La serie: Wonder Man, 2025. Creata da: Andrew Guest . Cast: Yahya Abdul-Mateen II, Demetrius Grosse, Ben Kingsley, Arian Moayed. Genere: Supereroi, azione. Durata: 8 episodi/30 minuti circa. Dove l’abbiamo visto: su Disney+.
Trama: Simon Williams è un attore in difficoltà che sogna una nuova occasione proprio mentre nasconde un segreto scomodo: possiede dei superpoteri. Quando scopre che è in lavorazione un remake di Wonder Man, stringe un rapporto ambiguo con Trevor Slattery, tra aspirazioni artistiche, identità nascoste e un’Hollywood poco pronta ad accettare chi è diverso.
A chi è consigliato? Simon Williams è un attore in difficoltà che sogna una nuova occasione proprio mentre nasconde un segreto scomodo: possiede dei superpoteri. Quando scopre che è in lavorazione un remake di Wonder Man, stringe un rapporto ambiguo con Trevor Slattery, tra aspirazioni artistiche, identità nascoste e un’Hollywood poco pronta ad accettare chi è diverso.
Per la seconda volta, dopo Echo, arriva su Disney+ un progetto seriale della Casa delle Idee con l’etichetta Marvel Spotlight. Una dicitura, quest’ultima, introdotta soprattutto per rassicurare chi trovasse eccessiva la mole di progetti da seguire all’interno del Marvel Cinematic Universe: se c’è il logo Spotlight all’inizio, vuol dire che abbiamo a che fare con una storia autoconclusiva, che non richiede alcuna conoscenza pregressa degli eventi del MCU e non avrà nessun impatto diretto sulla trama orizzontale della Saga di turno (in questo caso quella legata al Multiverso). Eppure, forse proprio i fan di vecchia data si divertiranno maggiormente con uno dei dettagli satirici dello show di cui si parla in questa recensione di Wonder Man, vale a dire l’idea che il pubblico si sarebbe stancato dei supereroi sullo schermo.
Il potere della recitazione

Simon Williams è un attore di scarso successo che è appena stato licenziato dalla serie American Horror Story, dove aveva un ruolo ricorrente. Mollato anche dalla compagna, è in cerca di nuove opportunità lavorative quando fa la conoscenza di Trevor Slattery, ora libero di lavorare dopo essere stato in prigione per aver impersonato il Mandarino alcuni anni addietro, e tramite lui scopre che è in produzione un remake di Wonder Man, che nel contesto del MCU è un film di supereroi realizzato negli anni Ottanta. È anche uno dei film preferiti in assoluto di Simon, che vuole a tutti i costi recitare nel progetto. Trevor accetta di dargli una mano, ma nessuno dei due è totalmente sincero con l’altro: Simon è dotato di superpoteri, il che lo rende impossibile da assumere a Hollywood se la cosa dovesse diventare pubblica, mentre Trevor sta spiando il collega per conto dell’agenzia Damage Control, che già sospetta che il signor Williams abbia qualcosa da nascondere…
Un dinamico duo
Dopo essere stato alcune volte dall’altro lato della barricata in casa DC (con Aquaman e il suo sequel, e la serie Watchmen), Yahya Abdul-Mateen II esordisce nel mondo Marvel nei panni di Simon Williams, un personaggio che gli consente di esplorare, con il giusto misto di humour e introspezione, che cosa significhi esattamente essere un attore (con annesso sottotesto sulla discriminazione che approfondisce ulteriormente come le persone comuni nel MCU vedono gli individui con superpoteri, elemento che potrebbe porre le basi per l’atteso debutto degli X-Men tra qualche anno). Al suo fianco, nuovamente nel ruolo di Trevor, uno strepitoso Ben Kingsley che mette allegramente alla berlina la propria immagine di attore serioso (è noto che si scaldi nelle interviste se non lo si chiama correttamente con il titolo nobiliare) con quella che, al netto della controversia che suscitò tra i puristi dei fumetti nel 2013, rimane una delle trovate umoristiche più belle del franchise Marvel. Spassoso anche Zlatko Buric, attore danese di origine croata (era il presidente della Boravia nel recente Superman di James Gunn), che qui interpreta l’improbabile regista – in quanto autore europeo poco mainstream – assunto per girare Wonder Man.
Una storia a sé

Come già detto in apertura, questa è una serie con il marchio Marvel Spotlight, quindi scollegata da tutto ciò che riguarda le dimensioni parallele, Kang il Conquistatore, il prossimo ingresso del Dottor Destino, eccetera. Un dettaglio che è utile ribadire poiché, nonostante quasi tutti i prodotti del MCU siano fruibili senza particolari conoscenze pregresse (a parte i due più recenti film degli Avengers, il titolo col maggior numero di “compiti a casa” per essere apprezzato appieno era Deadpool & Wolverine), rimane il mito dell’universo ormai così vasto da essere quasi inavvicinabile per i neofiti. Un mito che rende ancora più godibile l’avventura di Simon e Trevor, un microcosmo che funzionerebbe anche senza far parte del franchise proprio per il suo essere disposto a prendersi gioco della nozione che gli eroi in costume abbiano un po’ rotto le scatole. Niente battaglie cosmiche, niente gadget assurdi, niente antagonisti con piani di dominio mondiale. Solo due amici che vogliono recitare, nel contesto di uno show che vuole soprattutto raccontare la loro storia, dall’inizio alla fine, senza perdersi in digressioni che potrebbero diventare puro fan service. Per tutto il resto, ci sono gli Avengers a fine anno.
La recensione in breve
La nuova miniserie prodotta dalla Marvel dà al franchise una bella iniezione di energia, ritrovando la gioia di raccontare una storia senza appesantirla con rimandi a eventi futuri.
PRO
- Yahya Abdul-Mateen II e Ben Kingsley sono un duo formidabile
- La satira hollywoodiana è molto centrata e pertinente
- L'arco narrativo principale è solido e ben sviluppato lungo tutti gli episodi
CONTRO
- La serie deluderà chi si aspetta soprattutto i collegamenti con gli altri titoli Marvel
- Voto CinemaSerieTV
