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Home » Film » News cinema e film » La zona d’interesse, il produttore è “in disaccordo” con il discorso di Glazer agli Oscar

La zona d’interesse, il produttore è “in disaccordo” con il discorso di Glazer agli Oscar

Il produttore de La zona d'interesse ha espresso parole poco concilianti con il controverso discorso di ringraziamente di Jonathan Glazer agli Oscar 2024.
Simone FabrizianiDi Simone Fabriziani15 Marzo 2024
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Jonathan Glazer
Il regista Jonathan Glazer agli Oscar 2024 - fonte: ABC
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Danny Cohen, produttore esecutivo del film La zona d’interesse, ha espresso disappunto e fermo disaccordo rispetto alle controverse parole del regista Jonathan Glazer sul palco degli Oscar 2024. In sostanza, Cohen ha dichiarato pochi giorni dopo la cerimonia dei premi di Hollywood non solo che non concorda con le idee espresse dal regista premio Oscar sul parallelismo tra l’Olocauso raccontato nel film e la situazione attuale a Gaza, ma che molti membri della comunità ebraica gli hanno confidato che le parole di Glazer hanno riaperto una ferita nella loro storia etnica nonostante La zona d’interesse sia un capolavoro sulla Shoah al cinema.

La zona d'interesse
Una scena del film vincitore dell’Oscar – fonte: A24

Quando il regista Jonathan Glazer è salito sul palco degli Oscar 2024 per ritirare la statuetta assegnata a La zona d’interesse nella categoria del miglior film internazionale, ha scatenato polemiche e controversie dopo queste parole appuntate su un foglio: “In questo momento siamo qui sul palco come uomini che rifiutano la loro ebraicità e che l’Olocausto venga derubato da un’occupazione che ha portato al conflitto così tante persone innocenti.” Un discorso di ringraziamento che ha scatenato l’ira della comunità ebraica di tutto il mondo, intimando al regista e sceneggiatore del film di vergognarsi per aver paragonato l’Olocausto alla situazione di gravità geopolitica tra Israele e Palestina.

Per questo motivo Danny Cohen, produttore esecutivo del film, ha raccontato nel corso di una sua ospitata al podcast Unholy, di essere stato il primo del team del film a volersi allontanare dalle parole controverse di Glazer: “È davvero importante riconoscere che molte persone si sentano sconvolte e arrabbiate per questo. E francamente capisco quella rabbia […] Sono fondamentalmente in disaccordo con Jonathan su ciò che ha detto agli Oscar.”

Ovviamente, Danny Cohen ha spiegato in dettaglio su cosa non concorda con le idee un po’ provocatorie del regista: “La guerra in corso è responsabilità di Hamas, un’organizzazione terroristica genocida che continua a detenere e ad abusare dei suoi ostaggi, che non usa i suoi tunnel per proteggere i civili innocenti di Gaza ma li usa per nascondersi e permettere ai palestinesi di morire. Penso che la guerra sia tragica e terribile e che la perdita di vite civili sia terribile, ma per questo biasimo Hamas, nessun altro.”

La zona d'interesse
Sandra Huller in una scena del film – fonte: A24

La zona d’interesse è uno dei film più premiati degli ultimi mesi. Vincitore del Grand Prix della Giuria a Cannes 2023, ha ricevuto cinque nomination agli Oscar e due statuette, quella al miglior film internazionale e al miglior suono. Oggetto di imolte letture ed analisi (qui il significato dell’agghiacciante finale del film), The Zone of Interest è già uno dei lungometraggi dedicati al tema dell’Olocausto più importanti di sempre.

Il film ricostruisce la quotidianità di Rudolf Hoss, comandante di Auschwitz che viveva con la sua famiglia in un’abitazione proprio accanto al campo di concentramento. Oggi la villa di Hoss è abitata e la figura di Hoss continua a far discutere, in Germania. Ad esempio, uno dei nipoti di Rudolf Hoss, Rainer, oggi ha rinnegato quasi tutta la sua famiglia, ma ma non ha mancato di sollevare controversie, in alcuni casi sfociate in procedimenti giudiziari.

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