastone d’Orléans, il fratello di Luigi XIII.

La passione tra le congetture

Una scena de Il teorema di Margherita
Ella Rumpf ne Il teorema di Margherita (Wanted Cinema)

Per la realizzazione del progetto, Novion si è avvalsa della consulenza di una vera matematica, che ha scritto tutte le equazioni mostrate sulle lavagne (e nel mentre si è portata avanti sulle proprie ricerche legate alla congettura di Goldbach), ed è proprio la componente accademica quella più interessante, quella dove un argomento non necessariamente molto cinematografico si trasforma in thriller esistenziale e ogni cifra è avatar di tensione e stress. Un esercizio di introspezione calcolata e al contempo passionale che è elevato dalla performance di Rumpf, potentissima quando l’attrice deve dare vita alle insicurezze di Marguerite, un po’ meno quando la pellicola va in direzioni più scontate (le partite clandestine sono piuttosto insipide), ma comunque un efficace perno emotivo all’interno di un progetto a volte troppo studiato a tavolino, ma per certi versi affascinante anche per questo.

La recensione in breve

7.0 Matematico

Al netto di qualche scorciatoia narrativa, l'opera terza di Anna Novino intriga per il suo uso della matematica e per la performance dell'attrice Ella Rumpf.

  • Voto CinemaSerieTV 7.0
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