Autore: Carlotta Deiana

Nata a Bologna nel 1987, è la coordinatrice editoriale e responsabile social di Cinemaserietv.it, che fa parte del network Digital Dreams Srl che Carlotta ha co-fondato. Dopo essersi laureata nel 2013 in Archeologia e Culture del Mondo Antico presso l'Università degli Studi di Bologna e lavorato in quell'ambito all'estero per qualche anno, torna in Italia per perseguire la sue seconda passione, quella per il cinema e le serie TV, che ha coltivato sin da piccola anche grazie ai genitori amanti del genere horror. Nel 2019 ha frequentato un Master di Comunicazione all'Università degli Studi Roma Tre, finalizzato ad approfondire le sue coscienze sul mondo dei social media e della comunicazione digitale. Negli ultimi cinque anni ha collaborato attivamente con Movieplayer.it come editor e redattrice, per poi co-fondare dei progetti editoriali tutti suoi sotto il network di Digital Dreams Srl.

L’idea alla base di Sheep in the Box è immediatamente disturbante e affascinante: una coppia distrutta dalla morte del figlio decide di accogliere in casa una replica umanoide del bambino, creata grazie all’intelligenza artificiale. È una premessa che potrebbe aprire riflessioni profonde sul lutto, sulla memoria, sull’elaborazione del dolore e sul bisogno disperato di trattenere chi non c’è più. Ma il problema principale del film è proprio questo: sembra non sapere mai davvero cosa fare del proprio concept. Kore-eda evita quasi completamente le implicazioni più inquietanti della storia e sceglie invece una strada molto più morbida, rassicurante e sentimentale. Il…

Continua a leggere

El ser querido (The Beloved) parte come un film sul cinema, ma diventa presto qualcosa di molto più doloroso: un racconto su genitori e figli, e su quanto chi ci è capitato come padre o madre possa influenzare il corso della nostra vita. Al centro c’è Esteban, regista celebrato e vincitore di premi importanti, che dopo anni di distanza decide di richiamare nella propria vita Emilia, la figlia avuta da una precedente relazione. Il pretesto è offrirle il ruolo principale nel suo nuovo film, un’opera ambientata negli anni Trenta sul passato coloniale spagnolo nel Sahara occidentale. Ma è chiaro fin…

Continua a leggere

L’adattamento televisivo di Off Campus parte dalla struttura narrativa creata da Elle Kennedy, ma sceglie fin da subito di allontanarsi dal modello dei romanzi per costruire qualcosa di più adatto al linguaggio seriale. Nei libri ogni volume segue principalmente una coppia diversa, lasciando che gli altri personaggi restino sullo sfondo fino al loro momento centrale nella saga. La serie TV, invece, prova a sviluppare contemporaneamente più relazioni e più archi narrativi, trasformando Briar University in un universo condiviso dove tutti i protagonisti hanno spazio fin dalla prima stagione. Questo approccio cambia completamente il ritmo della storia. Nei romanzi la crescita…

Continua a leggere

Pochissimi registi contemporanei sanno filmare il dialogo come Ryusuke Hamaguchi. In All of a Sudden presentato in Concorso a Cannes 2026 le parole diventano azione, intimità, scoperta reciproca e persino guarigione. Il regista di Drive My Car costruisce un film lunghissimo – oltre tre ore – che potrebbe sembrare quasi anti-cinematografico sulla carta: persone che parlano di cura, morte, capitalismo, malattia e fragilità umana. Eppure, scena dopo scena, Hamaguchi riesce a trasformare queste conversazioni in qualcosa di ipnotico e profondamente emotivo. Il film segue Marie-Lou, direttrice di una casa di cura parigina che adotta il metodo “Humanitude”, basato sull’empatia e…

Continua a leggere

Gentle Monster, presentato a Cannes 2026, parte da un tema durissimo e potenzialmente devastante, ma non riesce a trasformarlo in un vero percorso emotivo. Marie Kreutzer racconta una donna che scopre una verità terribile sul marito, ma togliendo quasi subito il dubbio sulla sua colpevolezza finisce per appiattire il racconto. Anche Léa Seydoux, pur sempre bravissima, resta intrappolata in un film che non sa davvero cosa fare del dolore che mette in scena. Una storia terribile raccontata senza vero rischio Gentle Monster parte da una premessa fortissima: Lucy, musicista francese sposata con Philip, scopre che il marito potrebbe essere coinvolto…

Continua a leggere

Parlando dei suoi inizi a Cannes 2026, Peter Jackson ha difeso con convinzione il valore creativo dell’horror e racconta come il cinema splatter sia stato, per lui, una vera scuola di regia. Il regista ricorda che alla fine degli anni Settanta e nei primi anni Ottanta passava il tempo guardando ossessivamente film horror indipendenti, studiandone il linguaggio e cercando di replicarne l’energia con mezzi casalinghi. “Guardavo continuamente La Casa di Sam Raimi, Re-Animator, Zombi di Romero”, racconta. “Assorbivo quei film e cercavo di fare il mio piccolo home movie”. Jackson sottolinea che il giovane regista, soprattutto all’inizio, lavora quasi sempre…

Continua a leggere

Off Campus funziona perché non prova a trasformare il romance in qualcosa di diverso da ciò che è. Non sente il bisogno di prendere le distanze dal genere per apparire più adulta, più sofisticata o più “prestigiosa”. E proprio qui sta uno dei suoi punti di forza principali. Negli ultimi anni molte serie sentimentali hanno cercato di smorzare gli elementi più tipici del romance – la tensione emotiva, il desiderio, i trope, l’intensità sentimentale – quasi avessero paura di essere percepite come troppo romantiche. Off Campus fa invece l’opposto: prende sul serio la grammatica del romance contemporaneo e la usa…

Continua a leggere

Con Fatherland, Paweł Pawlikowski sembra chiudere idealmente il percorso iniziato con Ida e proseguito con Cold War. Anche qui ritroviamo il bianco e nero austero, il formato quadrato, i silenzi carichi di tensione e soprattutto un’Europa ferita che cerca disperatamente di ridefinire la propria identità. Siamo nel 1949 e Thomas Mann torna in Germania dopo anni di esilio americano. Il viaggio tra Francoforte e Weimar diventa però molto più di una visita celebrativa: è un confronto diretto con un paese distrutto moralmente, diviso politicamente e incapace di fare davvero i conti con il proprio passato. Pawlikowski costruisce così un film…

Continua a leggere

Cenizas en la boca (Ashes) non è il classico racconto sull’immigrazione costruito attorno alla speranza o al sogno di una nuova vita. Diego Luna sceglie una strada molto più amara e realistica, raccontando persone che vivono costantemente in un limbo emotivo e identitario. Lucila e suo fratello Diego lasciano il Messico per raggiungere la madre in Spagna dopo anni di separazione. Ma il trasferimento non rappresenta un nuovo inizio liberatorio. Al contrario, il film mostra quanto possa essere alienante vivere tra due paesi senza riuscire davvero ad appartenere a nessuno dei due. La Spagna non li accoglie davvero, ma anche…

Continua a leggere

Gabrielle è una chirurga brillante, una donna che sembra avere il controllo su ogni aspetto della propria vita. Gestisce un reparto ospedaliero complicato, affronta problemi familiari, convive con una relazione ormai logorata e si prende cura di una madre malata. Tutto questo mentre continua a muoversi senza fermarsi mai, quasi travolta dalla propria stessa esistenza. Charline Bourgeois-Tacquet costruisce il personaggio attraverso dialoghi continui, telefonate, corse tra ospedali, case e conferenze. Il film restituisce molto bene quella sensazione di stanchezza emotiva tipica di chi ha passato una vita a mettere il lavoro davanti a tutto il resto. Ed è proprio qui…

Continua a leggere