Il 2024 è stato un anno straordinario per il cinema, un mosaico di storie potenti, visioni audaci e ritorni attesissimi che hanno lasciato il segno sul grande schermo. Dalle distopie mozzafiato ai thriller psicologici, passando per racconti intimi e pellicole che sfidano i confini del genere, ogni film ha saputo catturare l’attenzione e l’immaginazione del pubblico. In questa lista, ecco quelli che per noi sono i migliori film del 2024, ognuno con la sua firma indelebile, ognuno capace di ricordarci perché amiamo perderci nel buio di una sala cinematografica.
La top 10 di Agnese Albertini

Dopo aver selezionato tra i migliori film del 2023 titoli che hanno fatto dell’analisi della figura femminile il loro perno, il fil rouge della mia personalissima classifica del 2024 è un tema in diretta continuità. Nello specifico, come le persone che amiamo, l’assenza di amore o il modo in cui ci avviciniamo a questo sentimento ci definiscano.
Persi nella solitudine di sguardi e specchi giudicanti, ogni briciolo di amor proprio si sgretola per lasciare emergere la parte più mostruosa – e forse spontanea – di noi (The Substance). Una riflessione sull’identità intesa in ogni sua sfaccettatura, che ci trafigge con un’innegabile potenza visiva e narrativa, cercando di urlare in ogni modo che conoscersi significa amarsi (I Saw The TV Glow). La perdita di ogni colore emotivo, il gelo di un territorio ben definito in cui si esemplifica la banalità del male, e che ha portato a orrori sconfinati (La zona d’interesse). Il passaporto del cuore, che sveli chi siamo partendo dalle nostre radici e proseguendo sulla rotta del destino (Past Lives). Un gioco a tre in cui solo scavalcando la rete da tennis ci si può lasciare andare a un abbraccio atteso da anni (Challengers). E ancora, il possesso egoistico che danneggia l’unico fiore nel terreno (La nostra terra); la famiglia che ci si sceglie, l’idea di un inedito nucleo che è anche sociale e politico (Povere Creature!). L’amore come gioco tra il filosofico e il mistero, che prende vita grazie alla chimica invidiabile tra Glen Powell e Adria Arjona (Hit Man – Killer per caso). Infine, il rifiuto dell’outsider, che in realtà svela il segreto di un regno corrotto e di farneticazioni nocive e che, proprio nell’incontro con una sua sorta di nemesi, dà vita a un’esplosione di amore capace di sfidare la gravità (Wicked).
- Anora
- The Substance
- I Saw the Tv Glow
- La zona d’interesse
- Past Lives
- Challengers
- La nostra terra
- Povere Creature!
- Hit Man – Killer per caso
- Wicked
La top 10 di Carlotta Deiana

The Substance non è solo un horror, è un’operazione chirurgica sull’ossessione della perfezione, sulla vanità e sull’inarrestabile desiderio di superare i propri limiti, a qualsiasi costo. Diretto con una visione spietata e audace, questo film è una discesa agghiacciante nei lati più oscuri dell’ambizione umana. La Zona d’Interesse è uno di quei film che ti cambia, che ti scuote nel profondo senza bisogno di alzare la voce. Il regista affronta uno dei capitoli più oscuri della storia umana con una freddezza stilistica che diventa essa stessa parte della narrazione. La banalità del male emerge con un potere devastante, attraverso immagini apparentemente ordinarie che si scontrano con l’orrore che rimane fuori campo.
Con Povere Creature!, Yorgos Lanthimos ci ha regalato una favola oscura, surreale e straordinariamente umana, capace di combinare umorismo nero, critica sociale e un’estetica visiva da togliere il fiato. Emma Stone, magnetica e coraggiosa, offre una delle migliori interpretazioni della sua carriera, incarnando un personaggio indimenticabile che esplora la libertà, il desiderio e l’identità con una purezza disarmante. L’ultimo film di Sean Baker è brillante, divertentissimo e al contempo commovente. Un dramma sorprendente travestito a tratti da commedia dark, toccante e incredibilmente umano. Anora esplora l’amore, la perdita e la ricerca di sé con una delicatezza rara, sostenuto da interpretazioni che bucano lo schermo. Una perla cinematografica che non si dimentica facilmente.
In un panorama horror ormai saturo di formule prevedibili, Longlegs si è imposto come un’esperienza cinematografica spiazzante e disturbante, che ha ridefinito i confini della paura. Diretto con una precisione chirurgica, il film non si limita a raccontare una storia, ma costruisce un’atmosfera claustrofobica e angosciante che sembra avvolgere lo spettatore. Denis Villeneuve ha firmato con Dune – Parte 2 un vero e proprio capolavoro di fantascienza, un’opera epica che ha spinto i confini del possibile sul grande schermo. Ogni fotogramma è una tela dipinta con maestria, dove la grandezza visiva si fonde con una narrazione profonda e filosofica.
Un film disturbante, brutale e spaventosamente realistico. Civil War ci trascina in un futuro distopico che sembra troppo vicino alla nostra realtà. Ogni scena è un pugno allo stomaco, ogni scelta dei protagonisti un bivio morale. Il ritorno al mondo di A Quiet Place non ha tradito le aspettative, ma le ha superate. Questo sequel ha ripreso l’essenza del primo capitolo, amplificando la tensione e approfondendo i personaggi con una sensibilità sorprendente. Il primo Smile ha terrorizzato il pubblico, ma Smile 2 è riuscito a spingersi ancora oltre, trasformando una semplice smorfia in un simbolo di terrore puro. Il film esplora in profondità le origini della maledizione e ne amplifica l’impatto psicologico, giocando con la mente dello spettatore e costruendo sequenze di puro terrore. Infine, Parthenope di Sorrentino, una celebrazione visiva e narrativa della città di Napoli, ma anche un viaggio intimo nei cuori dei suoi protagonisti.
- The Substance
- La zona d’interesse
- Povere Creature!
- Anora
- Longlegs
- Dune – Parte Due
- Civil War
- A Quiet Place – Giorno Uno
- Smile 2
- Parthenope
La top 10 di Sofia Biagini

Con il 2024 che volge al termine, arriva il momento di tirare le somme su un anno cinematografico che ha saputo davvero sorprenderci. In un panorama sempre più frammentato tra l’esperienza in sala e il dominio dello streaming, il cinema ha infatti continuato a dimostrare la propria capacità unica di emozionare e unire il pubblico.
Dalla maestosità di Dune – Parte 2 alla delicatezza di Past Lives, passando per la commedia nera Povere Creature! di Yorgos Lanthimos, ogni opera ha saputo lasciare un segno indelebile. Film come la rivelazione dell’anno Anora o Parthenope, ultimo acclamato lavoro di Paolo Sorrentino, hanno esplorato temi profondi con un linguaggio potente, mentre The Substance e Il robot selvaggio ci hanno proiettati in un futuro nemmeno troppo lontano. Hit Man – Killer per caso ci ha fatto divertire mentre, La zona d’interesse, ha saputo toccare corde profonde, portando sullo schermo la banalità del male. Scegliere i migliori film che hanno visto la luce – o sarebbe meglio dire il buio della sala – quest’anno non è stato facile, ma ecco la mia top 10 del 2024:
- Anora
- Parthenope
- Povere Creature!
- The Substance
- Hit Man – Killer per caso
- Il robot selvaggio
- La zona d’interesse
- Dune – Parte 2
- Inside Out 2
- Past Lives
La top 10 di Simone Fabriziani

Che annata straordinaria è stata quella del 2024 sul grande e sul piccolo schermo! Nella mia classifica dei dieci lungometraggi migliori degli ultimi dodici mesi, perfetto equilibrio tra grande cinema d’intrattenimento ( che intrattenimento!) e settima arte d’autore. In cima al podio non poteva che esserci il rivoluzionario body horror tutto al femminile The Substance di Coralie Fargeat, che incornicia un 2024 al cinema in cui la materia femminista si intreccia con il pluripremiato Povere Creature di Yorgos Lanthimos e con la Palma d’Oro Anora di Sean Baker. Ma donne sono anche le protagoniste di Wicked, musical dei record e tra i migliori sul grande schermo da anni a questa parte, che chiudono idealmente la classifica accanto ad altri titoli di nota, tra cui lo sconvolgente La zona d’interesse di Jonathan Glazer, il Challengers di Luca Guadagnino, il poetico Perfect Days di Wenders, il mastodontico sequel di Dune, ma anche il semisconosciuto (ed indelebile) psicodramma I Saw The TV Glow della statunitense Jane Schoenbrun, disponibile da noi esclusivamente su Prime Video.
- The Substance
- La zona d’interesse
- Povere Creature!
- I Saw The TV Glow
- Perfect Days
- Dune: Parte 2
- Challengers
- Anora
- Civil War
- Wicked
La top 10 di Francesca Fiorentino

Quest’anno sono stata diligente e ho stilato la top 10 dei film più belli, o che mi hanno emozionata di più nel 2024, quasi in tempo reale. E tutte le volte mi sono detta che Il ragazzo e l’airone di Hayao Miyazaki sarebbe stato scalzato, presto o tardi, dal primo posto (che immediatamente aveva conquistato). Invece, mese dopo mese, film dopo film è rimasto lì, in testa. Forte di quel fuoco di cui è praticamente fatto e che ancora non mi abbandona. Poi, ci sono anche due Paolo, Sorrentino e Virzì. E sì, c’è anche Joker: Folie à deux che non è piaciuto a nessuno ma che invece ho apprezzato per la libertà di decostruire il (finto) mito del primo film. Non c’è Povere creature! che pure ho amato tantissimo, ma solo perché ho privilegiato opere meno belle e complesse ma più “viscerali”. Nonostante questo, il Lanthimos di Poor Things! è quello che preferisco.
- Il ragazzo e l’airone – Hayao Miyazaki
- Past Lives – Celine Song
- Perfect Days – Wim Wenders
- La zona d’interesse – Jonathan Glazer
- Un altro Ferragosto – Paolo Virzì
- Parthenope – Paolo Sorrentino
- Dune: Parte 2 – Denis Villeneuve
- Il robot selvaggio – Chris Sanders
- Inside Out 2 – Kelsey Mann
- Joker: Folie à Deux – Todd Phillips
La top 10 di Alessandro Ritrovato

Se il 2023 è stato segnato dal successo popolare del fenomeno Barbenheimer, il 2024 si è rivelato, invece, l’anno dei grandi flop al botteghino da parte di titoli potenzialmente “da grande pubblico”. Tra i nomi più altisonanti che non hanno saputo intercettare l’interesse delle masse troviamo, su tutti: Joker: folie à deux di Todd Philips, seguito del sorprendente e rivoluzionario Leone d’oro da oltre 1 miliardo di incassi, Megalopolis, l’utopia lunga quarant’anni di Francis Ford Coppola, e Furiosa: a Mad Max Saga di George Miller, il prequel di Mad Max: Fury Road, capolavoro assoluto del 2015 incentrato su una delle più grandi eroine della nostra contemporaneità audiovisiva. Tre film che, nonostante gli sconfortanti numeri al box office, condizionati sia distribuzioni fallimentari che dalla tiepida accoglienza ricevuta nei contesti festivalieri in cui sono stati presentati, meritano un posto speciale nel best of dell’annata trascorsa. Le opere di Coppola e Philips, in particolare, per aver saputo offrire delle narrazioni non convenzionali capaci di sorprendere e mettere in crisi le certezze dello spettatore. Quella del regista australiano, invece, perché è riuscita ad arricchire la mitologia di una saga iconica senza soffrire dell’eredità del suo predecessore/successore.
Oltre ai titoli di Coppola e Miller, in questo 2024 abbiamo potuto godere di grandi film firmati da altri immensi maestri della storia del cinema. Come Perfect Days di Wim Wenders, perfetto esempio di realismo sociale dove l’ordinario diventa straordinario, e soprattutto Il ragazzo e l’airone, il testamento poetico dell’immortale Hayao Miyazaki. Ma il 2024 è stato anche l’anno della consacrazione definitiva di autori diventati ormai dei punti di riferimento imprescindibili della cinematografia mondiale: Yorgos Lanthimos, Sean Baker e Luca Guadagnino. Impossibile non menzionare, infine, il magnetico Estranei di Andrew Haig e La zona d’interesse di Jonathan Glazer, in cui il sonoro diventa un elemento narrativo chiave che “mostra” quello che le immagini si rifiutano di mostrare: l’orrore dei campi di concentramento.
- Megalopolis di Francis Ford Coppola
- Challengers di Luca Guadagnino
- Joker: folie à deux di Todd Philips
- Povere Creature di Yorgos Lanthimos
- La zona d’interesse di Jonathan Glazer
- Il ragazzo e l’airone di Hayao Miyazaki
- Estranei di Andrew Haigh
- Furiosa: a Mad Max Saga di George Miller
- Perfect Days di Wim Wenders
- Anora di Sean Baker
La top 10 di Max Borg

Il 2024 è stato un anno in cui il mondo era ripetutamente sul punto di finire o già finito, forse lo spunto ideale per l’estro creativo di grandi registi. Ho incluso Dostoevskij perché in Italia a livello di distribuzione è stato trattato a tutti gli effetti come un film, la summa nerissima della poetica dei fratelli D’Innocenzo.
- The Beast
- La zona di interesse
- The Substance
- Dostoevskij
- Trap
- Il robot selvaggio
- Dune: Parte Due
- Do Not Expect Too Much From the End of the World
- Flow – Un mondo da salvare
- Povere creature!
La top 10 di Fabio Fusco

Se c’è una sola cosa di cui esser grati a questo 2024 quella di essere stato un anno che ci ha regalato grandi film, di quelli che restano dentro a lungo, ma anche intrattenimento di qualità. Nella mia personale classifica sui migliori film del 2024, ai primi posti ci sono due film che nella loro diversità, hanno un punto in comune, quello di raccontare l’orrore della guerra molto da vicino, ma secondo due prospettive diverse. Per i protagonisti di Civil War, di Alex Garland, la devastazione diventa qualcosa alla quale ci si abitua e nel quale ci si immerge totalmente per poterla raccontare. I protagonisti de La zona d’interesse invece, vivono a stretto contatto con l’orrore, ne sono a conoscenza, ma lo tengono separato dalla loro quotidianità, come se non gli appartenesse. Da sottolineare, in Civil War, le interpretazioni e i personaggi di Kirsten Dunst e Cailee Spaeny, e il modo in cui il loro rapporto si evolve dall’inizio alla fine del film.
Perfect Days di Wim Wenders ci fa scoprire, poco alla volta, la storia di un uomo che lavora come addetto alla pulizia dei bagni pubblici, in Giappone. Una storia delicata, poetica in cui la narrazione viene fuori da una quotidianità apparentemente monotona e piatta. La sala professori invece è un thriller ben congegnato, ambientato in una scuola come tante, nel quale il ruolo del “cattivo” scivola da un personaggio all’altro e che spinge ad una riflessione sui pregiudizi di natura razziale e su altre questioni.
Povere Creature è come una graphic novel nella quale ogni pagina evoca un freddo laboratorio scientifico descritto con accuratezza oppure un paesaggio immaginario mozzafiato. Si è parlato tanto dei costumi di Emma Stone nel film di Lanthimos, ma Povere Creature sarà ricordato anche per la reinvenzione del mito di Frankenstein in chiave femminista, per la sensualità primordiale e istintiva che esprime la protagonista, per l’ironia grottesca e per gli animali immaginari che fanno da cornice ad una storia in cui la morte e la vita non sembrano opporsi l’una all’altra in maniera così netta. Del film va ribadita anche la cura con la quale sono stati realizzati gli splendidi poster che nascondono un segreto che si svela a sguardi più attenti.
Tra le tante pellicole e serie true crime che negli ultimi tempi ripercorrono le scie di sangue lasciate da serial killer e criminali realmente esistiti – parliamo di Dahmer e dei Fratelli Menendez per citarne alcuni – Woman of the Hour si discosta nettamente per raccontare il punto di vista di una donna sopravvissuta ad un serial killer. Un punto di vista che al tempo stesso racconta anche l’ambiente fortemente sessista che era l’industria dello spettacolo negli anni ’70. Il tutto alternando scene inquietanti ad altre dal piglio più ironico e tagliente.
Estranei è il sogno cinematografico più dolce, sensuale e malinconico che abbia riempito gli schermi, quest’anno. Andrew Scott e Paul Mescal (ormai lanciatissimo)sono i protagonisti di una storia che strizza l’occhio a Stephen King e gioca ad ingannare più volte lo spettatore (ma in questo caso, un dolce inganno è meglio di una dura verità).
Infine, con Trap, A Quiet Place – giorno 1 e Abigail voglio ricordare l’intrattenimento ad alta tensione che quest’anno ci ha catturati con storie avvincenti dall’inizio alla fine. Abigail è una rivisitazione sul mito del vampiro inserito in un congegno che inizialmente pone molti interrogativi (ma a proposito di vampiri, non vediamo l’ora di inaugurare il 2025 con Nosferatu…). Il nuovo film della saga di A Quiet Place racconta cosa è accaduto prima del film capostipite e inserisce nuovi personaggi e il gatto Frodo. Con Trap invece, M. Night Shyamalan sembra aver detto tutto già nel trailer e invece sorprende con colpi di scena divertenti e con il personaggio di un serial killer (fittizio) del quale amiamo sentirci un po’ complici, nella prima parte del film, mentre nella seconda non vediamo l’ora che venga assicurato alla giustizia.
- Civil War
- La zona d’interesse
- Perfect Days
- La sala professori
- Povere Creature
- Woman of the Hour
- Estranei
- Trap
- A Quiet Place – giorno 1
- Abigail
