Nel giugno del 1965 Carlo Verdone, allora adolescente, ebbe la fortuna di assistere a un evento destinato a entrare nella storia della musica: il concerto dei Beatles al Teatro Adriano di Roma. Vi andò insieme al padre Mario Verdone, noto critico e professore universitario, e si trovò testimone diretto di una serata irripetibile. Tra i presenti, anche Anna Magnani. Ma, come racconta oggi l’attore e regista, la grande attrice non sembrava particolarmente colpita dallo show.
A Repubblica, Verdone ha raccontato:
“Anna Magnani arriva in ritardo, col figlio Luca. Me la indica papà. La vedo mentre cerca il posto, laterale, nel caos. Mi colpisce il suo sguardo durante il concerto: non guarda lo show ma, con aria schifata, osserva quel mondo di ragazzine che urlano come ossesse. Un mondo che non capisce. Il concerto è meraviglioso, anche se si sente poco per via delle urla, però… stai vedendo i Beatles. È un crescendo di emozioni, anche se sappiamo che durerà solo 40 minuti. E che i quattro guadagnano 40 milioni di lire: uno al minuto. All’epoca ci sembrava una cifra enorme”.
In una precedente intervista, Verdone aveva anche rivelato un aneddoto legato a quella visione ravvicinata di Magnani: anni dopo, quando la incontrò al Centro Sperimentale di Cinematografia, fu tentato di chiederle un autografo, ma non ebbe il coraggio. “Provavo troppa soggezione”, disse.

Anna Magnani è morta nel 1973, a causa di un tumore al pancreas. Aveva 65 anni. Lasciò il figlio Luca, che oggi ha 82 anni. In vita fu legata sentimentalmente al regista Roberto Rossellini, ma la loro relazione terminò quando lui si innamorò di Ingrid Bergman, che sarebbe diventata sua moglie.
Nel suo racconto su Repubblica, Verdone ha anche ricordato un momento di tensione durante il concerto: “Un fan salì sul palco e tentò di rubare il berretto a John Lennon. Lui si spaventò, buttò la chitarra e scappò. Anche gli altri tre lo seguirono. La canzone rimase a metà.” Un episodio che oggi suona sinistro se si pensa che, quindici anni dopo, Lennon sarebbe stato ucciso a New York proprio da un fan squilibrato, Mark David Chapman.
Ma il motivo per cui Verdone era a quel concerto ha un retrogusto ancora più surreale: era stato bocciato al liceo, dopo un gesto impulsivo nei confronti di una professoressa.
“Lei mi sequestrò il libro che stavo guardando durante la sua lezione, un’antologia di letteratura costosa e voluminosa, i miei avevano faticato per comprarmelo. Così, quando lei me lo prese, ebbi una reazione strana. Io, che sono una persona pacifica, presi un altro tomo e glielo lanciai”
Nonostante la delusione e l’imbarazzo per quella bocciatura, il padre Mario decise comunque di portarlo al concerto: “Riteneva che fosse un evento importante, dal punto di vista sociale e culturale”, dice Verdone.

