Dopo l’uscita su Netflix di Monster – la storia di Ed Gein, molti spettatori si sono interessati alla storia di Adeline Watkins, che nella serie è la fidanzata del serial killer. La donna, il cui nome completo era Adelaide Fern Watkins – Adeline era un vezzeggiativo – era nata il 5 gennaio 1907 a Rusk, nel Wisconsin e in un’intervista disse di aver avuto una lunga relazione di vent’anni con Ed Gein, il quale le aveva fatto anche una proposta di matrimonio. Pochi giorni dopo però ritrattò tutto spiegando che sebbene lei e Gein si conoscessero da tempo in realtà si vedevano da meno di un anno e solo in amicizia. La Watkins, di cui non si è saputo altro, dopo il clamore per i delitti, è morta il 10 giugno 1992 all’età di 85 anni e oggi è sepolta nel cimitero di Plainfield, la città dove si svolsero i fatti.

Poco dopo l’arresto di Ed Gein, nel novembre 1957, il Minneapolis Tribune pubblicò un’intervista alla Watkins nella quale la donna veniva descritta come una cinquantenne con la frangetta, i capelli che iniziavano a ingrigire e occhiali dalla montatura di corno. Adeline era nubile e viveva con sua madre Edith Daniels, vedova, in un piccolo appartamento. Raccontò che lei e l’agricoltore accusato di essere “il macellaio di Plainfield” avevano avuto una relazione ventennale basata su interessi comuni come la lettura e i casi di cronaca nera. Sottolineò che Gein era un uomo “buono, gentile e dolce” e sempre disponibile a fare ciò che piaceva a lei, tanto che le sembrava sempre di “approfittarne”.
Disse anche che aveva amato Gein e gli voleva ancora bene ma aggiunse anche che l’ultima volta che si erano visti era stata il 6 febbraio 1955 – quindi quasi tre anni prima – e in quell’occasione Gein le aveva fatto anche una proposta di matrimonio. Una proposta di “poche parole, ma sapevo cosa intendeva” che però Adeline si trovò a rifiutare: “Non perché ci fosse qualcosa di sbagliato in lui. C’era qualcosa che non andava in me. Credo avessi paura di non essere in grado di rispettare ciò che ci si aspettasse da me”. Insomma, il classico “Non sei tu, sono io” ante litteram.
A corroborare le dichiarazioni di Adeline, intervenne anche sua madre, la quale ribadì che Gein era “un uomo carino e gentile” e che quando lui e sua figlia uscivano insieme, la riportava a casa entro le 22.00, come lei esigeva, ed era sempre puntuale.
Il rapporto tra Adeline e Ed – che avevano poco più di un anno di differenza, con Ed che era il più grande – si basava soprattutto sulla loro passione per i libri e per il true crime – anche se allora non si chiamava così.
“Non leggevamo mai gli stessi libri, ma ci faceva piacere parlarne. Eddie amava i libri su leoni e tigri e sull’Africa e l’India. Io non leggo quel tipo di libri”
Poi i due commentavano le notizie di cronaca nera, con Ed Gein che analizzava gli omicidi nel dettaglio argomentando su cosa aveva sbagliato l’assassino e quali errori aveva commesso. “Pensavo fosse interessante” sottolineò Adeline.
Quando decidevano di uscire, andavano al cinema, vicino Wautoma, oppure nei bar tra Plainfield e Wisconsin Rapids anche se la Watkins sottolineò che doveva quasi “trascinare” Ed nei bar, perché lui alla birra preferiva un milkshake.

Poche settimane dopo l’uscita di questo articolo, Adaline Watkins ritrattò tutto, ridimensionando la natura del rapporto che aveva con Gein. La donna, che probabilmente iniziò a vivere con disagio l’attenzione mediatica su di lei, contattò il Plainfield Sun e disse che lei e Ed Gein non erano stati fidanzati e che la loro era stata una semplice amicizia. Gein andava a trovarla a casa e a volte andavano al cinema insieme Ribadì però che Gein era “gentile e tranquillo”
Come riporta The Wrap, nello stesso periodo Adeline rilasciò un’altra intervista con il Stevens Point Journal dicendo che il suo rapporto con Gein era stato raccontato con delle esagerazioni e che la prima intervista conteneva delle dichiarazioni false. Ribadì che lo conosceva da vent’anni ma avevano iniziato a frequentarsi dal 1954 per qualche mese e neanche in maniera così assidua.

Gein morì nel 1984 in un istituto psichiatrico. La sua vicenda ha ispirato liberamente personaggi come Norman Bates in Psycho, Leatherface in Non aprite quella porta e Buffalo Bill ne Il silenzio degli innocenti. Nella serie Monster – La storia di Ed Gein, il suo rapporto con Adaline viene raccontato con ampie libertà narrative. La loro amicizia – o la loro frequentazione – era nota al pubblico, ma la donna non fu convivente di Gein e sua madre apparentemente non ostacolò il loro rapporto. Anche l’età dei protagonisti discorda rispetto agli eventi reali: Charlie Hunnam ha 45 anni ed è vicino all’età di Gein ai tempi del suo arresto, ma Suzanna Son, l’attrice che interpreta Adeline, ha 29 anni, trenta in meno di quanto ne avesse la Watkins all’epoca.
Ricordiamo che la storia di Gein è ambientata nel Wisconsin, lo stesso stato americano che anni dopo sarebbe stato scenario dei delitti di un altro celebre serial killer protagonista di Monster, Jeffrey Dahmer. Qui vi raccontiamo che fine ha fatto il cervello di Jeffrey, dopo la sua morte. Qui invece trovate il profilo psicologico di Dahmer che abbiamo chiesto ad uno psicologo..
Un’altra donna importante nella vita di Gein – almeno nella serie – è la criminale di guerra Ilse Koch, che ebbe quattro figli, uno dei quali le fu portato via in carcere. Al link che segue vi sveliamo cosa c’è di vero nella serie su Ed Gein con un confronto tra finzione e caso di cronaca.
